
Santuario di Lourdes|ANSA
A pochi giorni dalla visita del Papa il vescovo di Tarbes e Lourdes ribadisce quanto comunicato in agosto sulla copertura permanente dei mosaici dell'ex gesuita che affronta accuse di abusi
FRANCIA
Paola Belletti, 18 settembre 2026
«Il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes - riferisce tribunne chrétienne - aveva annunciato questa decisione già il 20 agosto: i mosaici sarebbero stati coperti per la visita papale e sarebbero rimasti tali anche in seguito. Ora il santuario parla di una copertura "totale e permanente".» La decisione presa in merito alle opere dell'ex gesuita Marko Rupnik non è motivata direttamente dall'imminente visita del Papa, ma in vista di quella ha subito un'accelerazione. Si tratta di mosaici di grandi dimensioni che campeggiano sulla facciata e le porte d'ingresso della Basilica di Nostra Signora del Rosario, realizzati nel 2008 per i 150 anni dalle apparizioni alla giovane Bernadette nella grotta di Massabielle.
LA VISITA DI PAPA LEONE XIV
Attualmente le opere sono coperte da teli con immagini legate alla visita di Papa Leone XIV, in programma dal 25 al 28 settembre. Il primo giorno, oltre all'incontro con le autorità, il papa veglierà con giovani, già 80000 gli iscritti, allo Stade de France, Saint-Denis e al termine della veglia assisterà, primo papa della storia, all'esposizione della Santa Tunica.
Al di là della solenne contingenza legata alla visita de Santo Padre, la decisione in merito alle opere sembra essere definitivamente presa: «i mosaici di Rupnik non saranno più resi visibili. Il vescovo Micas desidera inoltre dissipare ogni possibile ambiguità: questa decisione "non è una richiesta del Vaticano". La visita di Leone XIV ne ha accelerato l'attuazione, ma si inserisce in un processo iniziato nel 2023.»
RISPETTO PER LE VITTIME, NON PROCESSO ANTICIPATO
Ciò che ha condotto gradualmente il vescovo a questa risoluzione è stata la riflessione sull'impatto che la visione di queste opere avrebbe continuato ad avere sulle vittime dei gravi abusi, fisici, sessuali, psicologici e spirituali, di cui è accusato Rupnik. Dimesso nel giugno del 2023 dalla Compagnia di Gesù è tuttora sotto processo in Vaticano. «La decisione presa a Lourdes non costituisce quindi un giudizio canonico anticipato sulla colpevolezza di Rupnik. Il vescovo Micas la colloca su un piano diverso, pastorale: permettere alle persone ferite dagli abusi di recarsi al santuario senza essere confrontate con opere che, per alcune di loro, sono diventate insopportabili.» Il fatto che, nonostante opere dell'ex gesuita siano presenti in tutto il mondo, solo quelle di Lourdes ricevano tanta attenzione è, per il vescovo, indice di quanto importante sia il Santuario proprio per le vittime di abusi sessuali: «Perché Lourdes è l'Immacolata Concezione, presso la quale le persone che hanno subito violenze sessuali vengono a cercare consolazione.», si legge sull'account X del santuario.
Il sacerdote gesuita, come abbiamo riferito anche su queste pagine nel corso degli anni, è accusato da circa due dozzine di donne, soprattutto ex suore, di gravi abusi spirituali, psicologici e sessuali che si sarebbero consumati, secondo le testimonianze delle presunte vittime, nel corso degli ultimi tre decenni. La rimozione di opere, il cui processo creativo era strettamente vincolato alla perpetrazione di violenze, ha già un significativo precedente digitale, nella sostituzione di immagini di sue opere presenti sul sito di Vatican News, avvenuta nel 2025.
INCONTRO CON ALCUNE VITTIME DI ABUSI
Nessun processo al di fuori dei tribunali deputati a farlo, nessuna condanna preventiva, ma la seria e attenta valutazione dell'impatto che e l'importanza del luogo e la monumentalità delle opere avrebbero sulle vittime. Durante il viaggio apostolico, è previsto anche l'incontro del Santo Padre con sette persone vittime di abusi in ambito ecclesiale, un gesto di cura pastorale che si svolgerà nel massimo riserbo proprio per tutelare le persone che hanno accettato di partecipare a questo incontro.
Il motto scelto per questo quinto viaggio internazionale del Papa è “Affinché il mondo abbia la vita”: la vita che Cristo ci dona è quella che nasce dal suo sacrificio, capace di lavare ogni macchia, di guarire ogni ferita, di perdonare ogni male, anche il più atroce. Preghiamo dunque che, come ha detto monsignor Aveline parlando di questo viaggio, la visita del vicario di Cristo sia "una grazia che Dio fa alla Francia" capace di propagarsi a innumerevoli cuori, soprattutto nella Vecchia Europa.
