
Festeggiamo N.S. di Lourdes (III Classe, Bianco).
Roberto de Mattei, 9 feb 2026
Il nome di Lourdes, assieme a quello di Fatima, evoca una delle più grandi apparizioni mariane della storia.
In questo comune francese, ai piedi dei Pirenei, tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, nella grotta di Massabielle, la Madonna apparve diciotto volte a una contadina di quattordici anni, Bernadette Soubirous. Il carattere miracoloso dell’evento fu riconosciuto da Pio IX e da tutti i Papi suoi successori, alcuni dei quali visitarono Lourdes. Bernadette fu canonizzata dalla Chiesa e sul luogo delle apparizioni furono costruite tre basiliche, che formano un unico santuario, il terzo al mondo per il numero dei pellegrini, dopo la basilica di San Pietro e quella di Guadalupe.
Il nome di Lourdes è legato innanzitutto all’Immacolata Concezione, perché la Beata Vergine Maria vi confermò il dogma che Pio IX aveva solennemente definito, quattro anni prima, l’8 dicembre 1854. Il 25 marzo 1858, Bernadette così si rivolse alla misteriosa signora che ormai da tempo le appariva: “Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?”. Per tre volte Bernadette rinnovò la domanda finché, come ella stessa racconta, la Madonna allargò le braccia verso terra, alzò gli occhi verso il cielo e nel medesimo tempo, elevando le mani e congiungendole all’altezza del petto, disse: “Io sono l’Immacolata Concezione”. “Sembra – commenterà un secolo dopo Pio XII – che la stessa Beata Vergine Maria abbia voluto, in maniera prodigiosa, quasi confermare, tra il plauso di tutta la Chiesa, la sentenza pronunziata dal Vicario del suo divin Figlio in terra” (Enciclica Fulgens Corona dell’8 settembre 1953).
Le parole di Lourdes: “Io sono l’Immacolata Concezione”. confermano anche la preghiera che la stessa Beata Vergine volle incisa sulla Medaglia Miracolosa, rivelata a santa Caterina Labouré a Rue du Bac, il 27 novembre 1830 e che, da allora è stata ripetuta milioni di volte da generazioni di cattolici: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Gli uomini sono concepiti nel peccato e, per salvarsi, devono ricorrere all’intercessione della Beata Vergine Maria, piena di grazia e priva di ogni ombra di peccato.
Ma accanto a queste parole “Io sono l’Immacolata Concezione”, vi è un’altra parola che viene pronunciata con forza dalla Madonna a Lourdes durante l’apparizione a santa Bernadetta del 24 febbraio 1858. Pio XII così lo ricorda: “La Vergine immacolata, mai sfiorata dal peccato, si manifesta a una fanciulla innocente, in una società, che non ha affatto coscienza dei mali che la divorano, che copre le sue miserie e le sue ingiustizie con apparenze di prosperità, di splendore e di spensieratezza. In materna comprensione, ella volge uno sguardo su questo mondo riscattato dal sangue del Figlio suo, dove, purtroppo, il peccato ogni giorno accumula tante stragi, ed ella, per tre volte, lancia il suo vibrante richiamo: «Penitenza, penitenza, penitenza!». Chiede inoltre atti significativi: «Andate a baciare la terra in penitenza per i peccatori». E agli atti occorre aggiungere la preghiera: Pregherete Dio per i peccatori». Come al tempo di Giovanni Battista, come all’inizio del ministero di Gesù, lo stesso invito, forte e perentorio, indica agli uomini la via del ritorno a Dio: «Pentitevi» (Mt 3, 2; 4,17). Chi oserebbe dire che questo appello alla conversione del cuore abbia perduto nei giorni nostri qualche cosa della sua efficacia?”. (Enciclica Le pélérinage del 2 luglio 1957, nel centenario delle apparizioni)
La penitenza, come spiega Pio XII, è innanzitutto un appello alla conversione del cuore, un pentimento profondo, una riconciliazione dell’uomo con Dio. E’ solo in questa prospettiva che possiamo comprendere il significato dei miracoli che caratterizzano Lourdes, fino dalle sue origini, rendendola un punto di riferimento mondiale per i malati e i sofferenti. Per evitare ogni forma di sensazionalismo, la Chiesa volle fin dall’inizio un rigoroso discernimento di queste guarigioni. Nel 1905, san Pio X istituì ufficialmente il Bureau des constatations médicales, l’Ufficio delle constatazioni mediche del santuario, dove medici di diversa formazione e convinzione religiosa esaminano con criteri scientifici le guarigioni dichiarate.
Secondo Alessandro De Franciscis, presidente del Bureau dal 2009, negli archivi del santuario sono conservate le documentazioni di circa 7.500 guarigioni considerate inspiegabili dal punto di vista medico. Di queste, solo 72 sono state riconosciute ufficialmente dalla Chiesa come miracoli, a conferma di un discernimento estremamente prudente. Il 16 aprile 2025, il santuario ha accolto la proclamazione dell’ultimo miracolo ufficiale di Lourdes: la guarigione, avvenuta nel 2009, di Antonia Raco, affetta da Sclerosi Laterale Primaria.
Tuttavia, ridurre Lourdes a un semplice “luogo di miracoli” sarebbe fuorviante: le guarigioni fisiche, pur straordinarie, sono inserite in un orizzonte più ampio, dove il vero centro è la conversione del cuore. Quando Gesù dice al paralitico: “Ti sono rimessi i tuoi peccati” (Mc 2,5), e poi lo guarisce nel corpo, manifesta che la guarigione fisica è segno di un’autorità più alta. “Cristo – spiega san Tommaso d’Aquino – compì miracoli corporali per mostrare che aveva il potere di compiere miracoli spirituali, che sono più grandi” (Summa Theologiae, III, q. 44, a. 2). Chi è in grado di guarire i corpi, può guarire l’anima, restituendo alla vita ciò che sembra inesorabilmente destinato alla morte. Per essere guariti dobbiamo però accogliere le grazie di pentimento e di conversione che Gesù ci offre.
L’appello alla penitenza e alla conversione di Lourdes non è diverso da quello di Fatima, dove, secondo il “Terzo Segreto”, i tre pastorelli videro “al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!”. Tre volte, come a Lourdes sono ripetute queste parole, non dalla Madonna però, ma da un Angelo che impugna una spada di fuoco.
Chi rifiuta il pentimento e la penitenza, attira su di sé non la misericordia, ma la giustizia di Dio. A rue du Bac, a Lourdes, a Fatima, il messaggio del Cielo non cambia: è una pressante richiesta agli uomini affinché ritornino a Dio, prima di provare le terribili conseguenze dell’allontanamento da Lui. Quando e come avverrà la risposta della terra alle richieste misericordiose del Cielo?
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