giovedì 17 settembre 2026

Thomas Edwards (AdVaticanum): «Abolire la Santa Messa tradizionale è un suicidio ecclesiastico che deve cessare»



Vi proponiamo – nella traduzione di Messa in Latino – l’intervista di Javier Navascués Pérez, Vicedirettore di ÑTV España, pubblicata sul sito InfoCatólica il 16 settembre, in cui Thomas Edwards racconta la recente esperienza del sito AdVaticanum, nato «dal desiderio di dare voce al movimento tradizionalista all’interno della Chiesa».

In particolare, Thomas Edwards afferma che «abbiamo un disperato bisogno di una risoluzione che consenta di promuovere e incoraggiare il rito antico. Questo rito offre un’enorme speranza alle future generazioni di cattolici perché vanta una grande partecipazione ed è molto amato dai Cattolici più giovani. Se la Chiesa non affronta la questione, rischia di soffocare parte della rinascita cattolica e una delle sue maggiori fonti di speranza per il futuro. La continua soppressione della Santa Messa tradizionale è una forma di suicidio ecclesiastico che deve cessare».

Lorenzo V.





AdVaticanum è un portale digitale di notizie, analisi e opinioni specializzato nell’attualità vaticana, nel pensiero della Chiesa cattolica e nel ruolo della fede nel mondo moderno.

Il suo direttore, il giornalista Thomas Edwards, è britannico e collabora regolarmente con influenti testate del mondo cattolico e conservatore anglosassone, come la rivista britannica The Spectator e il quotidiano The Catholic Herald.

Come è nato il sito web AdVaticanum e quali sono i suoi obiettivi?

Siamo nati dal desiderio di dare voce al movimento tradizionalista all’interno della Chiesa. Ci descriveremmo piuttosto come vicini al tradizionalismo, piuttosto che come semplici portavoce del movimento. Tuttavia, vogliamo offrire notizie e approfondimenti seri su questo movimento ecclesiastico e culturale in crescita all’interno del cattolicesimo.

Di quale team di redattori disponete e su cosa concentrate il vostro interesse?

La copertura giornalistica sul campo è essenziale per noi. Abbiamo una presenza a tempo pieno in Vaticano, compresa la Sala Stampa della Santa Sede. Oltre a ciò, siamo presenti negli Stati Uniti d’America, dove riportiamo ciò che consideriamo uno dei principali campi di battaglia per il futuro della Chiesa.

Viaggiamo inoltre costantemente in tutto il mondo per seguire eventi cattolici che influenzano la vita della Chiesa. Ad esempio, a luglio abbiamo inviato una squadra di sei persone alle Consacrazioni episcopali della Fraternità sacerdotale di San Pio X. Abbiamo trasmesso le cerimonie in diretta e realizzato un’ampia copertura per tutto il fine settimana.

In che misura è una grande responsabilità informare con rigore su tutto ciò che riguarda la Santa Sede?

La Santa Sede è al centro della Santa Madre Chiesa e, pertanto, deve essere trattata con grande rispetto in ogni ambito. Abbiamo constatato l’immenso valore del giornalismo cattolico negli ultimi vent’anni. La voce dei laici è diventata sempre più importante per garantire la trasparenza e permettere che la verità prevalga in tutta la Chiesa.

Una cosa che il Cattolicesimo fa bene, forse più di qualsiasi altra fede, è che possiamo chiedere conto ai nostri leader pur mantenendo il rispetto per la loro carica. Informare con rigore è essenziale per raggiungere questo obiettivo.

Qual è il suo bilancio di questi primi mesi?

Ci siamo divertiti moltissimo. Il nostro lavoro audiovisivo è stato particolarmente gratificante. A luglio abbiamo raggiunto un milione di visualizzazioni sul canale YouTube, un traguardo importante da raggiungere già al nostro terzo mese completo di attività [QUI: N:d.T.].

Vogliamo continuare a pubblicare contenuti cattolici di qualità, combinando il giornalismo sul campo con reportage esclusivi e analisi approfondite sulla Chiesa.

Quali articoli hanno riscosso maggiore risonanza finora?

Parlare direttamente con i leader della Chiesa si è rivelato particolarmente prezioso. Abbiamo avuto il privilegio di pubblicare interviste esclusive con alcune delle voci conservatrici più note della Chiesa, come mons. Athanasius Schneider O.R.C., Vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, mons. Robert Mutsaerts, Vescovo ausiliare di ’s-Hertogenbosch [QUI; QUI su MiL: N.d.T.], mons. Marian Eleganti O.S.B., già Vescovo ausiliare di Coira [QUI e QUI; QUI su MiL: N.d.T.], e mons. Dominique Jean Marie Rey Comm. l’Emm., Vescovo emerito di Fréjus-Tolone.

Oltre a ciò, abbiamo pubblicato numerose interviste con Cardinali, tra cui il card. Timothy Radcliffe O.P., già Maestro generale dell’Ordine dei predicatori [QUI e QUI: N:d.T.], il card. Jaime Spengler O.F.M., Arcivescovo metropolita di Porto Alegre [QUI: N.d.T.], e il card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo emerito di Genova [QUI; QUI su MiL: N.d.T.], nonché una serie di colloqui pubblici e privati (off the record) tenutisi durante il Concistoro straordinario di giugno.

Perché uno dei vostri pilastri è la difesa del Vetus Ordo liturgico?

Nonostante tutta l’attenzione che già riceve, sarebbe impossibile non menzionare la liturgia tradizionale. Abbiamo un disperato bisogno di una risoluzione che consenta di promuovere e incoraggiare il rito antico.

Questo rito offre un’enorme speranza alle future generazioni di cattolici perché vanta una grande partecipazione ed è molto amato dai Cattolici più giovani. Se la Chiesa non affronta la questione, rischia di soffocare parte della rinascita cattolica e una delle sue maggiori fonti di speranza per il futuro. La continua soppressione della Santa Messa tradizionale è una forma di suicidio ecclesiastico che deve cessare.

È possibile abbonarsi in diverse lingue?

No, per il momento, anche se è qualcosa che potremmo prendere in considerazione in futuro. Vogliamo che le persone in tutto il mondo leggano il sito AdVaticanum, ed è stato un piacere particolare vedere così tanti lettori dei paesi di lingua spagnola interessarsi al nostro lavoro. Forse è qualcosa su cui dovremmo intervenire.





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