mercoledì 2 settembre 2026

Suicidio assistito, il Veneto del centrodestra vota con la sinistra



Il presidente del Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia
(in alto secondo da sx) e il presidente della Giunta Regionale Alberto Stefani - Ansa


Parte di Lega e Forza Italia votano con la sinistra. Il Patriarca di Venezia: «Si afferma un modello culturale e sanitario che può portare a una deriva difficilmente controllabile».


Leggi di morte


Lorenzo Bertocchi, 02 settembre 2026 

Oggi pomeriggio la prima Regione d’Italia governata dal centrodestra, il Veneto, si è aggiunta alle regioni rosse di Toscana ed Emilia-Romagna nell’approvare una legge sul suicidio assistito. Il Consiglio regionale ha votato con 32 favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, due anni dopo la bocciatura per un solo voto dello stesso testo. Con il centrosinistra hanno votato a favore parte della Lega e Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia si è schierata compattamente contro. La chiamano libertà di coscienza. La chiamano “no fly zone” sui temi etici. La chiamassero come gli pare, resta il fatto che l’unica cosa che deve essere ora garantita alla coscienza è di fare obiezione contro questo festival della libertà di uccidersi. Noi, al di là della fede, con la ragione staremo sempre dalla parte di chi prova a frenare il desiderio di farla finita da parte di un essere umano, consapevoli che siamo in una grande carenza di cura e di carità. Le derive eutanasiche vanno oltre le buone intenzioni, quelle di cui è sempre lastricata la strada per l’inferno. Condividiamo e pubblichiamo di seguito la dichiarazione rilasciata dal Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia. 

(Lorenzo Bertocchi)

*



di Monsignor Francesco Moraglia* 

«A seguito dell’approvazione della legge regionale sul suicidio assistito, si esprime amarezza poiché, in tal modo, si afferma un modello culturale e un modello di sanità che possono portare ad una deriva difficilmente controllabile. La percezione della dignità della vita umana appare da oggi meno tutelata.

C’è soprattutto grande preoccupazione per le persone fragili e sole, ossia per le persone che affrontano la vecchiaia e il suo epilogo non potendo contare su un effettivo accompagnamento e supporto umano e affettivo. Quanto alle motivazioni psicologiche – i cui margini di interpretazione soggettiva sono ampi – è evidente che di volta in volta le situazioni in cui sarà consentito intervenire col suicidio assistito tenderanno a moltiplicarsi. In alcuni dei sostenitori della legge in oggetto, essa è intesa come l'inizio di un processo ampliabile. E così si rischia di aprire a un soggettivismo interpretativo per cui è logico domandarsi quali saranno i criteri effettivamente utilizzati per definire e valutare oggettivamente, di volta in volta, una sofferenza come “insopportabile”.

Oggi non ha vinto o perso qualcuno, ma, certo, un modello di vicinanza umana è stato, in qualche modo, ferito e limitato. L'impegno ora è di promuovere di più e meglio una cultura di prossimità, specialmente nei momenti in cui la vita diventa difficile e fortemente compromessa. L’impegno è di accompagnare le persone, sempre più e con i mezzi tecnici che oggi la scienza ci offre. Non ci si riferisce – è chiaro – ad alcuna forma di accanimento terapeutico ma, piuttosto, a quelle cure palliative di provata efficacia nel ridurre il dolore. Infine, l'auspicio che l’obiezione di coscienza sia davvero garantita in tutti i momenti e in tutti i soggetti interessati da tali protocolli sanitari».



*Patriarca di Venezia




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