mercoledì 3 giugno 2026

Lo scandalo degli embrioni inviati nello spazio dalla Cina



Embrioni crioconservati in un laboratorio francese 
presso l'ospedale La Conception di Marsiglia (foto Ansa)


La Cina spedisce sulla sua stazione spaziale un lotto di embrioni “sintetici” per un esperimento e i media applaudono. Nessuno ricorda che un embrione “sintetico” ha un genoma umano e che per realizzarlo bisogna distruggerne uno “naturale”


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Di Leone Grotti, 03 Giugno 2026

Sarà la noia, l’appetito transumano del regime comunista o l’irrefrenabile voglia degli scienziati cinesi di manipolare l’essere umano. Sta di fatto che la Cina ha deciso di lanciare nello spazio, direzione stazione spaziale Tiangong, un lotto di embrioni “sintetici”. L’obiettivo dell’inedito esperimento è valutare se e come lo sviluppo umano venga influenzato dall’assenza totale o parziale della gravità.

La Cina mette le mani avanti

Non c’è niente di male, mette le mani avanti il responsabile del progetto, Yu Leqian, ricercatore presso l’Istituto di zoologia dell’Accademia cinese delle scienze. «Questi non sono embrioni umani reali e non possono svilupparsi in un individuo», neanche se venissero impiantati in un utero femminile perché si tratta di embrioni “sintetici”, che possono soltanto replicare alcune caratteristiche dell’iniziale sviluppo di un essere umano.

È una ricerca molto interessante, fanno eco i media internazionali come Newsweek, soprattutto in un momento storico in cui diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti, stanno ipotizzando di fondare basi o piccole città sulla Luna o su Marte.

Dalla Terra allo spazio e ritorno

L’esperimento guidato da Yu durerà cinque giorni: gli embrioni “sintetici” arrivati nello spazio saranno sviluppati artificialmente, poi congelati e spediti indietro sulla Terra per essere analizzati dalla squadra di ricercatori cinesi. «Paragonando lo sviluppo nello spazio e sulla Terra, speriamo di riuscire a identificare i fattori che influenzano la crescita degli embrioni in un ambiente spaziale».

Gli embrioni che faranno da cavie, una volta analizzati al rientro sulla Terra, sempre che riescano a restare integri nel viaggio spaziale, verranno ovviamente distrutti. Ma tanto, ribadiscono Yu Leqian e i media in coro, si tratta di embrioni “sintetici”, mica di embrioni veri.


La navicella spaziale con equipaggio Shenzhou-23 
si aggancia alla porta radiale del modulo centrale Tianhe
 della stazione spaziale Tiangong il 25 maggio (foto Ansa)


Gli embrioni “sintetici” provengono da embrioni umani “naturali”

Non è proprio così. Il termine “sintetico” in questo caso suggerisce un’idea assolutamente fuorviante. Gli embrioni in questione non provengono dall’incontro di uno spermatozoo e un ovocita, è vero, ma da cellule staminali embrionali umane riprogrammate mediante coltura in appositi terreni liquidi e riportate allo stato pluripotente.

Queste cellule, però, non sono create in laboratorio ma provengono da embrioni umani ottenuti da fecondazione in vitro e poi non trasferiti in utero per la procreazione medicalmente assistita, bensì destinati alla distruzione attraverso la ricerca.

Questo significa che per realizzare questi embrioni cosiddetti “sintetici” sono stati distrutti embrioni umani “naturali”. Inoltre, se sviluppati, anche gli embrioni “sintetici” danno vita a un mini-organismo con abbozzi di tratto gastrointestinale, cuore e cervello.

Lo scandalo di cui nessuno si scandalizza

Questi piccoli organismi non potranno mai percorrere tutte le tappe dello sviluppo umano di un embrione “naturale”, ma sono dotati di genoma interamente umano e di cellule identiche a quelle embrionali umane. Il fatto che siano chiamati “sintetici” non significa dunque che il materiale sia non biologico, ma solo che vengono sviluppati con una procedura non naturale.

Inviare nello spazio simili embrioni, creati distruggendo embrioni umani “naturali” e che saranno a loro volta distrutti al termine dell’esperimento, non è per niente “simpatico”, né romantico, né apre a suggestioni fantascientifiche. E il fatto che nessuno, né nel campo della ricerca né in quello mediatico, si scandalizzi è il vero scandalo.

Come già disse papa Francesco, non è bene «creare embrioni in provetta e poi sopprimerli». Figuriamoci mandarli nello spazio per soddisfare una sadica curiosità.






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