mercoledì 3 giugno 2026

Le situazioni incompatibili con la comunione eucaristica. Elencate dal vescovo Argüello



Coloro che vivono in relazioni peccaminose (anche quando un matrimonio è fallito e gli ex coniugi intraprendono nuove relazioni), commettono abusi o difendono pubblicamente posizioni contrarie alla morale cristiana non possono ricevere la Comunione senza un cambiamento di vita. Questo è il messaggio dell’Arcivescovo di Valladolid e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola. Originariamente pubblicato sul sito web dell’Arcidiocesi di Valladolid .

La traduzione è automatica.





Mons. Luis Argüello García

Il Tempo Pasquale ci ha offerto l’occasione di approfondire il significato della domenica e del suo fulcro, l’Eucaristia, che è il Sacramento della nostra fede. Con il ritorno al Tempo Ordinario, la Chiesa celebra la Domenica della Trinità. È la festa del Dio Comunione, che si comunica e si dona e ci offre la possibilità di vivere quella stessa vita, la Comunione che diventa Missione. Subito dopo, la Chiesa celebra il giorno del Corpus Domini, un giorno per rendere omaggio all’Eucaristia, per approfondire, se possibile, ancora di più ciò che questo Sacramento meraviglioso significa per la vita della Chiesa e per la vita del mondo.

L’Eucaristia è sacrificio, banchetto e presenza reale. Siamo chiamati ad armonizzare il suo triplice significato, per cui dobbiamo disporci ad entrare bene nel suo mistero, a celebrarla con una partecipazione fruttuosa e a viverla, uscendo dall’Eucaristia trasformati, incarnando nella nostra vita personale e comunitaria il sacrificio, la presenza e il banchetto.

Prepariamoci all’Eucaristia. Come lo facciamo di solito? Non possiamo andare di fretta, con lo spirito di chi compie una routine. La celebrazione dell’Eucaristia richiede una preparazione remota, forse per tutta la settimana, meditando alcune delle letture, ravvivando in noi il desiderio di adorare il Signore, di entrare nella sua stessa donazione e di sederci al banchetto che anticipa la vita piena che già germoglia nel nostro cuore dal Battesimo. Prepararsi all’Eucaristia significa anche esaminare la nostra coscienza, soprattutto se nell’Eucaristia vogliamo ricevere la comunione consapevolmente e, così, partecipare pienamente al suo mistero. Esaminare la coscienza significa rendersi conto dello stato del nostro cuore, della sua disponibilità ad accogliere lo stesso Dio che, come Corpo donato, si offre a noi come Pane di vita.

Partecipiamo all’Eucaristia perché siamo battezzati e la vita battesimale deve essere rinnovata attraverso quel secondo battesimo che è il Sacramento del Perdono. Sì, è bene, ancora una volta, insistere su questo. Il Signore ha misericordia, desidera farci sedere alla sua tavola e offrirsi Lui stesso come cibo che cura e guarisce. Ma pone questa grazia nelle mani della nostra libertà e desidera che la guarigione eucaristica sia suggellata nel Sacramento della Penitenza se un peccato grave blocca l’ingresso del Signore vivo nel nostro cuore.

Se la nostra situazione o il nostro stato di vita è incompatibile con la piena comunione con il Signore e la sua Chiesa perché stiamo partecipando a una relazione peccaminosa, in abusi nei confronti di altre persone, sia in ambito economico, lavorativo, sia in ambito psicologico o affettivo, o difendendo pubblicamente posizioni contrarie alla morale cristiana, non possiamo avvicinarci alla comunione senza una ferma decisione di cambiare vita, riparando il danno causato dalla nostra situazione di peccato.

Né quando un rapporto matrimoniale si è rotto e coloro che ne facevano parte vivono una nuova relazione coniugale. Queste persone, che continuano a far parte della Chiesa, devono sapere che questa rottura del Sacramento dell’Alleanza impedisce la comunione eucaristica; possono partecipare alla celebrazione, così come alla vita della Chiesa in molteplici aspetti, ma ricevere la Comunione non è possibile. Il dolore di non poter ricevere la Comunione deve alimentare il desiderio di cercare una soluzione che rispetti il significato dei due sacramenti in gioco: il Matrimonio e l’Eucaristia. Per questo, dobbiamo prepararci a celebrare l’Eucaristia, esaminare la nostra coscienza, valutare il nostro modo e il nostro stato di vita affinché siano coerenti con la piena comunione che comporta la partecipazione all’Eucaristia ricevendo il Corpo del Signore.

Come celebriamo l’Eucaristia? Nel silenzio, con spirito di ascolto e di adorazione, sapendoci parte di un popolo che, celebrando l’Eucaristia, assumerà la forma del corpo di Cristo, portando il pane e il vino, frutti del dono di Dio e del lavoro di coloro che vi partecipano. Partecipiamo con il silenzio e la parola, con i gesti, seduti, in piedi, in ginocchio, con l’atteggiamento del cuore, entrando, attratti dal Signore, nella sua donazione per tutti. Quanto è importante curare il momento in cui ci avviciniamo a ricevere la comunione con spirito di stupore e di adorazione. Dobbiamo anche aprire il cuore agli imperativi dell’Eucaristia, “fate, andate”, e così disporci a essere, come nel giorno del Corpus, custodi che portano il Signore nella vita ordinaria, nella presenza nel mondo, nel rinnovamento della nostra società e della Chiesa, portando l’Amore ricevuto agli altri.

Per questo, se abbiamo celebrato l’Eucaristia, siamo chiamati a incarnare la comunione nella comunità cristiana, a cercare momenti affinché noi che abbiamo recitato insieme il Padre Nostro troviamo durante la settimana momenti per pregare e formarci, coltivare la fraternità e vedere come portiamo nel mondo la presenza del Signore nella comunione e nella dedizione; il sacrificio del Signore nel perdono, nell’amore per i nemici e nell’impegno per il bene comune, non solo rivendicando diritti ma anche riconoscendo doveri; il banchetto che riempie di speranza, di dialogo, di gioia e di incontri il nostro cammino fino al ritorno del Signore, perché nell’Eucaristia annunciamo la morte del Signore, proclamiamo la sua risurrezione e, desiderosi, diciamo «Vieni, Signore Gesù».

Siamo perenni discepoli dell’Eucaristia e della domenica. Che la Solennità del Corpo e del Sangue di Cristo, quest’anno con la presenza del Papa in Spagna, ci spinga ad acclamare il Mistero della fede: ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo da questo calice, annunciamo la tua morte, Signore, finché tu non torni.








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