domenica 27 settembre 2026

Alcune cifre (anche sorprendenti) sul cattolicesimo in Francia



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by Aldo Maria Valli 27 set 2026


Nei giorni che hanno preceduto la visita di papa Leone in Francia sono stato colpito da due notizie. La prima, diffusa da “Le Figaro”, riguarda il fatto che la maggioranza dei sacerdoti francesi più giovani celebra messa “spesso o talvolta” in latino e anche secondo la forma straordinaria, mentre la percentuale scende al 2% per i sacerdoti al di sopra dei settantacinque anni. Una tendenza che dimostra come l’evoluzione demografica, con la progressiva scomparsa del clero più anziano, più legato al Vaticano II e al post Concilio, sia a favore della santa messa tradizionale.

La seconda notizia, della quale in parte ci siamo già occupati su “Duc in altum”, riguarda il fatto che in Francia il numero di adulti battezzati è aumentato del 28% in un anno ed è più che triplicato in dieci anni, un incremento che contrasta con tutte le previsioni sul declino del cattolicesimo nel paese.

Secondo un’indagine della Conferenza episcopale francese, entro la Pasqua del 2026 sono stati poco meno di 21400 gli adolescenti e gli adulti battezzati nella Chiesa cattolica.

Mentre sei anni fa i battesimi in età adulta prevalevano nella fascia 26-40 anni, ora la fascia d’età più rappresentata tra gli adulti è quella che va dai18 ai 25 anni.

Se poi guardiamo alla fascia d’età ancora più giovane, dagli 11 ai 17 anni, vediamo che c’è stato un incremento del 10 per cento rispetto all’anno precedente.

Poiché i battesimi, nel complesso, continuano a diminuire (nel 2024 ne sono stati celebrati circa 150 mila rispetto ai 380 mila di quattro anni prima), gli esperti parlano di “transizione da un cattolicesimo di trasmissione a un cattolicesimo di adesione”.

Per la Generazione Z (nati dal 1997 al 2012), la fede cattolica è una risposta al vuoto esistenziale. Non si pongono il problema di conservare un patrimonio culturale. Cercano un’esperienza intima e profonda, e spesso la trovano nella Tradizione.

“Nell’aria si percepisce una ricerca di significato: di fronte al vuoto si rivolgono alla fede” scrive “La Nouvelle Republique” ricordando che per il 40% dei nuovi catecumeni la fede è sbocciata dopo un’esperienza di sofferenza.

“Se i nostri antenati temevano che il cielo cadesse loro in testa, i nostri giovani temono che la terra ceda sotto i loro piedi”, osserva Juliette Marion, assistente pastorale presso la Missione studentesca cattolica dell’Île-de-France. “Hanno bisogno di solide fondamenta in un’età in cui stanno costruendo la propria identità. La fede offre una risposta in un mondo in continuo mutamento”.

In generale, in Francia i numeri relativi alla fede cattolica restano poco lusinghieri. Nel 2025 solo il 46% dei francesi si dichiarava cattolico, rispetto all’85% dei primi anni Sessanta, e solo il 5% dei francesi afferma di partecipare alla messa ogni domenica. Il numero dei matrimoni religiosi è sceso dai 122 mila di inizio secolo a 40 mila nel 2023, e prosegue anche la crisi delle vocazioni, con soli 84 sacerdoti ordinati quest’anno.

Ma quel “cattolicesimo di adesione” mostra di essere ben vivo, come segnalato anche dalla partecipazione sempre più massiccia, in particolare da parte dei giovani, ai pellegrinaggi che si svolgono nel segno della Tradizione.

In ambito politico, il cattolicesimo francese sembra essere associato a una maggiore propensione al voto di destra. Secondo un sondaggio condotto prima delle elezioni europee del 2024, il 36% degli elettori cattolici intendeva votare per la lista del Rassemblement National, il 19% per Renaissance, il 9% per i repubblicani e il 6% per Reconquête, contro un complessivo 24% per le liste di sinistra.







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