mercoledì 19 agosto 2026

In Italia ogni giorno profanate tre chiese



Un’inchiesta de “La Stampa” sulle chiese profanate e il ruolo degli italiani di seconda generazione. Un fenomeno che supera i confini dell’Italia.

Sono i maranza?


Redazione UCCR 19 ago 2026

E’ un dato rilanciato in questi giorni da “La Stampa”.

Anche in Italia, furti, vandalismi, blasfemie e danneggiamenti ai luoghi di culto sono ormai un fenomeno tutt’altro che episodico. Si parla mediamente di tre casi al giorno solo in Italia.

Dietro molti di questi episodi non ci sono organizzazioni terroristiche o fanatici religiosi, ma soprattutto adolescenti giovanissimi, talvolta tra i 12 e i 15 anni, spesso di seconda generazione.

I casi più recenti sono stati gli atti vandalici alla parrocchia della Collegiata di Lugo (Ravenna) e le decapitazioni della Madonna della Pelara (Ischia) e della Madonna a Coppito (L’Aquila).


Il card. Semeraro: derisione e disprezzo

Il card. Marcello Semeraro spiega infatti che «prima del fatto religioso va analizzata l’emergenza educativa», perché all’insufficiente consapevolezza della profanazione compiuta «si sommano il disprezzo e la derisione per quanto c’è di più caro per gli altri».

Semeraro indica la responsabilità primaria negli adulti e nella loro «errata convinzione che qualunque intervento di correzione sia vano o intollerabile». Un’idea che «alimenta un egoismo materialista che avversa quel che di più intimo e prezioso ha a cuore il prossimo».


Vandalismo, il ruolo dei maranza

Molto più diretto è stato il vaticanista don Filippo Di Giacomo, anch’egli intervistato dal quotidiano torinese.

«Inutile nascondere la luna dietro il dito», ha detto indicando la responsabilità nella maggior parte dei casi alle cosiddette “seconde generazioni” (detti anche “maranza”). «Tutti sappiamo che spesso gli autori provengono dal bacino dei “nuovi italiani” molto tutelati dalle leggi attualmente in vigore a salvaguardia della loro identità religiosa».

Secondo il giornalista, inoltre, «i sacerdoti e i religiosi neppure denunciano perché sanno di urtarsi contro l’indifferenza di forze di polizia e magistratura». Questi reati vengono infatti derubricati a danni di lieve entità.


“Non esistono ragazzi cattivi”


Anche “Repubblica” ha parlato del fenomeno, segnalando anche quanto avvenuto a Collegiata di Lugo, in provincia di Ravenna.

Il parroco don Leonardo Poli è stato costretto a chiudere temporaneamente la chiesa dopo l’ennesimo episodio di vandalismo.

Oltre a denunciare gli autori, cinque minorenni italiani e stranieri, si è attivato per parlare con le rispettive famiglie. Per questo, racconta, si è rivolto all’imam di Lugo: «Lui conosce i ragazzi. Si è detto molto dispiaciuto dell’accaduto e spero mi aiuti a raggiungerli».

«Non esistono ragazzi cattivi», ha spiegato. «Io ci credo. Serve solo qualcuno che tiri fuori il tesoro che hanno dentro».


Anche all’estero colpiti dall’odio

L’allarme del vandalismo anticattolico, in ogni caso, travalica i confini nazionali.

In Germania, ad esempio, il 22 luglio nella chiesa cattolica di St. Giles a Wörth am Rhein, nel Land Renania-Palatinato, sono state lasciate delle feci davanti all’altare oltre a lievi danni all’edificio religioso.

In Francia, nella notte tra il 26 e il 27 luglio, la chiesa di Saint-Symphorien a Chambray-lès-Tours è stata profanata e vandalizzata. Ignoti hanno aperto il tabernacolo e gettato a terra le ostie consacrate dal ciborio, lasciando anche escrementi all’interno. Non è stato rubato nulla.

La stessa sorte era toccata qualche giorno prima alle chiese di Sainte Geneviève e Sainte-Jeanne-d’Ar.

In Spagna, nella notte tra il 30 e il 31 luglio, la parrocchia di Santa Margarita María de Alacoque a Madrid è stata vandalizzata. Gli intrusi hanno distrutto la reliquia della santa patrona della parrocchia e rubato il denaro delle offerte.

L’incidente è avvenuto dopo mesi di segnalazioni di atti vandalici e disordini che hanno colpito la comunità parrocchiale, tra cui insulti durante la messa.






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