
Da Il Cammino dei Tre Sentieri, 11-09-2026
1. A Dio si deve donare anche la ricchezza. Si avete capito bene: la ricchezza. Il motivo è molto semplice: perché a Dio si deve il massimo. Certamente si deve donare a Dio prima di tutto la propria anima, affinché possa adeguatamente regnarvi e sia tutta indirizzata alla sua gloria; ma a Dio si devono anche i beni materiali. Tutto deve essere indirizzato a Lui.
2. Ed ecco perché anche nella liturgia bisogna utilizzare la ricchezza. E a proposito della bellezza che si deve alla liturgia e al fatto che nulla si deve lesinare per rendere più maestosa la liturgia stessa, va detto che molti santi ci tenevano a dire che un conto è la povertà personale, altro è invece la “ricchezza” che si deve a Dio. Noi invece siamo soliti fare il contrario. Pretendiamo la povertà per Dio costruendo chiese brutte e scarne, ma per noi pretendiamo la ricchezza.
3. A proposito dei Santi, un solo esempio, ma se ne potrebbero fare tanti. San Carlo Borromeo (1538-1584) vendette tutte le ricchezze di famiglia per i poveri e viveva personalmente in povertà, ma per celebrare indossava paramenti di straordinaria bellezza e ricchezza.
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