di Benedetta De Vito, 16 aprile 2026
Io mi ricordo, bambina, che alla domenica mi svegliavo al suono giocondo delle campane. Mi ricordo, nel piantare i due piedi a terra, che il buio della notte, oscuro come in gola, si apriva all’aria e alla vita nel fresco rintocco delle campane che baciava il cielo. Io mi ricordo che la nonna Lisetta per farci addormentare aveva una sola ninna nanna ed era, fatta con la voce: il suono delle campane: din don don, cantilenava, din don don e ancora din don don e noi, tutti ce lo ricordiamo fratelli, dormivamo nel Signore. E mi ricordo che a Cala Girgolu, al levar del sole, spettinata nel biondo, udivo lontane le campanine delle vacche e delle pecore al pascolo e mi pareva che il mondo sorridesse, leggero, con me e nella gloria. Perché, mi chiedo e lo chiedo al Santo Padre, le campane non suonano più nella nuova Gerusalemme che è Roma?
E se non suonano a Roma dove, chiedo, dove dovrebbero suonare? Al Rione Monti, cuore dell’Urbe, ad esempio, mai, e ripeto mai, sento le campane suonare! Tutto è muto, triste, silente nell’unico brusio dei turisti che oramai sciamano per le strade rionali a bocca aperta, senza capire di Roma un bel nulla, contenti solo di farsi una foto con vista Colosseo. Oh ora che ci penso. Sì, al mattino presto, alla Scala Santa, lì, sì, suonano le campane del mattino e io, in ginocchio sui gradini che furono dell’agonia di Gesù, mi beo del tintinnio solenne, maestoso, in cui l’anima, pur prostrata nel dolore della Passione, ritrova il senso dell’unione con Dio e della Resurrezione.
Ricordo, a Jesolo, un dolce ragazzo, giovane giovane, che era nel tempo libero campanaro, e mi spiegava con amore, con ardore tanto come si svolgeva il suo lavoro e quanto i campanari, come lui, amassero salir sulle torri e comporre la musica celeste che tutti chiama ad adorare il Signore. Perché, e ripeto, perché le campane tacciono? E mentre mi faccio questa domanda (e non è la prima volta che la pongo) ho subito la risposta. Ma certo, i diavoli, quelli che oramai la fanno da padrone nel nostro povero mondo al contrario, odiano, detestano, aborrono il suono delle campane che, lieto, annuncia la Buona Novella!
Essi, i diavoli legione le hanno messe a tacere per tenere l’anima degli uomini imprigionata nella loro turpe e bieca miseria. Incatenati alla terra e alla carne senza più neppure conoscere l’indirizzo del cielo. Sì, sì, sì. E’ questa la risposta! E allora, cari parroci, vescovi, monsignori, prelati e tutto il clero possibile e immaginabile, che cosa aspettate, suonate, suonate le vostre campane per scacciare, senza troppa fatica, quei cattivacci che fanno affogare nel fango l’umanità! Suonate le campane, risollevate la bandiera celeste tintinnante di sole e di luce!
Oh, intanto, la guerra, così sembra, è finita, ma il “Maga” (cioè l’orrido incantesimo in cui è immersa l’America e chi pensa che sia l’acronimo di cui dice il tramp, cioè il vagabondo, si sbaglia di grosso) è ancora lì, insensibile al diluvio degli epsteinfiles che, in realtà, travolgono tutti, giornalisti, scrittori, presidente in carica, ex presidenti, produttori. Nessuno si salva in quell’abominio di sangue, crimine, falsa spiritualità luciferina ed è forse per questo che non c’è neanche un giudice a Berlino, come si suol dire. Tutti zitti e mosca perché lo scandalo americano è di tutti i potenti e anche se ci sono prove, riscontri, foto video, denunce, non c’è neanche il rivolo di un processo.
E, non illudiamoci, dall’altra parte dell’Atlantico, cioè qui in Europa, è tale e quale. Credete forse che l’unico “cattivone” sia il fratello del (falso) re? Ma dai, non scherziamo. Basta pensare che il finto re fece baronetto un super-grandissimo pedofilo che era anche un presentatore televisivo e lo indicò alla povera Diana come “consulente coniugale”. Ridere per non piangere. E, purtroppo, quel medesimo “baronetto” pedofilo ebbe un’onorificenza vaticana (fu insignito, infatti, dell’Ordine di San Leone Magno) da Giovanni Paolo II. Perché? E perché, come appare in una foto, il Pontefice polacco, ha incontrato Epstein e la lady M? Bisogna ubbidire alla legge di Dio non a quella degli uomini anche se sono potenti.
