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Dietro la scelta mancanza di membri e invecchiamento. Nel però Paese crescono le conversioni e i battesimi adulti
Segni dei tempi
Paola Belletti, 16 Giugno 2026
Liegi, la città ardente, fiera nel difendere i propri confini e le proprie libertà lungo la storia, non ha resistito all'assedio più subdolo, quello della secolarizzazione. Se ne va, dopo quasi cinque secoli di permanenza feconda e costruttiva, la compagnia di Gesù. Ad accompagnarli, in un'oasi di commozione e gratitudine in mezzo all'indifferenza pressoché generale di un Paese, la celebrazione della messa di ringraziamento presieduta dal vescovo Jean-Pierre Delville il 13 giugno. Così finisce una storia di presenza ininterrotta durata 456 anni. Come racconta il sito cattolico tribune chrétienne « quasi 600 persone hanno gremito la chiesa di Saint-Christophe: (...) sacerdoti, monaci, suore, ex allievi, insegnanti e parrocchiani si sono riuniti per rendere omaggio a un'opera che ha profondamente plasmato la vita spirituale, intellettuale ed educativa della regione.»
La Compagnia di Gesù era stata fondata da meno di trent'anni quando, nel 1569, alcuni Gesuiti si stabilirono nella città di Liegi. Per quasi cinque secoli hanno servito la città e il bene del popolo compiendo la loro missione dedicandosi soprattutto all'educazione dei giovani. La loro azione è stata profonda e incisiva e ha contribuito a delineare i tratti spirituali di un'intera regione. Tra i primi giunti in città ci fu san Pietro Canisio, uno dei membri pionieri della Compagnia.
La notizia è senza dubbio epocale e non può che rattristare, anche se non deve diventare il filtro opaco attraverso cui leggere l'intera condizione della fede cattolica in Belgio. Siamo sicuramente in uno stato avanzatissimo di scristianizzazione, ma i segni di vitalità, per quanto germinale, non mancano. Ci guidi la certezza che Cristo non abbandona mai la sua Chiesa, e che i piccoli numeri non sono mai stati un'obiezione. Due sono i segni che, anche statisticamente, inducono a sperare.
Il primo, la crescita dei battesimi tra gli adulti, un fenomeno che si registra anche in altri paesi europei, campioni di secolarizzazione, e di cui abbiamo dato conto sulle nostre pagine. I Paesi Bassi, per esempio, vicini geograficamente e culturalmente al Belgio, hanno registrato un aumento del 40% dei battesimi tra gli adulti; e ancora, in Francia, nel 2025 si è registrata un crescita significativa tra i nuovi battezzati adolescenti e adulti: 7.400 i primi e 10.300 i secondi battezzati la notte di Pasqua dell'anno scorso.
Il secondo fattore è il dato lieve ma innegabile dell'aumento delle presenze a Messa. Occorre guardare il fenomeno per quello che è, ovvero non ancora una vera e propria rinascita o per lo meno non secondo le dinamiche del passato, e questo dato è particolarmente interessante. Ecco cosa scrive Sandro Magister- riportando le parole del sacerdote francese Marco Gallo, direttore dell'Istituto Superiore di Liturgia in Francia, ospitato sul sito belga diakonos.be: «C’è chi è tentato di vedere in questo risveglio un “renouveau catholique” analogo a quelli che si verificarono in Francia e in altri paesi europei nella prima metà dell’Ottocento e più ancora a fine secolo e nel primo Novecento. Ma l’attuale fenomeno non è paragonabile ai precedenti. Non è ancora consolidato, manca di figure trainanti e non pochi neofiti, circa un quarto del totale, sembrano disertare le comunità e non andare più a messa già nell’anno successivo al battesimo. Piuttosto, la vera novità di questi battesimi è che nascono da una trasmissione orizzontale della fede, ad opera di amici e compagni: “Non è più la struttura ecclesiastica che genera il primo annuncio, ma le relazioni umane che lo precedono e lo rendono credibile. Il garante del neofita è spesso un coetaneo, un amico di università, un collega».
Una dinamica nuova ma in realtà ancora più originaria perché simile allo stile di propagazione della fede dei primissimi tempi cristiani, quando i convertiti raccontavano la propria fede al vicino, al cliente, al "collega" artigiano. I battesimi tra gli adulti, quasi triplicati in Belgio in un decennio, sono dunque da un lato effetto della caduta libera del modello di trasmissione verticale della fede degli ultimi secoli, dall'altro segno della invicibile vitalità dell'annuncio del Vangelo.
L'incendio della secolarizzazione c'è stato, gli alberi ad alto fusto (ordini religiosi storici, per esempio) che coprivano il sottobosco, garantivano frescura e spargevano semi sono diventati cenere. Ma come dopo un rogo e una pioggia ristoratrice si scorgono nuovi germogli bucare la crosta, così potrebbe essere per la chiesa del Belgio e la condizione della fede in tutta le vecchia Europa. D'altra parte è noto, per restare nella stessa famiglia di metafore "ardenti", che Cristo non è uso soffiare su stoppini fumiganti.
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