martedì 30 dicembre 2025

IL DECLINO DELLA NATALITA’ E IL FUTURO DELLA FAMIGLIA



Cinzia Notaro intervista il prof. Gianfranco Amato.



Manca Concretezza

Ogni anno in Italia il tasso di natalità continua a scendere. I dati dell’inverno demografico spesso vengono comparati a quelli della Seconda Guerra Mondiale, della Prima Guerra Mondiale, o addirittura al periodo subito dopo l’Unità d’Italia. La politica e le iniziative pubbliche non sembrano dare soluzioni concrete.

Riflettiamo sulle cause di questo fenomeno con l’avvocato Gianfranco Amato, presidente dell’Associazione Giuristi per la Vita, approfondendo diversi aspetti che potrebbero essere all’origine di questa crisi demografica: dalla globalizzazione alla prevalenza della finanza, all’individualismo crescente e alla digitalizzazione. Il concetto di “famiglia”, dulcis in fundo, sembra essere sempre più messo in discussione da fattori sociali e culturali.

Qual è la principale causa che determina questo calo della natalità?

Non sono del tutto d’accordo, come molti sostengono, che la causa principale della bassa natalità sia di natura economica. È vero che fattori come il lavoro precario e la disoccupazione giovanile influiscono, ma non sono la causa principale. A conferma di ciò, porto l’esempio di mio figlio, che nel 2020 si è sposato e, nonostante un inizio professionale difficoltoso, è diventato padre di quattro figli in quattro anni. Le motivazioni, quindi, sono più complesse. Spesso ci sono anche ragioni culturali e psicologiche che spingono le persone a non avere figli. Il dottor Donato Dellino, medico barese che si occupa principalmente di psicologia dello sviluppo, evidenzia una crescente separazione tra la maturità biologica e sociale: le donne tendono a posticipare la maternità a causa degli studi prolungati, e gli uomini affrontano problemi di fertilità legati all’età. Questo differimento nella procreazione ha effetti negativi sulla fertilità e sulla salute generale.

Esistono soluzioni politiche per invertire la tendenza demografica?


Le soluzioni politiche finora proposte sembrano più che altro pre-elettorali o fuori dalla realtà. Non si affrontano mai le vere cause del calo delle nascite, ma solo gli effetti. In questi ultimi anni, per esempio, nonostante il governo attuale abbia cercato di concentrarsi sulla famiglia e sulla natalità, non sono emerse proposte concrete che possano realmente fermare questa crisi.

Che ruolo gioca la globalizzazione nella crisi demografica?


La globalizzazione ha cambiato profondamente il nostro modo di vivere, soprattutto dopo il crollo del Muro di Berlino. Questo processo ha portato ad un indebolimento del modello di crescita che ha caratterizzato l’Italia nel dopoguerra, dando priorità alla logica del mercato e della finanza a discapito dei valori sociali e culturali. Ciò ha portato alla precarizzazione del lavoro e ad un impoverimento delle classi sociali meno abbienti, contribuendo ad una crescita demografica sempre più bassa.

L’immigrazione può risolvere il problema della denatalità in Italia?

Molti parlano dell’immigrazione come soluzione alla carenza di popolazione, ma questa idea è irrealistica. In Italia, il basso tasso di crescita economica non permette di sostenere un sistema che si regga solo sull’immigrazione. Inoltre, i costi di integrazione e i bassi contributi sociali degli immigrati rendono questa soluzione insostenibile a lungo termine.

L’intelligenza artificiale potrebbe risolvere il problema della denatalità?

L’intelligenza artificiale potrebbe migliorare alcuni aspetti della nostra vita, ma non credo che possa risolvere il problema della natalità. La sostituzione del lavoro umano con le macchine non è la risposta. In effetti, le soluzioni proposte da chi pensa che l’IA possa risolvere la disoccupazione con un reddito universale, non sono realistiche. Il modello che si sta cercando di proporre ha già fallito in altre realtà e potrebbe creare più problemi di quanti ne risolva.

Perché molti giovani decidono di non avere figli?

