sabato 25 aprile 2026

Leone XIV stoppa le benedizioni di coppie irregolari


Papa Leone XIV (foto Vatican media)

Articolo scritto da InfoCatólica, pubblicato su InfoCatólica, nella traduzione curata da Sabino Paciolla.



Leone XIV disapprova pubblicamente le benedizioni impartite dal cardinale Marx e dagli altri vescovi tedeschi


Papa Leone XIV ha pubblicamente respinto le cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso introdotte dal cardinale Reinhard Marx nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Durante la conferenza stampa tenuta durante il volo di ritorno dal suo primo viaggio apostolico, il Pontefice ha rivelato che la Santa Sede «ha già parlato con i vescovi tedeschi» e ha chiarito «che non siamo d’accordo con la benedizione formale delle coppie, in questo caso coppie omosessuali, o di coppie in situazioni irregolari, al di là di quanto il Papa Francesco abbia specificatamente permesso». Un permesso la cui portata non è chiara, viste le reazioni di un intero continente, come quello africano, e di moltissime Chiese locali, per non parlare della frattura ecumenica che ciò ha comportato.

La dichiarazione papale rappresenta la più esplicita smentita finora della via aperta dal Cammino sinodale tedesco in materia di benedizioni, e arriva appena tredici giorni dopo che Marx ha inviato a tutti i sacerdoti e agli operatori pastorali della sua arcidiocesi una lettera in cui ordina di applicare la guida Segen gibt der Liebe Kraft («La benedizione dà forza all’amore») come «fondamento dell’azione pastorale».


La domanda e la risposta

Durante il volo di ritorno a Roma il Santo Padre ha risposto:

Verena Stefanie Shälter (ARD Rundfunk): Santo Padre, congratulazioni per il suo primo viaggio papale nel Sud del mondo. Abbiamo visto molto entusiasmo e anche, direi, euforia. Immagino che sia stato molto emozionante anche per lei. Vorrei sapere come valuta la decisione del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, di concedere il permesso di benedire le coppie dello stesso sesso nella sua diocesi. E alla luce delle diverse prospettive culturali e teologiche, soprattutto in Africa, come pensa di preservare l’unità della Chiesa universale su questa questione?

In primo luogo, credo sia molto importante comprendere che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbero ruotare attorno a questioni sessuali. Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale. In realtà, credo che ci siano questioni molto più ampie e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità su quella questione concreta. La Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi. La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie – in questo caso, coppie omosessuali, come lei ha chiesto – o di coppie in situazioni irregolari, al di là di quanto Papa Francesco abbia specificatamente permesso dicendo che tutte le persone ricevano la benedizione. Quando un sacerdote impartisce la benedizione alla fine della Messa, quando il Papa impartisce la benedizione alla fine di una grande celebrazione come quella che abbiamo avuto oggi, ci sono benedizioni per tutte le persone. La famosa espressione di Francesco «tutti, tutti, tutti» esprime la convinzione della Chiesa che tutti sono accolti, tutti sono invitati, tutti sono invitati a seguire Gesù e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita. Andare oltre questo oggi, credo che possa causare più disunione che unità, e che dovremmo cercare di costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna. Questa è la mia risposta alla domanda.


Cosa dice la lettera di Marx

Nella missiva, datata 10 aprile 2026, il cardinale Marx presenta la guida elaborata dalla Conferenza congiunta della Conferenza episcopale tedesca (DBK) e del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK) e la raccomanda come base del lavoro pastorale nell’arcidiocesi. Il documento autorizza celebrazioni di benedizione per i divorziati risposati civilmente, le coppie dello stesso sesso e le coppie queer che non possono o non desiderano ricevere il sacramento del matrimonio.

«A tutte le coppie che si amano e chiedono alla Chiesa una benedizione per la loro unione, auguro che in quella benedizione sentano la vicinanza di Dio», scrive Marx, aggiungendo che «nessuna coppia che chieda una benedizione deve essere respinta». I sacerdoti che non possano assumersi in coscienza la celebrazione di queste benedizioni dovranno indirizzare le coppie al decanato corrispondente o metterle in contatto con altri agenti pastorali. L’arcidiocesi offrirà corsi di formazione a partire da giugno 2026 attraverso la Queerpastoral e la pastorale matrimoniale e familiare.

Marx sostiene che la benedizione «non costituisce la celebrazione di un matrimonio sacramentale», ma insiste sul fatto che ciò non significa che «la benedizione di un’unione non sacramentale, che in molti casi è già un matrimonio civile, releghi la coppia ai margini della comunità e della Chiesa». Invoca il concetto di benedicere («dire bene», augurare il bene) come contributo della Chiesa «alla guarigione e alla riconciliazione».


