venerdì 3 aprile 2026

Belgio: numero record di morti tramite suicidio assistito





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by Aldo Maria Valli, 03 apr 2026


Closeup of patient’s arm with IV drip in a hospital bed

Nel corso del 2025 in Belgio il 4% di tutti i decessi è stato causato da suicidio assistito, un dato record in forte aumento rispetto all’anno precedente.

Le persone morte tramite suicidio assistito sono state quasi cinquemila, per l’esattezza 4486, con un aumento del 12,4% rispetto all’anno precedente. Quasi un quarto di queste persone non era destinato a morire a breve termine per cause naturali.

Right to Life ha riassunto i dati diffusi dal governo, che mostrano come il 2025 sia stato l’anno con il maggior numero di decessi per eutanasia da quando la pratica è stata legalizzata nel 2003. Nel primo anno successivo alla legalizzazione, furono 235 i decessi per suicidio assistito, cifra poi aumentata costantemente nel corso degli anni.

Come detto, quasi il 25% delle persone decedute tramite suicidio assistito non era destinato a morire per cause naturali nel breve periodo, ovvero nei mesi successivi. Si tratta di persone che soffrivano di depressione, disturbi da stress post-traumatici, cecità e altre patologie, ma non erano malati terminali.

Nel 2025 sono stati 151 i decessi per suicidio assistito tra coloro che presentavano “disturbi cognitivi” o “disturbi psichiatrici” come condizione di base, con un aumento del 36% rispetto all’anno precedente. Oltre il 92% di queste persone con disturbi cognitivi o psichiatrici non aveva malattie tali da determinare una morte imminente. I dati dicono che ogni anno, a partire dal 2018, oltre il 90% delle persone affette da questo tipo di disturbi, e decedute tramite suicidio assistito, non era malato terminale.

A partire dalla legalizzazione nel 2003, oltre 42 mila persone sono morte per suicidio assistito in Belgio, dove la legge non richiede che coloro che richiedono il “morte assistita” siano prossimi alla fine.

Dal 2014 i limiti di età sono stati rimossi, consentendo anche ai minori “con capacità di discernimento” di porre fine legalmente alla propria vita. Nel 2025 un minore è morto in questo modo.

Catherine Robinson, portavoce di Right to Life, commenta: “È straziante apprendere del crescente numero di persone che in Belgio si tolgono la vita ricorrendo al suicidio assistito o all’eutanasia. È particolarmente doloroso apprendere che molte di queste persone non sono morte in circostanze ragionevolmente prevedibili a breve termine e che diverse di esse hanno posto fine alla propria vita a causa di disturbi cognitivi o patologie psichiatriche. Le persone che soffrono di problemi fisici o psicologici meritano di ricevere le cure e il sostegno necessari per alleviare la loro sofferenza, consentendo loro al contempo di continuare a vivere. Lo Stato non dovrebbe favorire il loro suicidio”.






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