Le ragioni sono diverse. Alcuni temono un futuro incerto, alimentato dalla paura della guerra o dei cambiamenti climatici. Altri, però, scelgono di non avere figli per esperienze familiari dolorose, come divorzi o traumi vissuti durante l’infanzia. Ci sono anche molti giovani che decidono di non fare figli per egoismo, preferendo dedicarsi alla carriera o a sé stessi. Queste scelte sono influenzate da un individualismo crescente, che sta facendo vacillare il valore della famiglia come base della società.

Quanto influisce la tecnologia sulla crisi della famiglia e della natalità?

La tecnologia ha un ruolo importante. L’uso eccessivo degli smartphone e dei social media sta creando una generazione sempre più isolata, incapace di socializzare e di formare relazioni profonde. Questo individualismo tecnologico rende difficile immaginare un futuro familiare, poiché i giovani sembrano sempre più disconnessi dalla realtà sociale, preferendo interagire attraverso schermi piuttosto che di persona.

Di cosa parla il professor Zimbardo nel suo libro Maschi in difficoltà?

È un accademico americano, noto per il suo lavoro sulle dinamiche sociali e psicologiche. Nel suo libro spiega come i ragazzi non sappiano più cosa dire tra di loro (sopratutto fra sessi opposti) e non sappiano più leggere il linguaggio non verbale.

Avv. Amato che cosa è esattamente la famiglia?

Di certo non è una costruzione sociale, ma un elemento naturale e pre-politico, che precede tutte le istituzioni come il diritto, la politica e la religione. La famiglia composta da madre, padre e figli, è un nucleo universale che esiste in tutte le culture ed epoche storiche, come dimostra una scoperta archeologica che ha rivelato i resti di una famiglia preistorica, composta da madre, padre e figli, sepolti insieme, uniti in modo simbolico e commovente. Quindi nessun Parlamento o legge può modificare la struttura naturale della famiglia.

Perchè la paragona la crisi demografica al declino dell’Impero Romano?

Bassa natalità e disintegrazione della struttura familiare sono il segno di un decadimento sociale che può portare al collasso di una civiltà, come è successo nell’antica Roma. Paragono la fine dell’Impero Romano al declino delle società moderne, in quanto crisi economica, perdita di valori morali, e soprattutto crisi demografica sono fattori che contribuirono alla caduta dell’Impero Romano, ed oggi stiamo affrontando gli stessi problemi.

Perchè definisce la società moderna “necrofila”?

La società sembra dare più importanza alla morte e alla distruzione (ad esempio, tramite l’aborto e l’eutanasia) che alla vita e alla procreazione. Questa cultura della morte mina la stabilità e la crescita di una società.

Perché critica l’educazione moderna, in particolare il prolungamento degli studi, come le medie e il liceo?

Perché sono inutili e ritardano l’età della procreazione, contribuendo così alla crisi demografica. Ritengo che la scuola dovrebbe essere più mirata e meno lunga.

Cosa pensa riguardo l’uso dei social media per incontrare partner e costruire relazioni?

I social media hanno cambiato profondamente il modo in cui le persone si relazionano. A mio parere, non è possibile costruire una relazione solida con qualcuno che si incontra casualmente online, rispetto ai luoghi di aggregazione sociale del passato, come gli oratori o i movimenti politici.

In cosa consiste la “Legge Nascere con Affetto” in El Salvador e quale il nesso con l’inverno demografico nel nostro paese?

Promuove la natalità e un’attenzione affettuosa ai neonati dando prova di come un paese possa adottare leggi che tutelano la vita e la famiglia, in contrasto con le politiche abortiste di molti paesi occidentali.

Come giudica la situazione attuale delle civiltà e cosa spera per il futuro?

La nostra civiltà è come una sorta di “parabola” che sta attraversando una crisi simile a quella della fine dell’Impero Romano. Tuttavia, nutre speranza nel fatto che i giovani, ancorati ai valori tradizionali e familiari, possano ricostruire una società più stabile e prospera.

Qual è il legame tra la crisi demografica e la crisi sociale?

La bassa natalità, insieme alla disintegrazione delle famiglie e alla crescente infertilità, contribuisce ad una crisi sociale più ampia, che include l’instabilità economica, politica e morale. La disconnessione tra i giovani e i valori tradizionali della famiglia e della comunità è alla base di questa crisi.











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