
Leone XIV parla a Pedro Sanchez e al Parlamento spagnolo: «Ingiusto lasciare nell’ombra il bambino non nato». Focus anche su famiglia e diritto a non emigrare.
Ultimissime 08 Giu 2026
Papa Leone non le ha mandate a dire.
Nel corso del suo intervento di poche ore fa al Parlamento spagnolo, nell’ambito della visita apostolica in corso a Madrid, il Santo Padre ha rivolto un messaggio di forte impatto politico al governo guidato da Pedro Sánchez.
In perfetto spagnolo e primo pontefice nella storia a parlare nell’aula de Las Cortes, è intervenuto a gamba tesa su alcuni dei nodi più sensibili del dibattito pubblico: aborto, famiglia, fine vita, educazione e migrazioni.
Il discorso è stato molto più ampio e vale la pena leggerlo integralmente, qui estrapoliamo solo alcuni passaggi.

“Il bambino non ancora nato”
Il riferimento più diretto al contesto politico è legato alla recente riforma promossa dall’esecutivo Sánchez, che punta a portare il “diritto di aborto” fin nella Costituzione.
In questo quadro, soffermandosi sulla «dignità inviolabile della persona umana», il Papa ha comunicato ai parlamentari spagnoli che «difendere la vita umana è una meta di civiltà» e spiegando che «non è una questione di interesse particolare né confessionale».
Citando Papa Francesco, Leone ha proseguito indicando che la convivenza sociale è minacciata proprio dalla “cultura dello scarto”, perciò «ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza».
Ha quindi fatto appello «a coloro che hanno la grave responsabilità di ordinare giuridicamente la convivenza sociale» perché la vita non cessi «di essere riconosciuta come un valore fondamentale».
A Sánchez e al suo esecutivo ha quindi lasciato questa domanda: «Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri?».
Famiglia fondamento società
Il discorso non si è però limitato al tema dell’inizio della vita.
Il Pontefice ha infatti affrontato anche il ruolo della famiglia come cellula fondamentale della società.
In particolare ha invitato a rispettare «il diritto primario e inalienabile dei genitori di scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente alle proprie convinzioni morali, culturali e religiose».

Diritto a non emigrare
Un terzo asse centrale dell’intervento è stato quello migratorio.
Papa Leone XIV ha richiamato la responsabilità dell’Europa nel garantire vie legali e sicure per i migranti, senza tuttavia ignorare un altro principio: il diritto a non essere costretti a migrare.
In questa prospettiva, il Pontefice ha insistito contro la discriminazione «etnica, religiosa o linguistica» chiedendo che il dibattito «vada oltre la semplice gestione di flussi».
L’indicazione del Pontefice è quella di «offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione e promuovere il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza o di condizioni di vita dignitose».
Un appello che aveva già pronunciato il mese scorso nel suo viaggio in Camerun.
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