Lunedì mattina Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza il card. Ernest Simoni, 97 anni, eroico testimone della fede sotto il regime comunista albanese, con i familiari, il quale ha raccontato ai media vaticani l’incontro: «Proclamiamo insieme per tutti i popoli del mondo la pace che viene dal Cielo».
Riportiamo di seguito l’articolo di don Davide Djudjaj, pubblicato il 27 aprile sul portale Vatican News.
Lorenzo V.
29 Aprile 2026
«Tutta gioia, tutta speranza». Così il cardinale albanese Ernest Simoni, 97 anni, perseguitato nel suo Paese durante il regime comunista, descrive l’udienza di questa mattina, 27 aprile, con Papa Leone XIV. Oltre al porporato, nella Sala dei Papi, erano presenti anche una quarantina di suoi familiari. «È stata un’atmosfera tutta gioia, tutta speranza, guardando il volto del Santo Padre – che rappresenta il volto di Gesù – per proclamare a tutti gli uomini la novella del Cielo, della pace e della fraternità e dell’amore per tutti i popoli del mondo», afferma il card. Simoni ai media vaticani dopo l’udienza con il Papa.

Riportiamo di seguito l’articolo di don Davide Djudjaj, pubblicato il 27 aprile sul portale Vatican News.
Lorenzo V.
29 Aprile 2026
«Tutta gioia, tutta speranza». Così il cardinale albanese Ernest Simoni, 97 anni, perseguitato nel suo Paese durante il regime comunista, descrive l’udienza di questa mattina, 27 aprile, con Papa Leone XIV. Oltre al porporato, nella Sala dei Papi, erano presenti anche una quarantina di suoi familiari. «È stata un’atmosfera tutta gioia, tutta speranza, guardando il volto del Santo Padre – che rappresenta il volto di Gesù – per proclamare a tutti gli uomini la novella del Cielo, della pace e della fraternità e dell’amore per tutti i popoli del mondo», afferma il card. Simoni ai media vaticani dopo l’udienza con il Papa.
«Martire vivente»
Già lo scorso 5 aprile, domenica di Pasqua, il card. Ernest Simoni era insieme al card. Dominique François Joseph Mamberti, Protodiacono e Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, accanto a Papa Leone XIV durante il messaggio e la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro in Vaticano. Presbitero dell’Arcidiocesi di Scutari-Pult, il card. Simoni – che il 7 aprile ha celebrato i settant’anni dall’ordinazione sacerdotale – ha patito la persecuzione in Albania. Arrestato a Natale del 1963, è stato condannato prima a morte e successivamente ai lavori forzati nelle fogne di Scutari, esercitando poi clandestinamente il suo ministero fino alla caduta del regime comunista. Papa Francesco aveva ascoltato la sua testimonianza nel viaggio in Albania del settembre 2014, commuovendosi visibilmente fino alle lacrime per le parole di questo sacerdote che ha sempre definito un «martire vivente». Nel 2016 Francesco lo aveva creato cardinale e ringraziandolo per questa testimonianza «che fa bene alla Chiesa».
Incontrare il Papa, una grazia
Oggi, quindi, l’udienza con Papa Leone XIV: «Certamente è stata una grazia speciale che mi ha dato lo Spirito Santo – dice il card. Ernest Simoni – e anche il Santo Padre per proclamare insieme, per tutti i popoli del mondo, la pace che vien dal Cielo, dolcissima pace, la gioia spirituale e la gioia della resurrezione. E tutto è qui: la fede con la resurrezione avrà la felicità eterna che Gesù ha preparato versando tutto il suo sangue per tutti gli uomini del mondo e di tutti i secoli».

Il dono
Speciale il dono che il card. Ernest Simoni – che, residente da alcuni anni a Firenze, nonostante l’età continua a girare il mondo – ha consegnato al Pontefice al termine dell’udienza: «Arrivando dall’Albania in Italia, il pensiero è per i martiri», e quindi Simoni ha regalato «la croce e una reliquia dei martiri albanesi che hanno dato la vita per la fedeltà, per l’amore a Gesù, per la salvezza del popolo di Albania, per guardare tutti gli uomini il sorriso del Cielo».
Già lo scorso 5 aprile, domenica di Pasqua, il card. Ernest Simoni era insieme al card. Dominique François Joseph Mamberti, Protodiacono e Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, accanto a Papa Leone XIV durante il messaggio e la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro in Vaticano. Presbitero dell’Arcidiocesi di Scutari-Pult, il card. Simoni – che il 7 aprile ha celebrato i settant’anni dall’ordinazione sacerdotale – ha patito la persecuzione in Albania. Arrestato a Natale del 1963, è stato condannato prima a morte e successivamente ai lavori forzati nelle fogne di Scutari, esercitando poi clandestinamente il suo ministero fino alla caduta del regime comunista. Papa Francesco aveva ascoltato la sua testimonianza nel viaggio in Albania del settembre 2014, commuovendosi visibilmente fino alle lacrime per le parole di questo sacerdote che ha sempre definito un «martire vivente». Nel 2016 Francesco lo aveva creato cardinale e ringraziandolo per questa testimonianza «che fa bene alla Chiesa».
Incontrare il Papa, una grazia
Oggi, quindi, l’udienza con Papa Leone XIV: «Certamente è stata una grazia speciale che mi ha dato lo Spirito Santo – dice il card. Ernest Simoni – e anche il Santo Padre per proclamare insieme, per tutti i popoli del mondo, la pace che vien dal Cielo, dolcissima pace, la gioia spirituale e la gioia della resurrezione. E tutto è qui: la fede con la resurrezione avrà la felicità eterna che Gesù ha preparato versando tutto il suo sangue per tutti gli uomini del mondo e di tutti i secoli».
Il dono
Speciale il dono che il card. Ernest Simoni – che, residente da alcuni anni a Firenze, nonostante l’età continua a girare il mondo – ha consegnato al Pontefice al termine dell’udienza: «Arrivando dall’Albania in Italia, il pensiero è per i martiri», e quindi Simoni ha regalato «la croce e una reliquia dei martiri albanesi che hanno dato la vita per la fedeltà, per l’amore a Gesù, per la salvezza del popolo di Albania, per guardare tutti gli uomini il sorriso del Cielo».
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