Io mi ricordo, bambina, che alla domenica mi svegliavo al suono giocondo delle campane. Mi ricordo, nel piantare i due piedi a terra, che il buio della notte, oscuro come in gola, si apriva all’aria e alla vita nel fresco rintocco delle campane che baciava il cielo. Io mi ricordo che la nonna Lisetta per farci addormentare aveva una sola ninna nanna ed era, fatta con la voce: il suono delle campane: din don don, cantilenava, din don don e ancora din don don e noi, tutti ce lo ricordiamo fratelli, dormivamo nel Signore. E mi ricordo che a Cala Girgolu, al levar del sole, spettinata nel biondo, udivo lontane le campanine delle vacche e delle pecore al pascolo e mi pareva che il mondo sorridesse, leggero, con me e nella gloria. Perché, mi chiedo e lo chiedo al Santo Padre, le campane non suonano più nella nuova Gerusalemme che è Roma?
E se non suonano a Roma dove, chiedo, dove dovrebbero suonare? Al Rione Monti, cuore dell’Urbe, ad esempio, mai, e ripeto mai, sento le campane suonare! Tutto è muto, triste, silente nell’unico brusio dei turisti che oramai sciamano per le strade rionali a bocca aperta, senza capire di Roma un bel nulla, contenti solo di farsi una foto con vista Colosseo. Oh ora che ci penso. Sì, al mattino presto, alla Scala Santa, lì, sì, suonano le campane del mattino e io, in ginocchio sui gradini che furono dell’agonia di Gesù, mi beo del tintinnio solenne, maestoso, in cui l’anima, pur prostrata nel dolore della Passione, ritrova il senso dell’unione con Dio e della Resurrezione.
Ricordo, a Jesolo, un dolce ragazzo, giovane giovane, che era nel tempo libero campanaro, e mi spiegava con amore, con ardore tanto come si svolgeva il suo lavoro e quanto i campanari, come lui, amassero salir sulle torri e comporre la musica celeste che tutti chiama ad adorare il Signore. Perché, e ripeto, perché le campane tacciono? E mentre mi faccio questa domanda (e non è la prima volta che la pongo) ho subito la risposta. Ma certo, i diavoli, quelli che oramai la fanno da padrone nel nostro povero mondo al contrario, odiano, detestano, aborrono il suono delle campane che, lieto, annuncia la Buona Novella!
Essi, i diavoli legione le hanno messe a tacere per tenere l’anima degli uomini imprigionata nella loro turpe e bieca miseria. Incatenati alla terra e alla carne senza più neppure conoscere l’indirizzo del cielo. Sì, sì, sì. E’ questa la risposta! E allora, cari parroci, vescovi, monsignori, prelati e tutto il clero possibile e immaginabile, che cosa aspettate, suonate, suonate le vostre campane per scacciare, senza troppa fatica, quei cattivacci che fanno affogare nel fango l’umanità! Suonate le campane, risollevate la bandiera celeste tintinnante di sole e di luce!
Oh, intanto, la guerra, così sembra, è finita, ma il “Maga” (cioè l’orrido incantesimo in cui è immersa l’America e chi pensa che sia l’acronimo di cui dice il tramp, cioè il vagabondo, si sbaglia di grosso) è ancora lì, insensibile al diluvio degli epsteinfiles che, in realtà, travolgono tutti, giornalisti, scrittori, presidente in carica, ex presidenti, produttori. Nessuno si salva in quell’abominio di sangue, crimine, falsa spiritualità luciferina ed è forse per questo che non c’è neanche un giudice a Berlino, come si suol dire. Tutti zitti e mosca perché lo scandalo americano è di tutti i potenti e anche se ci sono prove, riscontri, foto video, denunce, non c’è neanche il rivolo di un processo.
E, non illudiamoci, dall’altra parte dell’Atlantico, cioè qui in Europa, è tale e quale. Credete forse che l’unico “cattivone” sia il fratello del (falso) re? Ma dai, non scherziamo. Basta pensare che il finto re fece baronetto un super-grandissimo pedofilo che era anche un presentatore televisivo e lo indicò alla povera Diana come “consulente coniugale”. Ridere per non piangere. E, purtroppo, quel medesimo “baronetto” pedofilo ebbe un’onorificenza vaticana (fu insignito, infatti, dell’Ordine di San Leone Magno) da Giovanni Paolo II. Perché? E perché, come appare in una foto, il Pontefice polacco, ha incontrato Epstein e la lady M? Bisogna ubbidire alla legge di Dio non a quella degli uomini anche se sono potenti.

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