domenica 20 settembre 2026

Leone XIV sta perdendo l’occasione di sanare le ferite dei cattolici tradizionalisti?




Nessuna risposta alla richiesta d’udienza per il pellegrinaggio Ad Petri Sedem, mentre crescono i dubbi sulla reale apertura sinodale verso i fedeli del vetus ordo.


Pubblicato 20 settembre 2026


di Edward Pentin

Papa Leone XIV sta forse perdendo un’occasione per sanare le ferite provate dai cattolici tradizionalisti, non incontrando una loro nutrita rappresentanza il mese prossimo?

Finora il Santo Padre non ha risposto alla richiesta di udienza papale avanzata dai responsabili di un pellegrinaggio annuale di cattolici tradizionalisti a Roma — nonostante la domanda sia stata presentata nove mesi fa e il Papa stesso avesse affermato, lo scorso anno, di voler incontrare tali realtà.

Gli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem, in programma dal 23 al 25 ottobre e composto in gran parte da laici, avevano sollecitato l’udienza papale tramite una lettera firmata da due membri laici dell’organizzazione e consegnata personalmente dal vescovo Athanasius Schneider in occasione del suo incontro con papa Leone in Vaticano lo scorso dicembre.

Nella stessa lettera si domandava inoltre il permesso di celebrare una Messa pontificale all’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro, come già avvenuto in diversi anni passati e durante l’edizione dell’anno scorso, svoltasi durante l’anno giubilare e celebrata dal cardinale Raymond Burke.

Il pellegrinaggio è coordinato dal Coetus Internationalis, una federazione che raggruppa 33 associazioni cattoliche tradizionaliste da tutto il mondo. L’anno scorso, l’incontro annuale di tre giorni ha visto la partecipazione stimata di 3.000 fedeli.

Dopo reiterate richieste per ottenere un riscontro definitivo, il 7 agosto la Segreteria di Stato ha negato l’autorizzazione a celebrare la Messa pontificale nella Basilica di San Pietro. La funzione si terrà invece nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 24 ottobre, con il vescovo Athanasius Schneider come celebrante.

Gli organizzatori hanno espresso la loro «profonda gratitudine» al cardinale Rolandas Makrickas, arciprete di Santa Maria Maggiore, per aver concesso l’uso della basilica per la celebrazione.

Nessuna motivazione ufficiale è stata fornita per la decisione vaticana. I pellegrini entreranno comunque insieme in processione nella Basilica di San Pietro quel giorno per venerare le reliquie dell’Apostolo Pietro e raccogliersi in un momento di preghiera.

A ciò si aggiunge ora la mancata risposta alla richiesta di udienza papale, sebbene non risultino impegni pubblici del Pontefice nei giorni del pellegrinaggio, ad eccezione della recita dell’Angelus il 25 ottobre.

Questo silenzio sorprende in modo particolare i cattolici tradizionalisti, data la disponibilità dichiarata dal Santo Padre di voler approfondire la loro conoscenza.

In un’intervista rilasciata alla vaticanista Elise Ann Allen e pubblicata un anno fa, papa Leone aveva affermato di non aver ancora avuto l’opportunità «di sedersi davvero a parlare con un gruppo di persone che sostengono il rito tridentino». E aveva aggiunto: «Ci sarà presto un’opportunità, e sono certo che non mancheranno le occasioni». Aveva poi ipotizzato che la questione potesse essere affrontata attraverso un percorso sinodale: «È un tema su cui penso che, magari proprio grazie alla sinodalità, dovremo sederci a dialogare».

Gli osservatori ritengono che l’assenza di un’udienza papale sia in contrasto anche con il suo esplicito sostegno alla sinodalità e con la sua dichiarata intenzione di ascoltare tutti i fedeli, evidenziando al contempo la sua apertura verso molti altri gruppi, regolarmente ricevuti in udienza privata.

Nell’ultimo mese, il Santo Padre ha ricevuto rappresentanti di un’ampia varietà di realtà, tra cui i partecipanti all’incontro Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud (12 settembre); le Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento della Federazione dello Spirito Santo (5 settembre); una delegazione dell’Oriel College dell’Università di Oxford (4 settembre); una delegazione statunitense della Società di San Vincenzo de’ Paoli (28 agosto); e i vescovi della Chiesa luterana di Norvegia (26 agosto).

A febbraio, Leone XIV ha ricevuto i membri di Pro Petri Sede, un’associazione laicale, esplicitamente «in occasione del vostro pellegrinaggio a Roma», ricordando come i suoi membri compiano questo pellegrinaggio a cadenza triennale proprio per incontrare il Successore di Pietro. Inoltre, il Pontefice saluta con regolarità gruppi di pellegrini al termine delle udienze generali del mercoledì — possibilità che non è stata accordata nemmeno agli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem.

All’interno degli ambienti tradizionali c’è chi comincia a intravedere un disegno volto a precludere ai cattolici legati alla tradizione l’accesso al Santo Padre. Preoccupano inoltre le continue e, in alcune diocesi, crescenti restrizioni imposte al vetus ordo — di cui Toronto rappresenta il caso più recente.

Senza la possibilità di incontrare il Papa, molti si domandano come egli possa comprendere a fondo i fedeli laici tradizionalisti e le loro concrete preoccupazioni se viene lasciata cadere l’occasione di accogliere una delegazione altamente rappresentativa. Ci si chiede se il Papa stia forse ascoltando soltanto cardinali, vescovi e altre figure ostili al rito romano tradizionale, finendo per ricevere di rado una visione equilibrata dei fatti. Il Papa e la Santa Sede stanno forse prestando ascolto unicamente alla voce del clero, contraddicendo gli auspici dell’era post-conciliare che avrebbe dovuto concedere maggiore protagonismo al laicato?

Ci si domanda inoltre se il Papa sia a conoscenza dei risultati dell’indagine vaticana condotta tra i vescovi, sulla quale si è affermato poggiasse Traditionis Custodes — il decreto del 2021 di papa Francesco che ha limitato il rito romano tradizionale. L’indagine evidenziava come la maggior parte dei vescovi fosse in realtà favorevole al mantenimento di Summorum Pontificum, il motu proprio con cui Benedetto XVI aveva liberalizzato il vetus ordo.

Per i cattolici tradizionalisti, che hanno chiesto soltanto di poter incontrare e parlare con il Successore di Pietro, il silenzio papale rischia di acuire ferite che un’udienza avrebbe potuto iniziare a rimarginare.

Unito alle continue restrizioni, questo atteggiamento rende difficile scorgere una reale premura pastorale, alimentando la sensazione che una porta si stia silenziosamente chiudendo.



Traduzione curata dalla redazione di https://anticattocomunismo.wordpress.com/





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