martedì 15 gennaio 2019

Un'intervista con il Cardinal Brandmüller sulla crisi della Chiesa e le possibili soluzioni





Il card. Walter Brandmüller la scorsa settimana ha suscitato scalpore concedendo una intervista all’agenzia di stampa tedesca DPA nella quale si è espresso dei pensieri sulla crisi della Chiesa e della piaga degli abusi sessuali affermando che il dibattito sugli abusi sessuali del clero “dimentica o mette a tacere il fatto che l’80% dei casi di violenza sessuale nella Chiesa ha colpito giovani maschi non bambini” e che un collegamento tra omosessualità e abuso sessuale è stato “statisticamente dimostrato”. Inoltre ha dichiarato che "solo un esiguo numero" di preti ha commesso abusi sessuali e che è "ipocrita" concentrarsi solo sulla crisi degli abusi sessuali nella Chiesa poiché "ciò che è accaduto nella Chiesa non è nient'altro che ciò che sta accadendo nella società nel suo complesso".
L’intervista ha suscitato alcune critiche, come quella di Ulf Poschardt, redattore del quotidiano Die Welt, che lo ha accusato di “diffamare gli omosessuali”.


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In un'intervista con CNA Deutsch, l'agenzia sorella della CNA in lingua tedesca, lo storico della chiesa ha spiegato le sue osservazioni e ha indicato le cause della crisi della Chiesa e le possibili soluzioni: 

Eminenza, l’intervista dello scorso venerdì ha suscitato grande scalpore. Come ne affronta la diffusione mediatica e le reazioni?Solleva molte perplessità ciò che i media laici fanno delle dichiarazioni che non corrispondono alla visione del mondo dei giornalisti. Ma la mia preoccupazione era rivolta agli scandali pù che a come vengo trattato come persona.


Si riferisce agli scandali degli abusi e al loro insabbiamento?Direi che il vero scandalo è che quando si tratta di questo tema, il clero e gli ecclesiastici non sono sufficientemente distinguibili dalla società nel suo complesso. L’apostolo Paolo ammonì i Romani: “Non conformatevi a questo mondo” (Rm 12:2).
Ma l’abuso sessuale – in qualsiasi forma – è tutt’altro che un fenomeno specificamente cattolico.


Come deve essere inteso in questo contesto?La sessualizzazione della società nel corso dei decenni – si pensi a Oswalt Kolle e Beate Uhse – ha lasciato il suo segno sui cattolici e sui membri della Chiesa. Questa affermazione può aiutare a spiegare l’atrocità delle trasgressioni, ma non è affatto una scusa!
[ndr Nota: Oswalt Kolle è stato autore, regista, sostenitore della rivoluzione sessuale in Germania, di spicco negli anni Sessanta e Settanta. Beate Uhse AG è un distributore tedesco di pornografia, “sex toys,” e lingerie.]



In altre parole, al centro della questione c'è il ruolo e l’autocoscienza del clero?Innanzitutto, occorre sottolineare con enfasi che centinaia di migliaia di sacerdoti e religiosi servono fedelmente e generosamente Dio e gli uomini. Metterli genericamente sotto sospetto è tanto offensivo quanto ingiustificato, considerata la piccola percentuale di coloro che abusano. Inoltre, è ugualmente una visione eccessivamente ristretta della realtà guardare solo alla Chiesa cattolica.


Ma veramente bisogna distinguere tra gli abusi nella Chiesa e nella società?Assolutamente.
Non sarebbe meno irrealistico dimenticare o nascondere che l’80 per cento dei casi di abusi nel contesto ecclesiale sono stati perpetrati contro adolescenti maschi, non contro i bambini. Questo rapporto tra abuso e omosessualità è stato statisticamente provato; ma non ha nulla a che fare con l’omofobia, qualunque cosa si intenda con questo termine.


