mercoledì 2 settembre 2026

Leone XIV convoca i vescovi di tutto il mondo per esaminare e discutere Amoris Laetitia



Nella traduzione di Chiesa e postconcilio da Sign of the Cross. Leone invita i vescovi del mondo a Roma per discutere sull'Amoris Laetitia del predecessore [vedi], che apre la porta alla Comunione per i divorzati risposati. Lo considera, nonostante sia altamente controverso, un testo guida per la Chiesa. Sebbene contenga degli elementi eretici, una volta ancora si conferma magna charta di una creatività che si adegua ai tempi. 


 2 settembre 2026

Leone XIV convoca i vescovi di tutto il mondo per consolidare l'eretica Amoris Laetitia


Papa Leone XIV ha invitato i presidenti della Conferenza Episcopale Mondiale a riunirsi a Roma in ottobre per “esaminare e discutere gli insegnamenti di Amoris Laetitia e come annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, secondo quanto riportato da Vatican News.

All'inizio di quest'anno, Papa Leone ha elogiato Amoris Laetitia come testo guida per la Chiesa e ha manifestato l'intenzione di onorare l'esortazione apostolica di Papa Francesco, molto controversa e i cui elementi sono considerati eretici da molti.

A marzo, Papa Leone ha diffuso un messaggio in occasione del decimo anniversario di Amoris Laetitia [qui], nel quale ha descritto l'esortazione apostolica post-sinodale di Francesco come un "luminoso messaggio di speranza" e ne ha confermato il ruolo centrale nell'insegnamento contemporaneo sul matrimonio e sulla famiglia. Ha scritto: «Il 19 marzo 2016, Papa Francesco ha offerto alla Chiesa universale un luminoso messaggio di speranza riguardo all'amore coniugale e alla vita familiare». «In questo decimo anniversario, rendiamo grazie al Signore per lo stimolo che ha incoraggiato la riflessione e la conversione pastorale nella Chiesa, e chiediamo a Dio il coraggio di perseverare su questo cammino».

Nel suo messaggio, il Papa ha esplicitamente accostato Amoris Laetitia alla Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. «Dal Concilio, le due Esortazioni Apostoliche, Familiaris Consortio – emanata da San Giovanni Paolo II nel 1981 – e Amoris Laetitia, hanno entrambe rafforzato l'impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, delle coppie sposate e delle famiglie».

Contraddicendo Giovanni Paolo II e molti altri, Amoris Laetitia afferma che «non si può più semplicemente dire che tutti coloro che si trovano in una situazione irregolare vivono in stato di peccato mortale e sono privati della grazia santificante. Qui è in gioco qualcosa di più della semplice ignoranza della regola».

Secondo Gaetano Masciullo di LifeSiteNews, questa tesi è innegabilmente eterodossa. L'ammissione da parte di Francesco della possibilità di dare la Comunione ai cattolici divorziati e "risposati" non solo è stata implicitamente suggerita nel documento stesso, ma esplicitamente confermata da Francesco il 5 settembre 2016, in una lettera di risposta ai vescovi della regione pastorale di Buenos Aires [qui - qui]. "Non ci sono altre interpretazioni", ha affermato.

Dopo la pubblicazione dell'esortazione apostolica Amoris Laetitia, quattro cardinali hanno inviato a Bergoglio una lettera storica in cui lo imploravano di fare chiarezza sulla sua controversa esortazione apostolica [qui - qui]. Nella lettera, erano formulate cinque brevi domande a cui si poteva rispondere con un sì o un no, domande che avrebbero chiarito immediatamente il significato del documento, carico di ambiguità [Qui una critica teologica di 45 studiosi -ndT].
Papa Francesco ha scelto di ignorare le loro domande [E tuttavia vedi -ndT].

Firmata dai cardinali Walter Brandmüller, Raymond Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, la lettera informava il Papa dell'«incertezza, confusione e disorientamento tra molti fedeli» derivanti da Amoris Laetitia. I cardinali spiegavano di sentirsi «costretti in coscienza dalla nostra responsabilità pastorale» a chiedere a Papa Francesco «con profondo rispetto» di dare risposta ai quesiti posti, ricordandogli che, in quanto Papa, è «chiamato dal Risorto a confermare i suoi fratelli nella fede» e a «risolvere le incertezze e portare chiarezza».

In una nota in cui spiegavano ai fedeli la pubblicazione della lettera, i cardinali hanno rivelato che essa traeva origine da una profonda preoccupazione pastorale per il grave disorientamento e la grande confusione di molti fedeli riguardo a questioni di estrema importanza per la vita della Chiesa.

La pubblicazione della lettera è servita a rivelare ai fedeli non solo il grave disorientamento e la confusione causati da Papa Francesco, ma anche la sua consapevolezza della gravità della situazione e la sua scelta di non porvi fine.






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