mercoledì 13 maggio 2026

Secondo la teologa progressista la devozione a Maria è «pericolosa» per le donn


(Imagoeconomica/ Kompass, YouTube)

A detta di Annette Jantzen, la devozione mariana presenta aspetti problematici per il mondo femminile. Ma li vede solo lei

TESI BIZZARRE


Paola Belletti, 12 Maggio 2026 

Il problema non sono i dogmi, ma la cattedra da cui arrivano. Quelli di provenienza femminista, a dirla tutta, sono talmente noiosi e avvilenti che fanno cadere le braccia anche alle più allenate. Ultima trovata, dalla scuderia tedesca, quella della teologa Annette Jantzen che vorrebbe la devozione a Maria Santissima addirittura pericolosa per le donne. Immaginate già con quali sostantivi e aggettivi siano stati definiti tali pericoli? Questa è facile: un pizzico di "stereotipi", "relazioni tossiche" q.b, una manciata di ideali oppressivi per le donne reali su un fondo di maschilismo più o meno consapevole. Per fortuna, però, la studiosa rassicura i lettori (ma prima di tutto le lettrici): la devozione mariana ha anche aspetti positivi.

Ma andiamo con ordine: la Jantzen ha rilasciato un'intervista esclusiva al portale cattolico della diocesi di Monaco Kirke und Leben ripreso da altre fonti che ne sintetizzano i contenuti. Questo il passaggio chiave: «Quando la Madre di Dio viene stilizzata come un ideale irraggiungibile, "contemporaneamente vergine, senza peccato e madre", ciò può portare a una svalutazione delle donne reali». Il che vuol dire che non è accettabile che una donna, una sola, sia stata scelta da Dio per compiere una missione decisiva a favore della salvezza delle anime? Forse la questione stessa "salvezza" non è più così centrale nel pensiero di certa teologia. Chi di noi donne si sente davvero svalutata dal fatto che la Vergine Maria sia stata scelta da Dio per una missione tanto grande? A chi dovrebbero guardare, le cosiddette "donne reali", se non a Qualcuno che è più compiuto di loro e di chiunque nel cammino di santità?

Secondo quanto dichiarato dalla studiosa, però, la devozione mariana può essere anche fonte di conforto e consolazione: «"Le immagini religiose hanno un effetto non solo a livello intellettuale, ma anche emotivo ed esistenziale. Ciò che è cruciale è come vengono interpretate, se rafforzano o limitano». Detta così sembra che si tratti solo di un effetto collaterale che anche altre strategie di benessere personale potrebbe garantire. Il riferimento alla maternità verginale di Maria sembra urtarla più di tutto. Come si può pensare che sia biologicamente vero che Maria abbia concepito e partorito un figlio (il Figlio) e sia rimasta vergine, prima durante e dopo il parto? Il riferimento alla sua verginità non deve essere "biologicamente frainteso". Potrebbe, forse, risponderle la stessa giovinetta che ha cantato il Magnificat: "grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente". E, se non la disturba il riferimento a una figura angelica, potrebbe tornare utile anche la risposta alla prima obiezione di Maria rispetto al concepimento che il messaggero divino ha sciolto così: "nulla è impossibile a Dio".

O nemmeno Dio, l'Onnipotente, può permettersi di compiere opere che alla nostra ragione paiono irraggiungibili e soprattutto irrealizzabili da forze soltanto umane? Ma allora cosa sarebbe Dio a fare? Non sembra così importante, per questa teologa. Ciò che conta è l'idea di donna che la Chiesa ancora troppo patriarcale insiste a veicolare. Ciò che conta è dare addosso al patriarcato, invertire la rotta interpretativa delle Sacre Scritture tutta al maschile. A darle man forte, c'è anche il controcanto di un giornalista, Heribert Prantl, che lavora l'altro fianco del nemico dichiarando san Giuseppe il nuovo eroe, il vero paladino dell'emancipazione, il nuovo volto maschile per la Chiesa che si vuole affrancare da secoli di buio. Anche in questo caso, l'operazione è compiuta a prezzo di una deformazione, per lo meno irrispettosa, della figura del Santo.

La chiave di lettura è la solita: la Chiesa odierebbe la sessualità, per questo Maria è presentata come Vergine e san Giuseppe come un vecchio decrepito, incapace per sopraggiunti limiti di età di concupire e concepire. Questa civiltà figlia troppo spesso ingrata del Cristianesimo, però, care signore teologhe e colleghi giornalisti, è la stessa che vi permette di denigrare proprio i contenuti fondamentali della fede stessa, di criticare la figura di Maria, i dogmi di fede che la riguardano, il mistero inesauribile della sua maternità. Eppure, ad essere onesti intellettualmente, anche solo chiedendo una sintesi all'AI, appare evidente che dove l'annuncio del Vangelo ha attecchito, la condizione della donna è enormemente migliore dei paesi dove prevalgono altre fedi. Cosa c'è di offensivo, in fondo, nel riconoscere l'eccezionalità a una creatura perché Dio stesso ha voluto accordargliela? Questi privilegi, ad essere cattolici con un po' di nerbo, sappiamo che sono tali non per escludere noi, povere donne e uomini normali, ma a nostro beneficio.

Lo sono affinché anche noi, abituati alla condizione decaduta generata dal peccato, addirittura smemorati della nostra smisurata dignità, possiamo accedere un giorno alla vera normalità. Maria, infatti, è la donna secondo la norma d'amore voluta da Dio. E non perché sia rimasta lontana dalla sessualità, ma perché tutto il suo essere, pre-salvato dal sacrificio di Cristo, è ricostituito nell'ordine di grazia voluto da Dio da sempre. Che peccato che certa teologia si perda in stradette secondarie, smarrendosi nei sentieri imposti dal pensiero dominante che vuole riportare tutto alla guerra maschi contro femmine e non si accorge che i misteri che la Rivelazione ci mostra sono la strada maestra perché la più radicale delle emancipazioni, la più definitiva delle liberazioni. Maria non è un'immagine artefatta che certe élite avrebbero confezionato a danno delle donne; non è una figura politica - anche se non c'è donna più potente di Lei, non è eroina del femminismo. È la Serva del Signore e ha deciso di obbedire alla Sua volontà. Sembra che certa teologia non ricordi più che è proprio questa la strada - paradossale - per la libertà e la gioia. 

(Foto: Imagoeconomica/ screenshot Kompass, YouTube)








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