Come si possono prevenire in linea di principio la cattiva condotta sessuale e gli abusi sessuali? Indipendentemente dal fatto che sia perpetrato contro minori o adulti, uomini o donne?In primo luogo sarà necessario, prima di ogni considerazione religiosa, recuperare e approfondire la nostra comprensione dei principi della moralità sessuale determinati dalla natura umana che è quella dell’uomo e della donna. Giovanni Paolo II, con la sua Teologia del corpo, ha dato un contributo rivoluzionario sul tema.



Non sarebbe particolarmente richiesta una simile comprensione al clero, e a chiunque abbia responsabilità di insegnamento, in termini di educazione sia su questo argomento sia su se stessi, vivendolo effettivamente?Infatti, l'insegnamento dottrinale di Giovanni Paolo II dovrebbe costituire la base per la selezione e la formazione dei futuri sacerdoti e degli educatori religiosi. Poi dovremmo prestare attenzione alla loro costituzione psico-fisica. Tuttavia, non si dive ignorare che ciò non riguarda solo la psicologia e la sociologia, ma piuttosto il riconoscimento di una vera vocazione che viene da Dio. Soprattutto quando si tratta di sacerdoti! Solo quando questi aspetti sono debitamente valutati e presi in considerazione, un candidato può essere ammesso all’ordinazione.
Questo è quanto ha detto Papa Francesco in più occasioni.
A proposito: un rigore frutto di competenza nella selezione dei candidati porta anche ad una maggiore attrattiva della sacerdozio.


Dato che questo cade sotto la giurisdizione di un vescovo, il suo è sicuramente un ruolo chiave nel realizzare questo obiettivo?La crisi attuale può essere superata solo se, soprattutto i vescovi, la interpretano come una chiamata e uno stimolo a un nuovo risveglio spirituale, attingendo alle radici della nostra Fede. Non è sbalorditivo che i seminari “convenzionali” delle cosiddette comunità tradizionaliste, soprattutto in Francia ma non solo, non manchino di seminaristi? Allora perché non adottare questo modello di successo?


Di fronte alla crisi attuale, la credibilità della Chiesa come istituzione morale è duramente scossa agli occhi di molti. Inoltre, i cattolici si chiedono in quale direzione stia andando la Chiesa.
La domanda che mi pongo è se davvero si vada in qualche direzione. La Chiesa non è sballottata avanti e indietro su correnti contraddittorie? Si può riconoscere una qualche direzione?
In ogni caso, è ovvio che – almeno nell’Europa occidentale – le dichiarazioni della Chiesa sono più o meno in linea con l'ambiente sociale, e che questioni puramente laiche spesso determinano i discorsi e le azioni delle autorità ecclesiastiche invece di seguire l’esempio di Benedetto XVI, che nel suo discorso di Friburgo del 2011 ha parlato del necessario distacco dalla mondanità, che è stato subito frainteso ed è stato perfino oggetto di riprovazione.
Nel frattempo, anche alcuni vescovi, soprattutto in campo morale, hanno espresso opinioni diametralmente opposte alla Scrittura. Ma così facendo, ci si allontana dalle fondamenta stesse dell’esistenza della Chiesa.


Quindi la Chiesa e le sue fondamenta sono ancora al loro posto?Naturalmente. E naturalmente è tanto più imbarazzante quando, in Germania, una Chiesa economicamente potente ma che va a fondo spiritualmente ritiene di avere il mandato di dare lezioni ai suoi “fratelli e sorelle più poveri” in tutti i luoghi, nelle regioni in cui la Chiesa sta vivendo un periodo di vitalità e crescita spirituale, cioè nell’Europa orientale e nordorientale, così come in Africa e in Asia.
Da rilevare tuttavia che anche in Occidente si assiste al fenomeno del risveglio religioso tra i giovani, che non restano contagiati dal declino che li circonda.
“Fluctuat nec mergitur” – Questa espressione è scritta sullo stemma della città di Parigi, che mostra una nave sulle onde alte: nonostante sia sballottata avanti e indietro, non è perduta! Infatti, Gesù Cristo è a bordo anche quando sembra addormentato. Questa è una rappresentazione della Chiesa. 


Fonte: Catholic News Agency

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]







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