mercoledì 19 marzo 2025

SAN GIUSEPPE IL "GIUSTO" ERA DAVVERO COSÌ VECCHIO QUANDO SPOSÒ MARIA? NON ERA PIUTTOSTO GIOVANE, BELLO, CASTO, VIRILE E PIENO DI FORZA?







Fulton J. Sheen, (da "Maria Primo Amore del Mondo" edizioni Fede e Cultura)

La maggior parte delle sculture e dei quadri ci presenta un San Giuseppe anziano, con una lunga barba bianca, che ha preso in custodia Maria ed il voto di lei con un distacco simile a quello di un medico che si prende cura di una bambina in un reparto di pediatria. Non esistono prove storiche che indichino la sua età. Alcuni racconti apocrifi lo descrivono come un uomo anziano ed i Padri della Chiesa, dopo il IV secolo assumono questa immagine in modo determinato.
 
Ma se cerchiamo i motivi per i quali l’arte lo rappresenta anziano, scopriamo che la ragione risiede nel fatto che questa caratteristica si addice di più al suo ruolo di custode della verginità di Maria. È come se fosse dato per scontato che l'anzianità sia più adatta a preservare la verginità dell'adolescenza. Così, inconsciamente l’arte ha fatto di San Giuseppe uno sposo puro e casto più per età che per virtù. Sarebbe come credere che il modo migliore di rappresentare un uomo onesto, incapace di rubare, sia di dipingerlo senza mani; ci si dimentica così che anche negli anziani possono ardere le stesse brame carnali che ardono nei giovani. Abbiamo un esempio nel caso di Susanna, perché coloro che la tentarono nel giardino erano anziani.

Rappresentando San Giuseppe tanto anziano, ci viene trasmessa l’immagine di un uomo a cui restano poche energie vitali, invece di qualcuno che, avendole, le incatena per amore di Dio e di un motivo Santo. Farlo apparire puro perché anziano è come esaltare un torrente di montagna senz'acqua. La Chiesa non ordinerebbe sacerdote un uomo che non avesse integrità della sua potenza, essa vuole uomini che abbiano qualcosa da domare piuttosto che uomini che non hanno più niente da domare, le cui energie “selvagge” sono esaurite.
 
Non c’è motivo per cui con Dio sia diverso.

Sembra anche logico pensare che Nostro Signore preferisse scegliere come padre putativo un uomo che lo fosse con il sacrificio e non uno che ne fosse obbligato ad esserlo. Teniamo presente in quel contesto storico, il fatto che gli ebrei non vedevano di buon occhio un matrimonio tra età molto diverse, quelle che Shakespeare definisce “età raggrinzita e giovinezza”, tanto che il Talmud ammette il matrimonio tra età molto diverse solo per vedovi e vedove.

Infine, sembra difficile credere che Dio avrebbe messo accanto a una giovane madre, di sedici o diciassette anni un uomo anziano.
 
Se dalla Croce, Gesù Nostro Signore, ha affidato Sua Madre a un giovane come San Giovanni, perché avrebbe dovuto metterle un anziano al suo fianco davanti alla mangiatoia?
 
L’amore di una donna determina sempre il modo in cui l’uomo ama: la donna è educatrice silenziosa della sua virilità.
 
Maria può essere così considerata come “colei che guida alla verginità” giovani uomini e giovani donne. Quindi la più sublime ispiratrice della purezza Cristiana, non avrebbe dovuto – a rigor di logica – iniziare a ispirare e a chiamare alla verginità il primo giovane che incontrò – Giuseppe, il "giusto"?
 
Non era diminuendo il potere di amare di Giuseppe, ma elevandolo, che la Vergine avrebbe fatto la sua prima conquista, il suo stesso sposo, uomo che era uomo e non un anziano guardiano!

Giuseppe era probabilmente un uomo giovane, forte, virile, atletico, di bell’aspetto, casto e disciplinato; il tipo di uomo che si vede pascolare un gregge o pilotare un aereo, o al lavoro al banco da falegname. Invece di un uomo incapace di amare, deve essere stato infuocato d'amore per Maria. Così come non daremmo credito a Maria se avesse fatto voto di verginità dopo essere rimasta nubile per 50 anni, così non daremmo molto credito a un Giuseppe che fosse diventato suo sposo perché si trovava avanti negli anni.

Le giovani donne, come Maria, in quell’epoca facevano voto di amare Dio in modo esclusivo, e altrettanto facevano giovani uomini, tra i quali Giuseppe fu così preminente da guadagnarne il titolo di "giusto". Invece di un frutto secco, da servire alla tavola del Re, era piuttosto un bocciolo pieno di promesse e potenza; non nel tramonto della vita, ma nel suo mattino, ribollendo di energia, forza e passione controllata. (...)
 
A sporgersi sulla mangiatoia dove avevano posto il Bambino Gesù, non ci sono allora un anziano e una giovane, ma un giovane e una giovane, la consacrazione della bellezza di una donna e l’offerta di un grande fascino virile.

 




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