lunedì 22 dicembre 2014

Gesù bussa e non ce ne accorgiamo!

         

​Rispondere con “un sì personale e sincero” al dono prezioso del Natale, che porta la pace. L’invito di Francesco all’Angelus, nella quarta ed ultima domenica di Avvento. Quante volte Gesù passa nella nostra vita o manda un angelo e non ce ne accorgiamo, ha osservato il Papa rivolto alle decine di migliaia di fedeli, riuniti intorno al suggestivo presepe allestito in piazza San Pietro. “Liberi da ogni mondanità”, ha auspicato “apriamo le porte a Cristo”.


di Roberta Gisotti

Francesco ha chiesto anzitutto di meditare sul racconto dell’Annuncio a Maria dell’Angelo Gabriele.

“Fissiamo lo sguardo su questa semplice fanciulla di Nazaret, nel momento in cui si rende disponibile al messaggio divino con il suo sì”.
Maria, ha spiegato il Papa, nella “fede” che mostra “è per noi modello di come prepararsi al Natale”, “con piena disponibilità di mente e di cuore” alla Parola di Dio: “Nel suo ‘eccomi’ pieno di fede, Maria non sa per quali strade si dovrà avventurare, quali dolori dovrà patire, quali rischi affrontare. Ma è consapevole che è il Signore a chiedere e lei si fida totalmente di Lui e si abbandona al suo amore”.

Lei sa infatti “riconoscere il tempo di Dio”: “Maria ci insegna a cogliere il momento favorevole in cui Gesù passa nella nostra vita e chiede una risposta pronta e generosa”.

Il Verbo, che trovò dimora nel grembo verginale di Maria, nella celebrazione del Natale “viene a bussare nuovamente al cuore di ogni cristiano”.

"Ognuno di noi è chiamato a rispondere, come Maria, con un “sì” personale e sincero."

“Quante volte Gesù passa nella nostra vita”, ha domandato Francesco:
" ... e quante volte ci manda un angelo, e quante volte non ce ne rendiamo conto perché siamo tanto presi, immersi nei nostri pensieri, nei nostri affari e addirittura, in questi giorni, nei nostri preparativi del Natale, da non accorgerci di Lui che passa e bussa alla porta del nostro cuore, chiedendo accoglienza, chiedendo un 'sì', come quello di Maria".

E ancora: "Quando noi sentiamo nel nostro cuore: 'Ma, io vorrei essere più buono, più buona … Ma, io sono pentito di questo che ho fatto …' : è il Signore che bussa, proprio. Ti fa sentire questo: la voglia di essere migliore, la voglia di rimanere più vicino agli altri, a Dio… Se tu senti questo, fermati. E’ il Signore lì! E vai alla preghiera, e forse alla confessione, a pulire un po’ con la sansa: quello fa bene. Ma ricordati bene, eh? Se tu senti quella voglia di migliorare, è Lui che bussa: non lasciarlo passare!".

“Nel mistero del Natale, accanto a Maria - ha ricordato il Papa - c’è la silenziosa presenza di San Giuseppe”:
“L’esempio di Maria e di Giuseppe è per tutti noi un invito ad accogliere con totale apertura d’animo Gesù, che per amore si è fatto nostro fratello”.

Gesù venuto per farci un dono, “come annunciarono in coro gli angeli ai pastori":

“Il dono prezioso del Natale è la pace, e Cristo è la nostra vera pace. E Cristo bussa ai nostri cuori per donarci la pace, la pace dell’anima. Apriamo le porte a Cristo!”.

Infine, l’affidamento i genitori di Gesù:
" ... per vivere un Natale veramente cristiano, liberi da ogni mondanità, pronti ad accogliere il Salvatore, il Dio per noi".








© Avvenire 22 dicembre 2014


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