Julio Loredo
Come stiamo vivendo questo periodo di Avvento?
Seguiamo con amore le notizie sulla Chiesa nostra madre, nell’attesa gioiosa del bambino Gesù. [...]
Vediamo invece alcune nuove impressionanti rivelazioni sulla rinascita religiosa cattolica. [...]
Non so se l’avete visto, ma questa settimana è stata ricca di notizie sul Quietival, ossia la calma rinascita religiosa cattolica. Cominciamo con la rinnovata voglia dei presepi in Francia. “La Francia intera è favorevole ai presepi nei comuni. Il verdetto è senza appello,” scrive Antoine Nisson su Tribune Chrétienne. “Quasi 8 su 10,” continua, “ben il 79% dei francesi approvano la presenza dei presepi natalizi nei comuni”. Una cifra impressionante: appena il 20% si dichiara contrario. E continua: “Il presepe non è solo un simbolo religioso, è un segno di continuità, di fedeltà a una civiltà. È un segno che non si può negare. Il presepe non impone nulla, offre una presenza, una dolcezza, una vicinanza, invita alla pace. Appartiene alla nostra cultura. È presente nei nostri villaggi, nelle nostre famiglie, nei nostri mercatini di Natale, nelle nostre statuine”. E pensare, cari ascoltatori, che qui in Italia ci sono comuni come quello di Genova che hanno voluto sopprimere il presepe nelle sedi istituzionali. Grazie a Dio, nel caso di Genova, la Sindaca Salis, Silvia Salis, ha dovuto fare un passo indietro travolta dalla reazione popolare in favore del presepe.
Questi dati sul presepe in Francia sono contenuti in un vasto studio realizzato dall’IFOP (Institut Français d’Opinion Publique). I risultati sono veramente sorprendenti. E cito: “I giovani cattolici sono più radicali dei loro genitori?” si domanda il settimanale cattolico, non certo conservatore, La Croix. E continua: “Stiamo assistendo a una rinascita religiosa?”. Basandosi su uno studio condotto dall’IFOP, il sociologo Jean Resson Cleisu analizza il cattolicesimo francese nel 2025. “I risultati sfidano ogni preconcetto”. Il titolo dell’articolo di La Croix la dice lunga: “Ritorno della religione, messa in latino, boom dei battesimi: le trasformazioni del cattolicesimo francese”.
La Croix intervista il sociologo Jean Resson de Cleu e gli chiede come spiega questa resistenza da parte di uno “zoccolo duro” in un momento in cui la società francese si sta scristianizzando. Il sociologo risponde: “Il cattolicesimo francese sta attraversando una profonda trasformazione. Mentre continua a declinare nella società, si sta riorganizzando attorno a un nucleo di cattolici estremamente impegnati. Questa omogeneità crea un ambiente di sostegno che spiega la resilienza di questo ‘zoccolo duro’: questi cattolici celanti si rafforzano a vicenda”. Questo compattarsi della fede, continua, è visibile soprattutto nelle giovani generazioni. Si tratta ancora di un fenomeno minoritario, certo, che non compensa il crollo generalizzato della fede nella società francese, ma mostra un dinamismo che prima non c’era. E questa, cari amici, è la grande novità.
Un punto che richiama l’attenzione è l’attrazione dei giovani per la Messa antica. In un interessante articolo intitolato Giovani, partecipazione piena e Usus Antiquior, pubblicato la scorsa settimana sul londinese The Catholic Herald. Don Alquin Reed, benedettino esperto in liturgia, scrive, cito: “Ironia della sorte, oggi è spesso nelle celebrazioni dei riti più antichi preconciliari che troviamo ciò che i Padri conciliari desideravano veramente: la partecipazione piena, consapevole, effettiva e assolutamente fruttuosa alla Messa”. Questa partecipazione si vede, dice Don Alquin, in particolare nei giovani che cercano Dio.
Un segno della rinascita religiosa sono le visite alla Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, restituita al culto pubblico esattamente un anno fa dopo il devastante incendio. Il bilancio del primo anno dopo la riapertura è imponente, afferma Monsignor Olivier Diumas, Rettore della Cattedrale. E prosegue: “Notre-Dame ha ricevuto più di 11 milioni di visitatori in quest’anno, un vero primato. E non si tratta di semplici turisti, ma anche di pellegrini,” continua Monsignor Diumas. Dal 7 dicembre 2024, la Cattedrale ha ospitato più di 1600 celebrazioni e oltre 650 pellegrinaggi. E ospita 30 sacerdoti che confessano instancabilmente durante tutta la giornata. Soprattutto, dice lui, Notre-Dame è tornata a essere un luogo di incontro personale con Cristo. “Ogni giorno siamo testimoni di grazie e frutti spirituali. Non è raro che i visitatori che inizialmente se ne erano andati tornino e chiedano di confessarsi, anche se non lo fanno da 50 anni”.