Un conflitto con Roma che si trascina dal 2025

La disapprovazione papale non è una sorpresa. La guida Segen gibt der Liebe Kraft ha una storia di disaccordi con Roma che risale alla sua stessa gestazione. Il testo è nato da una risoluzione del Cammino Sinodale tedesco del 10 marzo 2023 ed è stato approvato dalla Conferenza Congiunta il 4 aprile 2025, tre giorni dopo la morte di Papa Francesco, già in Sede Vacante.

I vescovi tedeschi hanno sostenuto che il documento era stato elaborato «in consultazione» con il Dicastero per la Dottrina della Fede. Tuttavia, il prefetto del Dicastero, il cardinale Víctor Manuel Fernández, ha smentito tale interpretazione. In una lettera inviata il 18 novembre 2024 al vescovo Stephan Ackermann, coordinatore dell’elaborazione della guida, Fernández aveva sollevato due obiezioni: che il testo sembrava legittimare le unioni non matrimoniali e che proponeva una struttura rituale incompatibile con la dichiarazione Fiducia supplicans, approvata nel dicembre 2023 sotto il pontificato di Francesco. Fonti vicine al Dicastero, citate da Communio, hanno sottolineato che in nessun momento vi è stata un’approvazione esplicita da parte di Roma.


Bätzing: «È assurdo parlare di disobbedienza episcopale»

Georg Bätzing, allora presidente della DBK, ha cercato di difendere la posizione tedesca dopo l’Assemblea Plenaria tenutasi a Fulda nel settembre 2025.

Bätzing ha insistito sul fatto che la guida fosse «una concretizzazione pastorale di Fiducia supplicans elaborata in consultazione con il Dicastero per la Dottrina della Fede, tenendo conto della situazione in Germania», e ha definito «assurdo» parlare di «disobbedienza episcopale» da parte dei vescovi tedeschi.

La difesa di Bätzing rispondeva ad alcune precedenti dichiarazioni di Leone XIV in cui il Papa si era riferito in modo critico alla pubblicazione «nell’Europa settentrionale» di «rituali per benedire le persone che si amano», sottolineando che questi «contravvenivano direttamente allo spirito di Fiducia supplicans», che «permette benedizioni spontanee e brevi, ma non ritualizzate né paragonabili a celebrazioni liturgiche».

Interrogato da CNA Deutsch su come si fosse svolta la consultazione con Roma, il portavoce della DBK ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni sostenendo che si trattasse di «questioni interne».


Sette diocesi prendono le distanze; undici applicano la guida

La guida ha diviso l’episcopato tedesco. Secondo un sondaggio condotto da katholisch.de, solo le diocesi di Colonia, Augusta, Eichstätt, Passau e Ratisbona ne hanno espressamente scartato l’uso e si sono attenute rigorosamente alla Fiducia supplicans. Il vescovo di Augusta, Bertram Meier, ha sottolineato che quattro punti del documento «non sono del tutto in linea» con la dichiarazione vaticana. L’arcidiocesi di Colonia ha sostenuto che la guida «va oltre le disposizioni della Chiesa universale».

All’estremo opposto, diocesi come Würzburg praticavano già queste benedizioni e le pubblicizzavano alle fiere nuziali. Aquisgrana ha emesso una raccomandazione ufficiale; Limburgo, Osnabrück e Treviri l’hanno pubblicata nei loro bollettini ufficiali. Il vescovo di Berlino, Heiner Koch, ha adottato una posizione intermedia: ha dichiarato che lui stesso non avrebbe impartito queste benedizioni, ma che non avrebbe nemmeno «adottato misure disciplinari contro i parroci che le celebrano in casi individuali dopo una discussione pastorale».


Accoglienza universale, conversione personale

Nella sua risposta a bordo dell’aereo, Leone XIV ha voluto ampliare la prospettiva del dibattito. «Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale», ha detto, e ha sottolineato che esistono «questioni molto più ampie e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa», che dovrebbero avere la priorità.

Il Papa ha invocato l’espressione coniata da Francesco, «tutti, tutti, tutti», ma ha sottolineato che l’accoglienza universale non equivale a un’approvazione indiscriminata. Leone XIV ha ricordato che tale formula esprime «la convinzione della Chiesa che tutti sono accolti, tutti sono invitati, tutti sono invitati a seguire Gesù e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita».

L’invito alla conversione personale, inserito dal Papa come elemento inscindibile dell’accoglienza, segna il limite che a suo giudizio non deve essere superato: «Andare oltre questo oggi può causare più disunione che unità», ha avvertito, concludendo che la Chiesa deve «costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna».

InfoCatólica





Nessun commento:

Posta un commento