
Prima risorta con Cristo, quella giovinetta che col suo "sì" ha cambiato la storia, oggi entra corpo e anima nella gloria del Figlio, senza conoscere la corruzione del sepolcro: è il trionfo della vita sulla morte.
SOLENNITA'
don Damiano Cavallaro, 15 Agosto 2026
Nel mistero dell’Assunzione della Beata sempre Vergine Maria al Cielo, contempliamo la giovinetta di Nazareth che, con il suo “Sì” immacolato, aveva dischiuso la terra al Cielo e accolto il Dio fatto Uomo nel suo grembo verginale, che viene assunta da questo stesso Dio in Cielo, tutta partecipe, corpo ed anima, della gloria della Risurrezione. Prima risorta con Cristo, Maria Santissima non conosce la corruzione del sepolcro, non vive cioè la morte in quel modo drammatico in cui noi, feriti dal peccato originale e dai nostri peccati personali, siamo chiamati a conoscerla, ma entra subito, interamente, nel mistero del Figlio crocifisso e risorto. È la Pasqua dell’estate!
È il coronamento di quella corsa che San Luca evangelista ci racconta nel Vangelo che è stato proclamato: «Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda» (Lc 1,39). Dall’eternità destinata a diventare la Madre del Dio altissimo, nel tempo concepita senza peccato originale per accogliere nel grembo il Figlio eterno fatto Uomo, Maria riceve la visita dell’Angelo, ascolta la chiamata alla divina maternità, pronuncia il suo “Fiat”, diventando Madre di Dio secondo la carne, e poi si alza e va in fretta, corre verso l’alto, verso la casa di Elisabetta, con una dedizione totale, con una umiltà perfetta, passando così di esaltazione in esaltazione, di gloria in gloria, diventando tutta partecipe della Vita di quel Figlio che cresceva nel suo grembo, perfettamente unita e conformata a Lui nella Croce, perfettamente unita e conformata a Lui nella Gloria della Risurrezione.
Nessuno prima di Lei e nessuno dopo di Lei potrà mai vivere la medesima grazia, l’ingresso immediato nella gloria, la piena partecipazione corpo ed anima alla gloria di Cristo senza passare per il dramma della morte. È un mistero che ci riempie di ammirazione e insieme ci provoca: cosa vuole dirci la Chiesa con questa Solennità liturgica? Come un mistero che è irripetibile nella sua singolarità può riguardarci concretamente? Come quanto accaduto a Maria Santissima tocca la nostra vita?
Il prefazio di questa Solennità ci dice due cose su Maria Santissima Assunta in Cielo: la prima è che Maria è «segno di sicura speranza e consolazione per il popolo pellegrino sulla terra»; la seconda è che «risplende come primizia e immagine della Chiesa, chiamata alla gloria».
Primizia e immagine della Chiesa, in Maria Santissima glorificata con Cristo ci è manifestato il nostro stesso destino eterno, per Lei realizzato immediatamente e senza alcuna attesa, per noi da realizzarsi nell’ultimo giorno alla risurrezione finale, che vedrà partecipi anche noi della gloria di Cristo in corpo ed anima; poiché Dio ci manifesta in Lei il nostro stesso destino eterno, Maria Santissima diventa segno di sicura speranza e consolazione per noi pellegrini sulla terra.
Una meta così bella e così certa ci fa affrontare con rinnovato slancio il cammino, rincuora e infonde coraggio davanti ad ogni sfida e ad ogni difficoltà. Benedetto XVI, nella sua lettera enciclica sulla speranza, la seconda del suo pontificato, intitolata “Spe salvi” – cioè “Salvati nella Speranza” –, al numero 1 scriveva: «Il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino».
Potremmo dire, però, che se considerassimo l’Assunzione come primizia e come segno di speranza, diremmo ancora troppo poco: perché qualcosa ci riguardi interamente, occorre che riguardi il nostro presente – l’istante presente – e che eserciti un effetto sul nostro cuore, sui nostri affetti. Amava ripetere il grande Romano Guardini: «Si vive solo per amore di Uno Presente». Come l’Assunta riguarda il nostro Presente? Come esercita un effetto sui nostri affetti?
Se Cristo crocifisso e risorto, in virtù della Sua Risurrezione, vince per sempre in Se stesso i limiti dello spazio e del tempo, diventando contemporaneo di ogni uomo, compresente ad ogni istante di tempo, in qualunque parte della terra, così che tutti siamo presenti davanti a Cristo che viene, così Maria Santissima viene resa partecipe in corpo ed anima della Sua stessa Vittoria non solo sul peccato e sulla morte, ma anche sui limiti dello spazio e del tempo, e quindi resa partecipe della Sua stessa grande Presenza nel mondo. Assumendola al Cielo in corpo ed anima, Cristo l’ha tirata dentro il Suo stesso Mistero eterno e l’ha resa così veramente, segretamente vicina ad ogni uomo, estendendo la compagnia di Maria Santissima a tutto l’arco della storia, lungo tutto il cammino della Chiesa pellegrina nel tempo, e insieme includendo Maria con Se stesso nel cuore di ogni circostanza.
Ci è donata, nell’Assunzione al Cielo, la compagnia di Maria Santissima in un’esperienza di verità e di intensità insuperabili. Il popolo cristiano sempre l’ha “sentita”, l’ha “percepita”, l’ha “riconosciuta” presente come nessun altro e a Lei si è rivolto come ad una “presenza”, certo di trovare costante ascolto, compassione e intercessione.
Con la grande presenza di Maria ci è data, quindi, e ci è resa insuperabilmente vicina anche l’esperienza del suo “Sì”. Il “Sì” pronunciato da Maria a Nazareth, il “Sì” vissuto nella sua corsa verso le montagne della Giudea, e poi verso il Calvario del Figlio, diventa definitivo, sempre vivo ed immortale nel mistero dell’Assunzione. Ella nel Cielo continua a guardare il Figlio, a dirGli di “Sì” nell’amore per tutti noi, a guardare ciascuno di noi nella luce del Cuore e del Volto di Cristo, ad intercedere per noi come alle nozze di Cana e ad attirarci nel suo stesso “Sì”, con la forza, con la bellezza, con lo splendore di questo suo amore reso per sempre presente ad ogni uomo nel mistero dell’Assunzione al Cielo.
Nel mistero dell’Assunzione, così, non ci è tolta, ma anzi ci è donata, in mode eminente, la presenza di Maria Santissima e del suo “Sì”, per diventare partecipi della sua stessa corsa d’amore, giungere con Lei alla meta della nostra vita e così diventare con Lei partecipi della stessa Gloria. Voglia la Madonna ottenere che questo mistero tocchi la nostra vita, il nostro presente e il nostro cuore.
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