Paola Belletti, 18 settembre 2026
«Il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes - riferisce tribunne chrétienne - aveva annunciato questa decisione già il 20 agosto: i mosaici sarebbero stati coperti per la visita papale e sarebbero rimasti tali anche in seguito. Ora il santuario parla di una copertura "totale e permanente".» La decisione presa in merito alle opere dell'ex gesuita Marko Rupnik non è motivata direttamente dall'imminente visita del Papa, ma in vista di quella ha subito un'accelerazione. Si tratta di mosaici di grandi dimensioni che campeggiano sulla facciata e le porte d'ingresso della Basilica di Nostra Signora del Rosario, realizzati nel 2008 per i 150 anni dalle apparizioni alla giovane Bernadette nella grotta di Massabielle.
LA VISITA DI PAPA LEONE XIV
Attualmente le opere sono coperte da teli con immagini legate alla visita di Papa Leone XIV, in programma dal 25 al 28 settembre. Il primo giorno, oltre all'incontro con le autorità, il papa veglierà con giovani, già 80000 gli iscritti, allo Stade de France, Saint-Denis e al termine della veglia assisterà, primo papa della storia, all'esposizione della Santa Tunica.
Al di là della solenne contingenza legata alla visita de Santo Padre, la decisione in merito alle opere sembra essere definitivamente presa: «i mosaici di Rupnik non saranno più resi visibili. Il vescovo Micas desidera inoltre dissipare ogni possibile ambiguità: questa decisione "non è una richiesta del Vaticano". La visita di Leone XIV ne ha accelerato l'attuazione, ma si inserisce in un processo iniziato nel 2023.»
RISPETTO PER LE VITTIME, NON PROCESSO ANTICIPATO
Ciò che ha condotto gradualmente il vescovo a questa risoluzione è stata la riflessione sull'impatto che la visione di queste opere avrebbe continuato ad avere sulle vittime dei gravi abusi, fisici, sessuali, psicologici e spirituali, di cui è accusato Rupnik. Dimesso nel giugno del 2023 dalla Compagnia di Gesù è tuttora sotto processo in Vaticano. «La decisione presa a Lourdes non costituisce quindi un giudizio canonico anticipato sulla colpevolezza di Rupnik. Il vescovo Micas la colloca su un piano diverso, pastorale: permettere alle persone ferite dagli abusi di recarsi al santuario senza essere confrontate con opere che, per alcune di loro, sono diventate insopportabili.» Il fatto che, nonostante opere dell'ex gesuita siano presenti in tutto il mondo, solo quelle di Lourdes ricevano tanta attenzione è, per il vescovo, indice di quanto importante sia il Santuario proprio per le vittime di abusi sessuali: «Perché Lourdes è l'Immacolata Concezione, presso la quale le persone che hanno subito violenze sessuali vengono a cercare consolazione.», si legge sull'account X del santuario.
Il sacerdote gesuita, come abbiamo riferito anche su queste pagine nel corso degli anni, è accusato da circa due dozzine di donne, soprattutto ex suore, di gravi abusi spirituali, psicologici e sessuali che si sarebbero consumati, secondo le testimonianze delle presunte vittime, nel corso degli ultimi tre decenni. La rimozione di opere, il cui processo creativo era strettamente vincolato alla perpetrazione di violenze, ha già un significativo precedente digitale, nella sostituzione di immagini di sue opere presenti sul sito di Vatican News, avvenuta nel 2025.
INCONTRO CON ALCUNE VITTIME DI ABUSI
Nessun processo al di fuori dei tribunali deputati a farlo, nessuna condanna preventiva, ma la seria e attenta valutazione dell'impatto che e l'importanza del luogo e la monumentalità delle opere avrebbero sulle vittime. Durante il viaggio apostolico, è previsto anche l'incontro del Santo Padre con sette persone vittime di abusi in ambito ecclesiale, un gesto di cura pastorale che si svolgerà nel massimo riserbo proprio per tutelare le persone che hanno accettato di partecipare a questo incontro.
Il motto scelto per questo quinto viaggio internazionale del Papa è “Affinché il mondo abbia la vita”: la vita che Cristo ci dona è quella che nasce dal suo sacrificio, capace di lavare ogni macchia, di guarire ogni ferita, di perdonare ogni male, anche il più atroce. Preghiamo dunque che, come ha detto monsignor Aveline parlando di questo viaggio, la visita del vicario di Cristo sia "una grazia che Dio fa alla Francia" capace di propagarsi a innumerevoli cuori, soprattutto nella Vecchia Europa.
(Foto: ANSA)
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