venerdì 26 giugno 2026

Le Crociate si possono collocare nel principio della “guerra giusta”?






E’ vero che un’interpretazione corretta per capire le Crociate fu il pericolo saraceno?




di Corrado Gnerre

Sì, è vero. Le Crociate nacquero anche per rispondere alle continue incursioni saracene nelle terre della cristianità. Dal VII secolo, cioè dalla sua nascita, l’Islam ha iniziato ad attaccare sistematicamente le terre di quelle che era l’Impero Romano d’Occidnte, premendo anche su quello di Oriente. Riuscì a conquistare gran parte del Medio oriente, il Nord Africa, la Penisola Iberica, tentando di oltrepassare i Pirenei e occupando anche la Sicilia, la Sardegna e la Corsica. I Musulmani arrivarono finanche a Roma, saccheggiando le basiliche di San Pietro e di San Paolo. Le incursioni causavano rapimenti di beni e di esseri umani: i giovani venivano rapiti per essere ridotti a schiavi e le fanciulle per arricchire gli harem.

Tanto il pericolo era continuo che in Puglia non nacque l’uso di costruire fattorie isolate in campagna. I contadini preferivano ogni sera tornare dai campi in città per poter essere meglio difesi. In Calabria le coste sono piene di torrette costruite per controllare continuamente il mare ed eventualmente avvisare la popolazione di navi sosptette; e così fuggire verso le montagne.

Tanti erano coloro che venivano rapiri che sorsero due importanti ordini religiosi, i Mercedari e i Trinitari, per raccogliere offerte affinché il riscatto dei prigionieri potesse esere pagato non solo dalle famiglie ricche ma anche da quelle povere.

Dunque, anche questa interpretazione ci fa capire quanto le Crociate si possono correttamente collocare nel principio della “guerra giusta”.





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