domenica 4 gennaio 2026

Cosa disse Gesù a santa Caterina per far tornare la Chiesa alla sua bellezza







1. La Chiesa ha sempre patito la crisi. E’ il tributo che Essa deve pagare per il suo essere nel mondo. Non dimentichiamo che Gesù disse chiaramente agli Apostoli che dovevano essere nel mondo, ma non del mondo (Giovanni 15). Ecco, il problema è proprio questo: il dover essere nel mondo spesso diviene anche essere del mondo. Ed è questo un grosso problema.

2. Un grosso problema che attualmente è ancora più evidente, perché è indubbio che la crisi che sta patendo oggi la Chiesa sia molto più grave delle precedenti, perché è crisi che tocca il fine stesso della Chiesa che viene messo in discussione, ovvero la salvezza delle anime: salus animarum suprema lex. E’ proprio questo fine che nella pastorale contemporanea è stato eclissato.

3. Allora come fare? Come “riparare” questa Chiesa? Certo, è importante parlarne. Per quel che ci è dato, è importante anche agire, ma non va dimenticato l’essenziale. E l’essenziale lo dice molto chiaramente Gesù a santa Caterina da Siena: 
“Tu dunque e gli altri miei servi, traete dalla fontana della mia carità le vostre lacrime e i vostri sudori; prendeteli e lavate con essi la faccia della mia Sposa (la Chiesa), poiché io ti prometto che le sarà resa la sua bellezza con questo mezzo, non con coltello, né con guerra, né con crudeltà, ma con la pace, con umili e continue orazioni, con sudori e lacrime, sparse dai miei servi con infuocato desiderio. E così adempirò il tuo desiderio, unito alle molte sofferenze, poiché il vostro patire getterà luce nelle tenebre degli uomini iniqui, che sono nel mondo. E non temete se il mondo vi perseguita, perché io sarò con voi, e giammai vi mancherà la mia provvidenza”.
(Il dialogo della divina Provvidenza, capitolo 15)



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