In un altro articolo, è il settimanale La Croix – che, ripeto, non è per niente conservatore – a parlare della rinascita del sacramento della Penitenza. Dice che la pratica della confessione sta vivendo una rinascita, soprattutto tra i giovani. Negli ultimi anni, dice La Croix, la confessione ha visto un rinnovato interesse a seguito della ripresa delle pratiche più tradizionali della Chiesa. Un dato curioso è che i giovani preferiscono i confessionali all’antica, cioè con la griglia. “I giovani preferiscono la griglia”. Con questo, i vecchi confessionali stanno riacquistando una certa rilevanza, commenta Don Jean-Marc Pimpanot, parroco di Saint Louis d’Antin, sempre a Parigi. Secondo il parroco, ciò è frutto di un rinnovato senso morale. Dice lui: “I giovani si muovono molto nella logica del permesso/proibito. C’è un aspetto molto moralizzante”.
Ancora un altro segno della rinascita religiosa sono le Messe dell’Aurora, dette Messe Rorate, illuminate da migliaia di candele. Queste si celebrano durante l’Avvento alle 7:00 del mattino ogni mercoledì e venerdì a Saint Sulpice, la più grande chiesa di Parigi. “Abbiamo cominciato con una trentina di persone. Adesso non siamo mai meno di 300,” racconta Don Houge, il parroco. E quasi tutti sono giovani. La maggior parte di loro, dice il parroco, ricevono la comunione in ginocchio mentre il coro canta in latino: Rorate Cœli. “I canti, le candele nella penombra, la calma, lo sforzo collettivo creano un’atmosfera intrisa di sacralità che mi aiuta a concentrarmi su me stesso,” testimonia Arthur, 21 anni, che ha guidato per un’ora per poter arrivare a questa Messa da un’altra parte. La Messa dei giovani ogni domenica sera, nella stessa parrocchia, conta ormai intorno a 1500 partecipanti alla ricerca del sacro, come informa sempre La Croix.
Ci sarebbero tante notizie da commentare con voi, ma vorrei chiudere con un interessantissimo articolo di Tom Colsey apparso su The Catholic Herald, il più importante organo cattolico della Gran Bretagna. Già il titolo dice tutto: “Perché la Generazione Z sta tornando alla Chiesa?”. Dice Colsey: “Dal 2023 la stampa internazionale presta sempre maggiore attenzione alla sorprendente rinascita della fede cristiana insieme alla sua ritrovata rilevanza nel dibattito pubblico”. E continua: “In Gran Bretagna, ad esempio, il cattolicesimo ha invertito il declino decennale e ha registrato una crescita notevole dal 2018 ad oggi”. Questa rinascita, tuttavia, non è universale, scrive sempre Colsey. “Non si tratta di una rinascita universale. È una rinascita altamente selettiva. Alcune parti del mondo cristiano stanno fiorendo, altre continuano a ridursi, e lei si domanda il perché di questo”.
Un punto rilevante è che questa crescita è percettibile soprattutto là dove si offre una dottrina solida e una liturgia secondo i canoni conservatori o tradizionali“. Scrive Colsey: “Nel Regno Unito i segni di vitalità si possono trovare negli oratori che offrono una liturgia elaborata e riverente. Gli ordini religiosi tradizionali hanno più sacerdoti in formazione di qualsiasi diocesi del paese. Allo stesso modo, i benedettini tradizionalisti hanno triplicato le loro dimensioni in pochi anni.” Invece, dove difetta questa dottrina solida e questa liturgia tradizionale, la rinascita fatica a spuntare.
Carissimi ascoltatori, permettetemi di chiudere con un lamento che mi viene dal fondo dell’anima. Quando è che le autorità ecclesiastiche, anche qui a Roma, apriranno finalmente gli occhi? Dopo tanti anni di desacralizzazione della liturgia, della musica sacra, dei paramenti e perfino dell’architettura ecclesiastica, ci dovrebbe essere una generosa apertura dei cuori alla grazia divina, al vero soffio dello Spirito Santo, non a quel soffio assai artefatto che proviene da gruppi di pressione frequentemente in dissenso con l’insegnamento cattolico. Molti studi scientifici mostrano che questa grazia, questa rinascita religiosa, oggi sta soffiando soprattutto nella vela di quegli ambienti prevalentemente giovanili che cercano la sacralità del culto, il rispetto alle esigenze della morale, persino il pentimento nel confessionale. Queste sono le vere “minoranze creative” della Chiesa di cui ha parlato Benedetto XVI. Perché non appoggiarle, fomentarle, incrementarle? Non è qui il futuro della Chiesa, anche dal punto di vista anagrafico?
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