
Che cos’è l’ideologia? E’ la pretesa di rielaborare a proprio piacimento la realtà, convinti del fatto che la fonte del vero non sia nella realtà stessa, bensì nel pensiero.
L’ideologia è il frutto -avvelenato- del razionalismo, il quale, malgrado la definizione “razionalismo”, non vuol dire valorizzazione della ragione bensì il suo snaturamento. Nel razionalismo infatti non si fa riferimento alla ragione classica, quella per intenderci contemplativa, bensì ad una ragione autoreferenziale, calcolante, capace cioè di definire e non semplicemente di riconoscere il reale.
Chi davvero può essere considerato l’inventore dell’ideologia, se proprio volessimo fare un nome? Ebbene, questo nome non potrebbe essere che quello di Cartesio, il quale, peraltro, si deve considerare prima di tutto come il padre del razionalismo. Si sa che per Cartesio la modestia non era proprio il suo forte. Egli infatti si sentiva investito della “missione” di rifondare la conoscenza, essendo quella tradizionale da buttare via. Ma per costruire ex novo un edificio c’è bisogna di fondamenta, lo stesso è per una nuova conoscenza. Cartesio non sapeva da dove iniziare. Sarebbe stato logico partire dalla realtà, ma questa -diceva- poteva essere anche un’illusione. Addirittura arrivò a sostenere che un genietto maligno potrebbe far sembrare vero ciò che sarebbe solo un inganno. Da qui la necessità di dubitare di tutto. Ma se bisogna dubitare di tutto, non si può dubitare di dubitare. Ecco la prima certezza: il dubbio. Il dubbio però è un pensiero. Ed ecco che la prima certezza è il pensiero: Cogito ergo sum…penso, quindi esisto. Insomma non è più la realtà a garantire il pensiero, bensì il contrario: è il pensiero che deve garantire la realtà. Nasce dunque l’ideologia, ovvero la convinzione che è il pensiero a dover definire il reale.
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