martedì 9 febbraio 2021

Ettore Gotti Tedeschi: la scomparsa dei matrimoni religiosi in Italia




Marco Tosatti, 20-1-21


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Un fenomeno a dir poco inquietante, almeno quanto quello del crollo della natalità, consiste nella quasi scomparsa dei matrimoni religiosi. Venerdi scorso ho partecipato con il prof GianCarlo Blangiardo, Presidente Istat, ad un convegno dibattito patrocinato dal Senato della Repubblica e organizzato dalla senatrice Tiziana Drago per New Generation Italy. In questo Convegno <Incremento demografico e sviluppo economico- (effetto Covid sulla natalità)>,il prof. Blangiardo, ha illustrato alcuni dati, ancora provvisori, sui matrimoni celebrati in Italia nel periodo osservato: gennaio-luglio 2020.Questi dati meritano particolare attenzione. Tra gennaio e luglio 2020 il numero assoluto di matrimoni celebrati in Italia è stato di 34.059, verso 101.461 per lo stesso periodo nel 2019 e i 107.990 nel 2018. Ma il fenomeno più sorprendente e inquietante sta nella scomparsa dei matrimoni religiosi che, sempre tra gennaio e luglio 2020, son stati 4.141 verso i 47.025 del 2019. In pratica nel periodo considerato del 2019 i matrimoni religiosi hanno rappresentato quasi la metà (il 46.5%) dei matrimoni totali, mentre nel 2020 solamente il 12%.


Effetto chiese chiuse e municipi aperti? Effetto rinvio a tempi migliori del matrimonio religioso? Effetto scoraggiamento del valore del Sacramento del matrimonio? Sarà interessante leggere i commenti degli “esperti” in un eventuale dibattito in proposito, ma dobbiamo intanto riconoscere la gravità del fenomeno e le sue conseguenze, non solo sulla formazione di famiglie, quanto sul problema conseguente nascite, che vedremo solo nel 2021 e anni successivi. Sentiremo presto il lamento per un ulteriore crollo delle nascite, leggeremo dotti commenti sull’inverno demografico, ascolteremo il pianto dei produttori di pannolini per neonati e soprattutto leggeremo il compiacimento per gli ulteriori sbarchi, sempre più necessari, di migranti destinati a colmare il gap di popolazione.


Ma mentre da una parte sentiamo il sussurro di chi lamenta il crollo natalità, da altra parte intendiamo il grido di esultazione per lo stesso crollo natalità, che permette di salvaguardare meglio il pianeta grazie a meno bocche da sfamare che pretendono lo sfruttamento dell’ambiente da parte dell’avida creatura umana. Ecco, questa contraddizione tra chi lamenta le non nascite e chi esulta per le non nascite, è preoccupante. Non nascite, prescindendo da valutazioni morali, significa decrescita economica, ma significa anche (per i maltusiano ambientalisti) tutela dell’ambiente. Contraddizione irrazionale, quanto pericolosa, per le soluzioni che conseguentemente non verranno mai adottate.


Riguardo questa “contraddizione” vediamo coesistere previsioni anche fantasiose, ma opposte nella conclusione.


Per esempio quelle malthusiano-ambientaliste, catastrofiche ed allarmanti, che dicono che nel 2100 saremo più di 10miliardi, ed è intollerabile perchè Greta ne soffrirebbe troppo. Queste previsioni si scontrano con quelle, molto meno fantasiose, che dicono che sempre nel 2100, ben 20 paesi (tra cui l’Italia e il Giappone) vedranno ridursi la popolazione del 50%, e sarà la loro fine, ma Greta non andrà al loro funerale. Si tratta dello stesso modello di terrorismo demografico usato da Malthus e più recentemente dal capostipite del neomalthusianesimo, Paul Erlich dell’Università di Stanford (colui che scrisse il famoso libro “ The population bomb” nel 1968), che previde centinaia di milioni di morti per fame in Asia -Cina, prima del 2000, grazie alla crescita della popolazione.


Come sta succedendo oggi per il Covid e vaccini, io non ho mai assistito ad un confronto pubblico ed adeguato tra sostenitori di tesi opposte sul tema natalità-ambiente. Anche io non riuscii mai ad ottenere un confronto con il grande prof. Giovanni Sartori sul tema natalità, che sembrava interessarlo molto anche se con visione opposta alla mia. Non son mai riuscito ad assistere neppure ad un confronto sull’analisi della evoluzione economica mondiale, innestata con il crollo nascite nel mondo occidentale dagli anni ’7O, che ci ha regalato questi ultimi 50anni che hanno cambiato il mondo intero. Forse perchè le cause sono state di ordine morale e di morale non si deve mai discutere?


Ma ancora, come possono illudersi i nostri governanti di sapere realizzare e proporre ai partner europei un Recovery Plan credibile e realizzabile, se non sono chiari quei “driver” di crescita economica che si fondano su matrimoni e nascite nella situazione attuale? Quali nuove utopie dobbiamo aspettarci?


Ettore Gotti Tedeschi, La Verità













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