giovedì 30 luglio 2026

Medjugorje rinasce in un giorno: il “miracolo” della Gospa dopo l’attacco



Il popolo di Medjugorje è presente e risponde con incredibile velocità alla profanazione delle scorse ore. Perché Medjugorje coincide con “rinascita”.


Ultimissime
30 Lug 2026

Redazione UCCR

È bastata meno di una giornata per rinascere.

Dopo il grave atto vandalico che ha colpito il santuario di Medjugorje nelle scorse ore, le ferite inferte sono sparite in poche ore.


I danni della profanazione a Medjugorje


I danni dell’incendio hanno colpito il complesso parrocchiale di San Giacomo, con la distruzione dell’altare esterno, oltre all’imbrattamento della statua della Vergine sulla Collina delle Apparizioni e quella presso la Croce Blu.

A commettere la profanazione è stato un giovane polacco, di cui abbiamo parlato ieri.

La Procura di Stato della Bosnia ed Erzegovina ha preso in carico il caso e ha annunciato che richiederà la custodia cautelare.


Il “miracolo” di rinascita a Medjugorje

La risposta del popolo di Medjugorje è stata però immediata e veloce.

I volontari e i giovani della Comunità Cenacolo si sono messi al lavoro fin dalle prime ore del mattino, ricostruendo in pochissimo tempo l’altare e ripulendo le immagini sacre profanate.

Nel giro di poche ore, Medjugorje è tornata ad accogliere pellegrini e fedeli quasi come se nulla fosse accaduto.

Nel tardo pomeriggio, infatti, i fedeli stavano già pregando davanti all’immagine della Vergine completamente restaurata. Il 1° agosto inizierà il 37° Festival Internazionale della Gioventù (Mladifest), si prevede l’arrivo a Medjugorje di circa 50.000 giovani pellegrini da tutto il mondo.

Un segno concreto della determinazione della comunità a non lasciare che un gesto di follia prevalesse sulla vocazione spirituale di uno dei santuari mariani più frequentati al mondo.




Medjugorje fa rima con rinascita


“Rinascita” è forse la parola che meglio di altre descrive quanto avviene nel piccolo paesino della Bosnia-Erzegovina.

Ne ha parlato in queste ore don Davide Banzato, ospite di UCCR qualche mese fa, descrivendo la Gospa come «una madre che non ti chiede di essere perfetto, ma ti accoglie così come sei».

Don Davide si dice commosso nel vedere tanti giovani «ricominciare a vivere, perdonare i genitori, smettere di considerarsi sbagliati, trovare il coraggio di chiedere aiuto per liberarsi da dipendenze o traumi, scoprendo che si può ricominciare».

E’ il miracolo più grande di Medjugorje, spiega il sacerdote, che «rompe un pregiudizio molto diffuso: che la fede sia qualcosa di vecchio, triste, individuale o estraneo alla vita».




La posizione della Chiesa


Ricordiamo che la Santa Sede, pur senza esprimersi sulla soprannaturalità delle presunte apparizioni, ha assunto negli ultimi anni una posizione favorevole alla cura pastorale dei pellegrinaggi.

Con il documento “La Regina della Pace” (2024), il Dicastero per la Dottrina della Fede ha concesso il nihil obstat, riconoscendo che «lo Spirito santo agisce fruttuosamente» a Medjugorje, producendo «abbondanti e diffusi frutti» ed evidenziando la presenza attiva di Dio “in mezzo” al fenomeno spirituale di Medjugorje.

La nota specifica però che la questione dell’origine soprannaturale degli eventi rimane aperta e avvisa che il giudizio non significa che «tutto quello che appartenga a quell’esperienza sia esente da ogni imprecisione, imperfezione o possibile confusione».






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