Pubblicato 20 luglio 2026
Mentre un vescovo italiano, mons. Erio Castellucci, propone la “co-presidenza” di una donna nella celebrazione della Messa, uno spiraglio sembra aprirsi per i fedeli tradizionalisti dopo le sanzioni canoniche del Vaticano.
Mentre un vescovo italiano, mons. Erio Castellucci, propone la “co-presidenza” di una donna nella celebrazione della Messa, uno spiraglio sembra aprirsi per i fedeli tradizionalisti dopo le sanzioni canoniche del Vaticano.
1. La proposta shock di Monsignor Erio Castellucci
La “copresidenza” liturgica [00:34]: Monsignor Erio Castellucci (vescovo di Modena-Nonantola e di Carpi) ha proposto una formula di “presidenza condivisa” dell’Eucaristia. La proposta prevede che una donna presieda la liturgia della parola, mentre un sacerdote presieda la liturgia eucaristica.
Critiche del conduttore [00:57]: Loredo evidenzia come tale formula sia sconosciuta alla tradizione liturgica, al diritto canonico e al magistero della Chiesa. Inoltre, sottolinea che la liturgia viene “celebrata” (e non “presieduta”) unicamente da un ministro consacrato, ricordando anche i recenti documenti vaticani che vietano alle donne di predicare durante la messa [02:09].
Precedenti e reazioni [01:07]: Viene ricordata la polemica del 2024 legata alla mostra Gratia Plena ospitata a Carpi, poi chiusa anzitempo a seguito delle proteste. Loredo nota che al momento né il Dicastero per la Dottrina della Fede né quello per il Culto Divino hanno espresso commenti [02:32], complice la pausa estiva delle attività vaticane.
2. Il movimento per la revoca delle restrizioni alla Messa Tradizionale
Un numero crescente di presuli a favore [03:21]: Un numero sempre maggiore di vescovi e cardinali sta chiedendo di rimuovere le sanzioni e le restrizioni per consentire la libera celebrazione della messa in rito antico (in forma straordinaria), in piena comunione con Roma.
I cardinali coinvolti [03:54]: L’agenzia Zenit ha censito 13 prelati favorevoli a questa “pax liturgica”. Tra questi figura il cardinale Antonio María Rouco Varela (arcivescovo emerito di Madrid), aggiuntosi ai cardinali Müller, Burke, Koch e Bagnasco.
Approccio pastorale (Salus animarum) [04:27]: Prevale una linea di carattere pastorale: l’obiettivo è evitare che i fedeli tradizionalisti abbandonino o si allontanino dalla Chiesa a causa delle restrizioni introdotte dal motu proprio Traditionis custodes [05:12].
Dichiarazioni di rilievo [05:40]: Mons. Georg Gänswein [05:40]: Definisce questo momento un kairòs (tempo di grazia) per superare i divieti e gli ostacoli della Traditionis custodes.
Mons. William Sean McKnight [05:58]: (Kansas City, USA) Rivolge un appello alla riconciliazione e al rispetto per i fedeli tradizionalisti.
Mons. Bernard Anthony Hebda [06:31]: (St. Paul e Minneapolis, USA) Ricorda la presenza di sei luoghi di celebrazione nella propria arcidiocesi per accogliere questi fedeli.
3. Il caso della diocesi di Fréjus-Toulon in Francia
Cambio di rotta pastorale [07:09]: Loredo cita l’evoluzione della diocesi francese guidata in passato da mons. Dominique Rey (noto per l’accoglienza di gruppi conservatori e tradizionalisti) e ora da mons. François Touvet [08:01].
Riconoscimento del modello [08:12]: Come riportato da La Nuova Bussola Quotidiana, mons. Touvet ha evidenziato il forte numero di candidati nel proprio seminario (4 nuovi candidati locali), rilanciando l’ambiente e le strutture del seminario diocesano come modello formativo positivo per l’intera Francia [08:43].
4. Il rischio di “normalizzazione” e le prospettive futureInquietudine dei fedeli tradizionalisti [10:10]: Loredo riporta la preoccupazione di una spettatrice: l’eventuale concessione della libertà liturgica potrebbe appagare il mondo tradizionalista, portandolo a disinteressarsi dei cambiamenti dottrinali o pastorali promossi su altri fronti (es. la sinodalità) [10:33].
Speranza nel “Rinascimento Religioso” [11:10]: Loredo concorda sul pericolo ma sottolinea che il movimento di riscoperta e conversione (specialmente giovanile) non cerca solo la forma liturgica, ma una vera e propria radicalità e autenticità di fede nei valori non negoziabili [11:32], prefigurando una possibile ripresa della vita cristiana [12:07].







