
Articolo precedentemente pubblicato da aciprensa – agenzia stampa in lingua spagnola del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.
Diego Lopez Marina, EWTN, 20-01-26
La manifestazione si svolge mentre il Senato esamina il disegno di legge sull’“assistenza al morire”. Gli organizzatori: «La vera dignità è accompagnare, non eliminare».
Circa 10 mila persone si sono radunate domenica a Parigi per partecipare alla Marcia per la Vita, l’annuale mobilitazione del mondo pro-life francese, che quest’anno ha assunto un rilievo particolare per il delicato dibattito parlamentare sulla possibile legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito.
Secondo l’organizzazione promotrice Marche Pour La Vie, l’edizione 2026 si è svolta in un clima politico teso: dal 12 gennaio il Senato francese sta infatti esaminando il disegno di legge già approvato dall’Assemblea Nazionale il 27 maggio, che introduce quella che viene definita “assistenza al morire”, una riforma sostenuta come priorità dal presidente Emmanuel Macron.
«La dignità non è la morte somministrata»
Nel corso della manifestazione, gli organizzatori hanno ribadito che la vera dignità umana «si trova nell’accompagnamento dei più vulnerabili, e non nell’offerta sociale e medica dell’eutanasia o dell’aborto». Un messaggio rilanciato anche nel manifesto ufficiale del movimento, diffuso durante la giornata.
Il testo mette in guardia dal rischio che, dopo anni di lavoro parlamentare, anziani, persone con disabilità e malati diventino «obiettivi di una cultura della morte», così come già accade — secondo gli organizzatori — per i bambini non ancora nati.
«L’argomento secondo cui si tratterebbe di difendere la dignità umana è profondamente ingannevole», si legge nel manifesto, che contesta l’idea che lo Stato possa stabilire quali vite meritino di essere vissute. Per il movimento pro-life, la dignità è intrinseca alla persona e non dipende da salute, età o utilità sociale.
La crisi demografica sullo sfondo
La Marcia ha posto l’accento anche sulla crisi demografica che attraversa la Francia. Secondo i dati dell’INSEE, nel 2024 le nascite sono diminuite da 677.803 a 663.000, mentre gli aborti sono aumentati da 243.623 a 251.270.
Numeri che, secondo gli organizzatori, indicano una «profonda ferita sociale» e rendono ancora più urgente una riflessione culturale sul valore della vita umana in tutte le sue fasi.
Cure palliative o eutanasia?
Un altro punto centrale del dibattito riguarda il rapporto tra eutanasia e cure palliative. Sebbene il Governo sostenga che le due realtà possano svilupparsi in modo complementare, la Marcia per la Vita respinge questa visione.
Secondo gli organizzatori, la legalizzazione della “morte somministrata” finirebbe per indebolire gli investimenti nelle cure palliative, soprattutto per ragioni economiche. «In alcuni Paesi — denunciano — esiste già il ricatto di offrire l’eutanasia come alternativa “gratuita” a cure considerate troppo costose».
Una mobilitazione familiare e trasversale
La manifestazione, partita da Place Vauban, ha visto la partecipazione di giovani, famiglie e bambini, in un clima definito “gioioso e festoso” nonostante il freddo invernale. Presenti anche personalità pubbliche, rappresentanti politici e figure del movimento pro-life, tra cui Dominique Rey, vescovo emerito di Fréjus-Tolone.
Tra le richieste avanzate durante gli interventi pubblici figurano l’avvio di un grande piano nazionale per le cure palliative e la garanzia piena dell’obiezione di coscienza per tutto il personale sanitario.
Una battaglia culturale aperta
Per alcuni partecipanti, la Marcia mira a influenzare direttamente il voto dei parlamentari nelle prossime settimane; per altri, la posta in gioco è soprattutto culturale e di lungo periodo.
Il manifesto si chiude con un appello esplicito a difendere ogni vita umana, citando Teresa di Calcutta: «Non possiamo rassegnarci a vivere in una società in cui i medici diventino una minaccia per i loro pazienti».
Con il voto del Senato previsto per il 28 gennaio e un nuovo esame all’Assemblea Nazionale atteso a febbraio, la Marcia per la Vita ha riportato al centro del dibattito pubblico francese una domanda decisiva: che cosa si intende oggi per dignità umana e come una società sceglie di proteggerla.
