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Il boom è trainato dai ventenni. Lo rivela un'analisi dei dati provenienti da 140 delle 175 diocesi del Paese
Fede viva
Giuliano Guzzo, 09 Aprile 2026
Il risveglio del cattolicesimo americano non solo è confermato, ma appare sempre più vigoroso. Secondo un'analisi dei dati provenienti da 140 delle 175 diocesi del Paese, infatti, la Chiesa cattolica statunitense durante il fine settimana di Pasqua ha registrato un aumento stimato del 38% di conversioni tra gli adulti. Lo si può affermare dopo che Hallow – una app cattolica di preghiera e meditazione con oltre 15 milioni di utenti registrati e delle cui iniziative il Timone ha peraltro già scritto - ha analizzato i dati aggregati delle diocesi.
Ebbene, analizzato tali dati si è osservata una crescita costante delle conversioni adulte. Com’è inevitabile che sia, tale crescita è disomogenea. In testa, per esempio, troviamo l’Arcidiocesi di Los Angeles dove l’aumento delle conversioni al cattolicesimo con battesimo e cresima è risultato addirittura del 139%; a seguire, Chicago ha visto un aumento del 52% e New York City una crescita del 36%. Nel dare conto di tali rilevazioni, il Washington Times ha raccolto il parere del sociologo Brad Wilcox, docente all’Università della Virginia.
Secondo Wilcox - raffinato studioso in particolare del tema della famiglia, che ha già rilasciato interviste anche al nostro mensile (qui per abbonarsi) - tale crescita è per lo più alimentata da quei giovani che, prima durante il Covid e poi con l’ascesa della cancel culture, «si sono sentiti esclusi» iniziando a cercare altrove una nuova area di riferimento e, «una delle poche istituzioni che li accoglie a braccia aperte è la Chiesa cattolica». Parole che hanno un sicuramente un fondamento di verità, anche se forse il fenomeno delle conversioni adulte è più complesso.
Allo stesso modo, va fatta chiarezza su un punto: più conversioni adulte non significa automaticamente crescita di una determinata confessione religiosa, in questo caso il Cattolicesimo. Per poter parlare di crescita, infatti, bisognerebbe sempre tener presente un altro dato: quello degli abbandoni della fede, che restano elevati proprio in età adulta. Questa però non rappresenta una buona ragione per non rallegrarsi di dati e statistiche che certamente costituiscono un elemento di speranza. Anche perché, va detto anche questo, i segnali di riscoperta della fede cristiana tra i giovani iniziano davvero ad essere molti.
Inoltre, che una effettiva crescita della fede cristiana possa esserci risulta indirettamente suggerito anche da altri dati. Per esempio, secondo il Cooperative Election Study dell'Università di Harvard, la percentuale di adulti che dichiarano di non avere «alcuna affiliazione religiosa» è diminuita costantemente per tre anni. Il numero di questi cosiddetti «non affiliati» è sceso dal 36,2% nel 2022 al 31,8% lo scorso anno, invertendo una tendenza di crescita decennale. Certo, non essere «non affiliati» non significa essere cattolici; ma una primavera della fede passa inevitabilmente, inutile negarlo, anche da questi dati.
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