venerdì 20 gennaio 2012

Il Papa: La formazione del presbitero esige integralità, compiutezza, esercizio ascetico, costanza e fedeltà eroica






BENEDETTO XVI: A COLLEGIO CAPRANICA, PER I PRETI “ANELITO CRESCENTE ALLA SANTITÀ”


“La formazione del presbitero esige integralità, compiutezza, esercizio ascetico, costanza e fedeltà eroica, in tutti gli aspetti che la costituisce; al fondo vi deve essere una solida vita spirituale animata da una relazione intensa con Dio a livello personale e comunitario, con particolare cura nelle celebrazioni liturgiche e nella frequenza ai Sacramenti”: lo ha detto oggi Benedetto XVI durante l’udienza concessa alla comunità dell’Almo Collegio Capranica di Roma, uno dei seminari della diocesi, fondato oltre 5 secoli fa dal card. Domenico Capranica.

Il Papa si è soffermato a lungo sulla vocazione e la formazione dei futuri presbiteri, legando la loro testimonianza a quella della vergine e martire Sant’Agnese, patrona del Collegio.

“La vita sacerdotale – ha detto - richiede un anelito crescente alla santità, un chiaro sensus Ecclesiae e un’apertura alla fraternità senza esclusioni e parzialità. Del cammino di santità del presbitero – ha proseguito - fa parte anche la sua scelta di elaborare, con l’aiuto di Dio, la propria intelligenza e il proprio impegno, una vera e solida cultura personale, frutto di uno studio appassionato e costante.
La fede ha una sua dimensione razionale e intellettuale che le è essenziale”.

Proseguendo nella sua riflessione sul cammino di formazione dei futuri presbiteri, Benedetto XVI ha affermato che “per un seminarista e per un giovane prete ancora alle prese con lo studio accademico, si tratta di assimilare quella sintesi tra fede e ragione che è propria del Cristianesimo.

Il Verbo di Dio si è fatto carne e il presbitero, vero sacerdote del Verbo Incarnato, deve diventare sempre più trasparenza, luminosa e profonda, della Parola eterna che ci è donata”. Il Papa ha quindi sottolineato che “chi è maturo anche in questa sua formazione culturale globale può essere più efficacemente educatore e animatore di quell’adorazione ‘in Spirito e verità’ di cui Gesù parla alla Samaritana”.

Nella parte conclusiva del discorso, Benedetto XVI ha esortato i seminaristi e giovani preti del “Capranica” ad avere “un profondo senso della storia e della tradizione della Chiesa! Il fatto di essere a Roma è un dono che vi deve rendere particolarmente sensibili alla profondità della tradizione cattolica – ha affermato -. Voi la toccate con mano già nella storia dell’edificio che vi ospita. Inoltre, voi vivete questi anni di formazione in una speciale vicinanza con il Successore di Pietro: ciò vi permette di percepire con particolare chiarezza le dimensioni universali della Chiesa e il desiderio che il Vangelo giunga a tutte le genti”.

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