venerdì 25 aprile 2014

Comunione “senza problemi”. L’ha detto il papa al telefono


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di Sandro Magister

Non poteva restare senza una rettifica il racconto fatto dall’argentina Jakelin Lisbona di una sua telefonata con papa Jorge Mario Bergoglio.

La dichiarazione fatta la mattina di giovedì 24 aprile dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, un giorno e mezzo dopo che le parole della donna avevano fatto il giro del mondo con grande clamore, è la seguente:

“Parecchie telefonate hanno avuto luogo, nell’ambito dei rapporti personali pastorali del papa Francesco. 
Non trattandosi assolutamente di attività pubblica del papa non sono da attendersi informazioni o commenti da parte della sala stampa. 
Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha quindi conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione. 
È perciò da evitare di trarre da questa vicenda conseguenze per quanto riguarda l’insegnamento della Chiesa”.

Ma che cosa aveva detto Jakelin Lisbona, in un’intervista all’emittente argentina Red Am910 di Buenos Ares?

Sposata civilmente con un divorziato, aveva detto di aver scritto lo scorso settembre al papa una lettera in cui lamentava di aver trovato in parrocchia un prete che le negava la comunione.

Papa Francesco le aveva telefonato nei giorni scorsi. E – stando al racconto della donna – l’avrebbe incoraggiata ad avvicinarsi alla comunione “senza problemi”. “Mi ha detto di andare a prendere la comunione in un’altra parrocchia”.

“Ci sono dei preti più papisti del papa”, avrebbe commentato Francesco. Il quale avrebbe assicurato alla donna che “si sta occupando dell’argomento”, con riferimento al prossimo sinodo sulla famiglia, e avrebbe utilizzato allo scopo anche la sua lettera.

Le parole di padre Lombardi non smentiscono niente del racconto di Jakelin Lisbona. Semplicemente lo definiscono “fonte di fraintendimenti e confusione”.

Perché in effetti, stando così le cose, è come se papa Francesco avesse già messo in pratica la prima delle due vie d’accesso alla comunione per i divorziati risposati caldeggiate dal cardinale Walter Kasper nel concistoro dello scorso febbraio, ma ancora tutte da discutere in un sinodo le cui conclusioni sono previste nel 2016.




Settimo Cielo




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