La manifestazione si svolge mentre il Senato esamina il disegno di legge sull’“assistenza al morire”. Gli organizzatori: «La vera dignità è accompagnare, non eliminare».
Circa 10 mila persone si sono radunate domenica a Parigi per partecipare alla Marcia per la Vita, l’annuale mobilitazione del mondo pro-life francese, che quest’anno ha assunto un rilievo particolare per il delicato dibattito parlamentare sulla possibile legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito.
Secondo l’organizzazione promotrice Marche Pour La Vie, l’edizione 2026 si è svolta in un clima politico teso: dal 12 gennaio il Senato francese sta infatti esaminando il disegno di legge già approvato dall’Assemblea Nazionale il 27 maggio, che introduce quella che viene definita “assistenza al morire”, una riforma sostenuta come priorità dal presidente Emmanuel Macron.
«La dignità non è la morte somministrata»
Nel corso della manifestazione, gli organizzatori hanno ribadito che la vera dignità umana «si trova nell’accompagnamento dei più vulnerabili, e non nell’offerta sociale e medica dell’eutanasia o dell’aborto». Un messaggio rilanciato anche nel manifesto ufficiale del movimento, diffuso durante la giornata.
Il testo mette in guardia dal rischio che, dopo anni di lavoro parlamentare, anziani, persone con disabilità e malati diventino «obiettivi di una cultura della morte», così come già accade — secondo gli organizzatori — per i bambini non ancora nati.
«L’argomento secondo cui si tratterebbe di difendere la dignità umana è profondamente ingannevole», si legge nel manifesto, che contesta l’idea che lo Stato possa stabilire quali vite meritino di essere vissute. Per il movimento pro-life, la dignità è intrinseca alla persona e non dipende da salute, età o utilità sociale.
La crisi demografica sullo sfondo
La Marcia ha posto l’accento anche sulla crisi demografica che attraversa la Francia. Secondo i dati dell’INSEE, nel 2024 le nascite sono diminuite da 677.803 a 663.000, mentre gli aborti sono aumentati da 243.623 a 251.270.
Numeri che, secondo gli organizzatori, indicano una «profonda ferita sociale» e rendono ancora più urgente una riflessione culturale sul valore della vita umana in tutte le sue fasi.
Cure palliative o eutanasia?
Un altro punto centrale del dibattito riguarda il rapporto tra eutanasia e cure palliative. Sebbene il Governo sostenga che le due realtà possano svilupparsi in modo complementare, la Marcia per la Vita respinge questa visione.
Secondo gli organizzatori, la legalizzazione della “morte somministrata” finirebbe per indebolire gli investimenti nelle cure palliative, soprattutto per ragioni economiche. «In alcuni Paesi — denunciano — esiste già il ricatto di offrire l’eutanasia come alternativa “gratuita” a cure considerate troppo costose».
Una mobilitazione familiare e trasversale
La manifestazione, partita da Place Vauban, ha visto la partecipazione di giovani, famiglie e bambini, in un clima definito “gioioso e festoso” nonostante il freddo invernale. Presenti anche personalità pubbliche, rappresentanti politici e figure del movimento pro-life, tra cui Dominique Rey, vescovo emerito di Fréjus-Tolone.
Tra le richieste avanzate durante gli interventi pubblici figurano l’avvio di un grande piano nazionale per le cure palliative e la garanzia piena dell’obiezione di coscienza per tutto il personale sanitario.
Una battaglia culturale aperta
Per alcuni partecipanti, la Marcia mira a influenzare direttamente il voto dei parlamentari nelle prossime settimane; per altri, la posta in gioco è soprattutto culturale e di lungo periodo.
Il manifesto si chiude con un appello esplicito a difendere ogni vita umana, citando Teresa di Calcutta: «Non possiamo rassegnarci a vivere in una società in cui i medici diventino una minaccia per i loro pazienti».
Con il voto del Senato previsto per il 28 gennaio e un nuovo esame all’Assemblea Nazionale atteso a febbraio, la Marcia per la Vita ha riportato al centro del dibattito pubblico francese una domanda decisiva: che cosa si intende oggi per dignità umana e come una società sceglie di proteggerla.
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