Sandro Botticelli- Madonna del libro
Edward Pentin
A un anno dalla pubblicazione da parte del Vaticano della sua controversa istruzione Mater Populi Fidelis (MPF), un gruppo di eminenti teologi mariani ha inviato una nuova lettera al cardinale Victor Manuel Fernández, sottolineando che egli non ha ancora risposto alle critiche che essi avevano mosso al documento lo scorso dicembre.
La Commissione Teologica dell’Associazione Mariana Internazionale (IMA) ha inoltre menzionato, nella lettera del 4 novembre indirizzata al prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) del Vaticano, che da allora altre figure di spicco della Chiesa hanno criticato pubblicamente il documento, tra cui l’ex prefetto del DDF cardinale Gerhard Müller e il cardinale Raymond Burke, prefetto emerito della più alta corte vaticana, la Segnatura Apostolica. (su questo blog ho parlato delle due relazioni dei due cardinali qui, ndr)
Mater Populi Fidelis (La Madre del Popolo Fedele di Dio) ha suscitato ampie critiche lo scorso anno dopo aver descritto i titoli di «Corredentrice» e alcuni usi dell’espressione «Mediatrice di tutte le grazie» come pastoralmente e teologicamente ambigui, scoraggiandone l’uso nell’insegnamento ufficiale o nella liturgia, pur senza negare le verità che essi intendono esprimere.
L’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, l’IMA ha pubblicato una dettagliata risposta di 23 pagine, affermando che la nota dottrinale «costituiva omissioni, minimizzazioni o addirittura, in alcuni casi, contraddizioni rispetto ai precedenti insegnamenti dottrinali mariani preconciliari e postconciliari». Non avendo ricevuto alcuna risposta dal Vaticano, l’IMA ha inviato una lettera di sollecito il 19 marzo, festa di San Giuseppe, chiedendo al cardinale Fernández di rispondere.
Nella loro ultima lettera inviata mercoledì, l’IMA ha ricordato al cardinale Fernández la corrispondenza dell’8 dicembre, affermando di aver «individuato diverse gravi questioni mariologiche all’interno del suo documento e di aver rispettosamente richiesto chiarimenti ufficiali e modifiche».
«Purtroppo, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal suo dicastero», hanno aggiunto.
L’IMA, che comprende 46 teologi tra cui studiosi di rilievo come Scott Hahn, Mark Miravalle e Michael Sirilla, ha scritto che nell’ultimo anno «numerosi cardinali, vescovi, membri del clero, teologi e fedeli hanno anch’essi espresso pubblicamente una richiesta simile di chiarimenti e modifiche riguardo ad alcuni elementi presenti nel MPF che sono difficili da conciliare con l’insegnamento magisteriale conciliare e postconciliare sulla Beata Vergine Maria».
Hanno aggiunto che lo stesso cardinale Fernández ha dovuto fornire un chiarimento tre settimane dopo la pubblicazione della nota dottrinale, dichiarando alla giornalista vaticana Diane Montagna che l’uso dei titoli mariani «non è sempre inappropriato», ma non sarebbe stato utilizzato nei «documenti ufficiali della Santa Sede e nella liturgia».
L’IMA ha inoltre criticato l’insegnamento del MPF secondo cui la Vergine Maria non avrebbe alcun ruolo causale secondario nella distribuzione delle grazie, affermando che tale dottrina contraddice il suo antico titolo di Mediatrice di tutte le grazie. Una tale posizione, hanno scritto, «non può essere conciliata con quattro secoli di insegnamento papale», cinque encicliche e parte del magistero papale di Papa Benedetto XVI.
«Al di là dei titoli stessi, Eminenza, vi sono le verità cattoliche essenziali che questi titoli contengono e trasmettono: la coredenzione e la mediazione subordinate e partecipative, indispensabili per l’autentica verità e vita cattolica dell’intero Popolo di Dio», aggiunge la commissione.
«Eminenza, ancora una volta, in un vero spirito filiale di dialogo sinodale, chiediamo umilmente una risposta dal vostro Dicastero», scrive il gruppo in chiusura. «Possiamo aspettarci un chiarimento a breve?»
