Il Senato pronto a riprendere l’esame del fine vita. Dopo la sentenza della Consulta. I Vescovi: ‘È urgente una legge’
Di Redazione Blog di Sabino Paciolla, 31 dicembre 2025
“La sentenza della Corte Costituzionale dimostra come avevamo già chiesto, l’urgenza di ripensare la legge sul fine vita coinvolgendo il Parlamento”, si legge in un articolo di Toscana Oggi.
“E questo il primo commento del Card. Augusto Paolo Lojudice (presidente della Conferenza Episcopale Toscana) in merito alla sentenza numero 204 del 2025 la Corte costituzionale ha respinto le censure statali sull’intera legge regionale toscana numero 16 del 2025, in tema di aiuto al suicidio, ma ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale di diverse sue disposizioni.
‘Non crediamo – aggiunge il cardinale – nelle contrapposizioni, ma nel confronto aperto, schietto e democratico. Con questa sentenza non ci sono vincitori o sconfitti, ma solo la necessità di dialogo senza snaturare la posizione della Chiesa da sempre per la tutela della vita in ogni suo stadio’.
‘Come vescovi toscani – conclude il cardinale – ribadiamo la necessità di avere norme nazionali ispirate al riconoscimento del valore della vita’”, riporta Toscana Oggi.
La Corte Costituzionale ha accolto parzialmente il ricorso del Governo: non ha dichiarato illegittima l’intera legge toscana, riconoscendo che nel complesso essa è legittima in quanto disciplina aspetti organizzativi e procedurali nell’ambito della tutela della salute (competenza concorrente). Ha tuttavia bocciato diverse disposizioni perché invadono competenze esclusive dello Stato.
Articoli dichiarati incostituzionali: Art. 2 (requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito).
Parti degli artt. 5 e 6 (termini stringenti per verifica dei requisiti e modalità di attuazione).
Art. 7, comma 1 (obbligo per le ASL di fornire supporto tecnico, farmacologico e assistenza per l’autosomministrazione del farmaco).
La Consulta ha precisato che una disciplina regionale organizzativa e procedurale non è preclusa dal fatto che lo Stato non abbia ancora una legge nazionale organica sul tema.
Reazioni politiche riportate da Toscana Oggi: Centro-sinistra (Giani e Mazzeo): Soddisfazione per il riconoscimento della legittimità complessiva della legge e dei suoi contenuti. La Regione è pronta a modificare gli aspetti indicati dalla Corte. Sottolineano che la sentenza smentisce le critiche della destra e rilanciano la necessità di una legge nazionale per garantire uguaglianza su tutto il territorio.
Centro-destra (Stella – FI, La Porta – FdI): Considerano la sentenza una bocciatura sostanziale della legge, che viene “smantellata” e resa di fatto non operativa. Accusano la maggioranza toscana di aver volutamente aperto uno scontro istituzionale con una “legge bandiera” ideologica e priva di basi giuridiche. Ribadiscono che il tema è di competenza esclusiva del Parlamento nazionale e criticano i “trionfalismi” della sinistra.
Il nodo politico rimane aperto: tutti concordano sulla necessità di una legge statale, ma con valutazioni opposte sull’operato della Toscana.
Il Senato, riporta l’ANSA, è pronto a riprendere l’esame del disegno di legge sul fine vita dopo la pausa natalizia. Fonti di maggioranza indicano che già dal 7 gennaio potranno essere convocate le commissioni riunite Affari sociali e Giustizia per proseguire i lavori sul testo, interrotti per la sessione di bilancio.
A seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale toscana sul fine vita (che non dichiara illegittima l’intera norma, ma contesta alcune parti per violazione delle competenze statali), è in corso una fase di studio e approfondimento. Tra le ipotesi al vaglio, c’è la possibilità di riaprire i termini per la presentazione di nuovi emendamenti in Commissione.
Di seguito ripotiamo il commento della prof.ssa Lucia Comelli, autore di questo blog, alla notizia:
La sentenza della Corte Costituzionale di oggi sulla legge regionale Toscana – che di fatto introduce il sistema sanitario nelle procedure del suicidio assistito – mette fuori gioco il Ddl Zanettin-Zullo che lo escludeva, cioè il motivo fondamentale per cui i due parlamentari del centrodestra avanzavano una controproposta al Ddl Bazoli, ricorrendo al principio del male minore. L’unica proposta di legge possibile rimane quella Bazoli. Non si capisce tuttavia perché il centrodestra dovrebbe fare una legge come quella presentata dall’on. Bazoli: i parlamentari del centrosinistra se la facciano da soli…
Questo però solleva enormi punti interrogativi sui nostri vescovi, che insistono sulla necessità di una legge ‘sul fine vita’ nel nostro ordinamento: in realtà, un simile disegno di legge non possono più chiamarlo ‘sul fine vita’, perché questo sarebbe esplicitamente una proposta di legge sul suicidio assistito, una proposta esclusa dal programma dell’attuale Governo, che non comprendeva di legiferare sul tema del fine vita. L’intervento del Card. Lojudice, presidente dei vescovi toscani, mostra come chi guida la Cei sia su questo tema allineato sulle posizioni – anticristiane – del Pd, eppure, l’attuale dirigenza preme affinché sia il centrodestra a presentare un disegno di legge del genere: forse per poter sostenere, alle prossime elezioni politiche di fronte ai fedeli che non c’è più una gran differenza sulle questioni bioetiche tra i due schieramenti?

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