
(Battle of Ideas, YouTube)
La denuncia
«Così l’attivismo gender oggi mente ai bambini» (e dimentica pure gay e lesbiche)
«Così l’attivismo gender oggi mente ai bambini» (e dimentica pure gay e lesbiche)
Federica Di Vito, 25 Maggio 2026
La scorsa settimana Maeve Halligan, studentessa 23enne all’Università di Cambridge e presidente della Cambridge University Society of Women - organizzazione che sostiene i diritti delle donne basati sul sesso biologico -, ha sfidato l’attivismo Lgbtq+ in un discorso che oggi appare più che coraggioso. Una voce che dà speranza, visti alcuni sondaggi poco ottimistici che dimostrano come le giovani donne tra i 18 e i 30 anni siano il gruppo demografico più progressista del Regno Unito, dove per “progressismo” si intende sposare la causa transfemminista, ambientalista, e più in generale “woke”.
Nel suo discorso Maeve denuncia il movimento Lgbtq+ per aver spostato la sua attenzione verso l’ideologia trans, anziché proteggere i reali diritti di gay e lesbiche, facendo poi pagare il prezzo più alto ai bambini con procedure mediche irreversibili: «Ci sono oltre 60 Paesi, la maggior parte nel Sud del mondo, dove l'omosessualità è ancora illegale. La lobby LGBTQ+ qui è più interessata ai pronomi». Riferendosi esplicitamente a gruppi come Stonewall - la più grande organizzazione per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Europa - Maeve denuncia le continue richieste scandalose basate sulla sua agenda trans: «L’organizzazione che un tempo marciava per la liberazione gay ora tiene seminari su come superare la resistenza delle lesbiche nei confronti degli uomini».
La studentessa contesta la premessa secondo cui l’identità di genere percepita debba prevalere sul sesso biologico, che lei definisce come «reale e immutabile». Critica l’idea che l’auto-rappresentazione soggettiva possa annullare la realtà biologica: «Oltre l’80% dei maschi che si identificano come lesbiche transgender conservano la loro anatomia maschile. La maggioranza sono, secondo qualsiasi definizione precedente, uomini eterosessuali. Il movimento che avrebbe dovuto proteggere le lesbiche sta invece fornendo loro una copertura ideologica per essere costrette ad accettare partner dal corpo maschile, ribattezzati come una questione di inclusività». Maeve denuncia come le donne lesbiche vengano etichettate come «transfobiche» o molestate se rifiutano partner che sono uomini biologici identificatisi come donne, definendo questo atteggiamento come «omofobo e lesbofobo». Halligan nel suo discorso ha sostenuto con forza la necessità di mantenere spazi separati per sesso biologico, come servizi igienici, spogliatoi e competizioni sportive, per garantire la sicurezza, la dignità e la privacy di donne e bambini dichiarando che «i bagni delle donne non sono per gli uomini».
Maeve punta il dito contro una diffusa cultura della paura negli ambienti accademici, dove il dissenso rispetto all'identità di genere percepita può portare all'isolamento sociale o professionale. Vengono inoltre citati i rischi medici per i minori emersi dal Cass report, che ha portato alla chiusura della clinica Tavistock nel Regno Unito - argomento su cui Il Timone ha dedicato un approfondito primo piano intervistando anche Hannah Barnes, giornalista della Bbc che ha scritto un importante libro-inchiesta sull’argomento (qui per abbonarsi). «Prima della disponibilità e della normalizzazione dei bloccanti della pubertà», spiega la studentessa, «ogni studio ha dimostrato che la stragrande maggioranza dei bambini con disforia di genere l'ha superata ben prima dell’età adulta». Un’enorme infrastruttura ideologica ha mentito ai bambini raccontandogli che «le donne trans sono donne; gli uomini trans sono uomini» come un fatto accertato, costringendoli a ripeterlo o, in alternativa, ad affrontare accuse di bullismo transfobico.
Nonostante la pressione ideologica, istituzioni accademiche storiche come la Cambridge Union - il più antico club di dibattito studentesco al mondo, di cui Maeve è una voce autorevole - continuano a fungere da palcoscenico per discorsi critici che sfidano il consenso accademico dominante, attirando l’attenzione dei media nazionali e internazionali. «Sii coraggioso», così si rivolge Maeve agli uditori alla fine del suo discorso, «metti in discussione la versione dei fatti che ti viene propinata. Una “gentilezza” che comporta mentire ai bambini e medicalizzarli, tradire le persone lesbiche e gay, smantellare i diritti conquistati a fatica dalle donne e minacciare chi si oppone non è affatto gentilezza. Quindi no, non condivido questa “gentilezza”. Dirò invece la verità».
(Battle of Ideas, screenshot YouTube)
Nessun commento:
Posta un commento