La lettera, pubblicata integralmente qui di seguito, è firmata dal comitato esecutivo dell’IMA.
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Sua Eminenza, il cardinale Victor Manuel Fernández
Prefetto, Dicastero per la Dottrina della Fede
Palazzo del Sant’Uffizio
00120 Stato della Città del Vaticano
4 novembre 2026
Eminenza:
Un anno fa, il 4 novembre 2025, il Suo Dicastero ha pubblicato la nota dottrinale Mater Populi Fidelis (di seguito MPF).
L’8 dicembre 2025, la Commissione Teologica dell’Associazione Mariana Internazionale, composta da 46 teologi provenienti da 18 paesi, Le ha inviato una risposta di 23 pagine alla MPF, nella quale venivano individuati diversi gravi problemi mariologici all’interno del Suo documento e si richiedevano rispettosamente chiarimenti ufficiali e modifiche. Purtroppo, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal Suo Dicastero.
Anche numerosi cardinali, vescovi, membri del clero, teologi e fedeli hanno pubblicamente espresso una richiesta analoga di chiarimenti e modifiche riguardo ad alcuni elementi presenti nella MPF che risultano difficili da conciliare con l’insegnamento magisteriale conciliare e postconciliare sulla Beata Vergine Maria.
Ad esempio, mentre l’MPF afferma che «il titolo di Corredentrice è sempre inappropriato» (n. 22), il cardinale Gerhard Müller, ex prefetto del Suo Dicastero, ha dichiarato in un recente discorso tenuto a Roma: «Quando, quindi, Maria viene chiamata “Corredentrice” nella pietà e nella teologia cattolica, ciò non è né un’attribuzione fuorviante né un’esagerazione entusiastica, ma una verità oggettivamente contenuta nella Rivelazione» (8 ottobre 2026). Anche il cardinale Raymond Leo Burke, ex prefetto della Segnatura Apostolica, ha affermato che «l’uso del termine “Corredentrice” non aggiunge nulla di nuovo all’insegnamento della Chiesa, ma sviluppa piuttosto in modo coerente l’espressione di ciò che la Chiesa ha sempre insegnato» (7 ottobre 2026). Lei stesso, Eminenza, ha offerto un chiarimento alla MPF in un’intervista del 25 novembre 2025, nella quale ha affermato che il titolo di Corredentrice non era sempre inappropriato, ma che, con una spiegazione adeguata, poteva essere utilizzato, ad esempio, tra amici e nei gruppi di preghiera; semplicemente, al momento non sarebbe stato utilizzato nei documenti ufficiali della Santa Sede e nella liturgia.[1] Purtroppo, i suoi commenti chiarificatori non sono stati promulgati ufficialmente.
Per quanto riguarda l’istruzione di MPF sulla «Mediatrice di tutte le grazie», ovvero che la Vergine Maria non abbia alcun ruolo causale secondario nella distribuzione delle grazie (n. 65), questa premessa non può essere conciliata con quattro secoli di insegnamento papale, compreso l’insegnamento esplicito di cinque encicliche, nonché con il chiaro insegnamento del 2007 di Papa Benedetto XVI secondo cui «non vi è frutto di grazia nella storia della salvezza che non abbia come strumento necessario la mediazione della Madonna» (Omelia per la Messa e la canonizzazione di padre Antônio de Sant’Ana Galvão a San Paolo, Brasile, 11 maggio 2007).
Al di là dei titoli stessi, Eminenza, vi sono le verità cattoliche essenziali che essi contengono e trasmettono: la coredenzione e la mediazione subordinate e partecipative, indispensabili per l’autentica verità e vita cattolica dell’intero Popolo di Dio.
Eminenza, ancora una volta, in un vero spirito filiale di dialogo sinodale, chiediamo umilmente una risposta dal vostro Dicastero. Possiamo aspettarci un chiarimento a breve?
Rispettosamente in Gesù e Maria,
Comitato Esecutivo, Associazione Mariana Internazionale
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[1] Il cardinale Fernández chiarisce: «Corredentrice» vietato nei documenti ufficiali del Vaticano, consentito nella devozione privata






