mercoledì 5 agosto 2026

Cardinale Sarah: le guerre liturgiche sono "un vero e proprio peccato"



Nella traduzione di Chiesa e postconcilio da LifeSiteNews. Car. Sarah: Neanche i papi hanno potere sui riti che nascono dalla storia secolare della Chiesa - Quindi tutte le restrizioni del Vaticano sulla Messa antiquior sono illecite e fondamentalmente ideologiche. Peccato che lo dichiari in una intervista e non ne segua un'azione concreta solidale col card Burke, il vescovo Schneider e quanti altri la pensano nello stesso modo...


5 agosto 2026

Il cardinale Robert Sarah ha affermato che le divisioni sulla liturgia sono “un vero e proprio peccato” e ha auspicato la coesistenza del Novus Ordo e della Messa tradizionale. In un'intervista con Matteo Matzuzzi, direttore de Il Foglio (leggibile solo per gli abbonati -ndT), Sarah ha affermato che la Chiesa cattolica in Occidente sta attraversando “un periodo di grande difficoltà, persino di confusione” e ha auspicato una pace liturgica simile a quella raggiunta sotto il pontificato di Benedetto XVI.

L'ex prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha affermato che la sfida più grande in Occidente è la confusione in materia di dottrina, disciplina e morale. Ed ha affermato:
«Certamente, la Chiesa, almeno in Occidente, sta attraversando un periodo di grande difficoltà, persino di confusione, sia sul piano dottrinale che su quello morale e disciplinare». «L'intreccio tra cultura e fede non è mai stato irrilevante; al contrario, spesso condiziona in modo decisivo la trasmissione della fede».

Egli sostiene che i presupposti culturali che in passato avevano sostenuto il cristianesimo in Occidente non fossero più presenti. Ed afferma «Credo sia fuori di dubbio che non si possa più affidare la trasmissione della fede alla cultura; essa, piuttosto, può essere trasmessa alle nuove generazioni solo attraverso esperienze e testimonianze significative che pongano al centro la preghiera, il silenzio, la liturgia ben celebrata, una fedeltà fondamentale al Vangelo e quindi una rinnovata umanità, un modo più umano di vivere le relazioni».

Sarah ha affermato che le divisioni liturgiche sulla Messa Tridentina e sul Novus Ordo stanno danneggiando l'unità della Chiesa.

«È un dramma, anzi un vero e proprio peccato, che su un tema essenziale come la liturgia si scateni una sorta di guerra», ha affermato Sua Eminenza. «La liturgia è la fonte della comunione della Chiesa, ed è impensabile che su temi liturgici – anzi, direi rituali – vi siano tanta opposizione e scontri così aspri».
Il cardinale sostiene che i riti della Chiesa appartengono alla Sacra Tradizione e pertanto non possono essere aboliti.

«Nessuno ha autorità sui riti, che nascono dalla storia secolare della Chiesa», ha affermato. «I riti non possono essere aboliti arbitrariamente e nessuno può dire che un rito non esiste più, da un giorno all'altro».
Ha auspicato un ritorno alla “posizione equilibrata, pastorale e teologicamente fondata” di Papa Benedetto XVI, in cui entrambe le forme del rito romano possano coesistere, affermando:

«Credo che la questione debba essere presa seriamente in considerazione, recuperando la posizione equilibrata, pastorale e teologicamente fondata di Benedetto XVI, che ha permesso a entrambe le forme del rito latino di coesistere, arricchirsi a vicenda ed essere conosciute dal santo popolo di Dio. Nel corso dei decenni, potranno scegliere quale forma meglio corrisponda al loro bisogno di fede, silenzio e spiritualità».

«Alcuni eccessi da parte di coloro che sono legati alla forma straordinaria sono, in parte, giustificati dai drammatici e diffusi abusi della liturgia della forma ordinaria che, ancora oggi, spesso non viene celebrata come avrebbe voluto il Concilio e come suggerisce la stessa riforma liturgica».

Il prefetto emerito del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha inoltre messo in guardia gli ecclesiastici dal cercare l'approvazione del mondo anziché predicare il Vangelo.

«Da un lato, come dicevo, la cultura dominante ha permeato persino gli ambienti ecclesiastici, e nemmeno i predicatori ne sono immuni. Dall'altro lato, può esserci la tentazione di dover compiacere il pubblico a tutti i costi, di essere accettabili agli ascoltatori, e quindi di cedere a quegli argomenti che risultano più redditizi perché più di moda.

«La conseguenza è una predicazione banale, del tutto irrilevante, che non soddisfa i desideri più profondi dell'uomo», ha affermato. «L'uomo, anche l'uomo contemporaneo, ha un bisogno assoluto di Dio, di ascoltare il Vangelo, di conoscere la vita eterna, la spiritualità. Non è mai legittimo ridurre il Vangelo a temi sociali e orizzontali, per quanto rilevanti possano essere».

Interrogato su come affrontare le sfide attuali, il cardinale ha risposto: "In parte, ho già risposto. La chiave è la formazione liturgica, la formazione e ancora la formazione. Dei vescovi, dei sacerdoti e dei laici".

Ha quindi sottolineato che la Chiesa è indefettibile e che le sfide che sta affrontando ora saranno superate perché la Chiesa, «nel corso dei secoli ha attraversato molte tempeste, ma non dobbiamo mai dimenticare che è divina e quindi non verrà mai meno. Sì, la Chiesa sarà sempre un faro perché è il Corpo Mistico di Cristo e Cristo è la Luce».






Nessun commento:

Posta un commento