
Il Ministro Valditara - Imagoeconomica
Approvazione definitiva, in Senato, del Ddl Valditara, che obbliga le scuole a ottenere il consenso dei genitori per la partecipazione dei figli ad attività svolte in classe su sessualità e affettività.
Libertà
Lorenzo Bertocchi, 04 Giugno 2026
Una vittoria netta e decisamente pesante per la libertà educativa delle famiglie italiane. Non si può definire altrimenti l’avvenuta approvazione, in Senato, del Ddl Valditara, che obbliga le scuole a ottenere il consenso dei genitori per la partecipazione dei figli ad attività svolte in classe su sessualità e affettività. Il via libera – avvenuto con con 78 voti favorevoli e 38 contrari – segna un passaggio chiave di questa legislatura, almeno per quanto concerne i valori non negoziabili.
Il disegno di legge infatti prevede che ogni attività curricolare o extracurricolare per le medie e le superiori che metta a tema sessualità e affettività, relazioni e orientamento sessuale esiga il consenso delle famiglie, messe in condizioni di conoscere argomenti, risorse e esperti coinvolti nei progetti. Il testo mette ordine in una materia particolarmente cruciale a partire dal principio sancito dalla nostra costituzione all'articolo 30 che stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori istruire ed educare i figli».
Se dunque il primato, non l'esclusiva, spetta alla famiglia, su temi tanto delicati e preziosi, è più che coerente che madri e padri siano esplicitamente chiamati a decidere. E se famiglia o studente decidono di non partecipare, una volta valutati contenuti e modalità dei progetti? In quel caso la scuola è tenuta a prevedere attività formative alternative, che non siano trovate estemporanee ma attività già inserite a questo scopo nel piano triennale dell'offerta formativa. Tornando ad oggi, molti che hanno a cuore il bene dei ragazzi, e quindi la libertà educativa che vede nella famiglia il principale protagonista, non possono che esultare.
Veniamo infatti da ormai diversi anni nei quali si è assistito, lungo la penisola, a tentativi più o meno riusciti – all’insegna di progetti gender o “contro il bullismo”, almeno a parole - di scavalcare le famiglie per quanto concerne il loro primato educativo. Che, con l’approvazione definitiva del ddl Valditara, viene invece ristabilito a chiare lettere. Il mondo dell'associazionismo esprime soddisfazione, lo fa il network Ditelo sui tetti e anche Pro Vita & Famiglia che ha comprensibilmente accolto con una esultanza l’approvazione di questa norma.
«È una giornata storica, come questa legge che mette un freno all’indottrinamento ideologico nelle scuole e restituisce ai genitori il diritto di priorità educativa. Una vittoria per tutte le famiglie italiane e che sentiamo nostra, dopo 13 anni di battaglie per la libertà educativa», ha commentato infatti Jacopo Coghe, portavoce dell’associazione Pro Vita & Famiglia. In effetti, riesce difficile non cogliere l’importanza di questo passaggio parlamentare che – unitamente all’approvazione del reato universale per l’utero in affitto – segna probabilmente il passaggio valoriale più forte, da parte della maggioranza di centrodestra.
«La norma non introduce divieti né limita la libertà di insegnamento o la proposta di progetti scolastici, prevede semplicemente che in presenza di attività inerenti il tema della sessualità le famiglie siano preventivamente informate sui contenuti trattati e sugli eventuali soggetti esterni coinvolti. – afferma Elena Fruganti referente Educazione del Network Ditelo sui tetti – Il provvedimento approvato va nella direzione della trasparenza, della corresponsabilità educativa e del dialogo. Una scuola forte non teme il coinvolgimento dei genitori, ma lo considera una risorsa essenziale».
Non resta che augurarsi, alla luce di un simile traguardo, che la barra venga tenuta dritta anche su altri delicati versanti: su tutti, quello di una legge sul fine vita che, se andasse in porto, rischierebbe probabilmente di arrecare danni enormi alla difesa delle esistenze più fragili e allo stesso diritto di curare fino alla vita ogni vita. Intanto, però, oggi si può brindare a questa approvazione e alla consolidata libertà educativa delle famiglie.
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