venerdì 3 luglio 2026

La Santa Comunione fonte di tesori di grazie divine






SULLA SANTA COMUNIONE SANT'ALFONSO MARIA DE LIGUORI

Non c'è niente da cui possiamo trarre tanti frutti come dalla Santa Comunione.
San Dionigi insegna che il santissimo sacramento ha maggiore efficacia per santificare le anime di tutti gli altri mezzi spirituali.

San Vincenzo Ferrer dice che un'anima trae più profitto da una comunione che dal digiuno di una settimana a pane e acqua. L'Eucaristia è, secondo il santo Concilio di Trento, una medicina che ci libera dai peccati veniali e ci preserva dai peccati mortali.

Ne La vita devota, scrive san Francesco di Sales: Due specie di persone devono comunicarsi spesso: le perfette, per conservare la perfezione; e l’imperfetto, per arrivare alla perfezione”. Non si può dubitare che chi si vuole comunicare debba prepararsi con grande diligenza per potersi comunicare bene.

Due cose sono necessarie per trarre grandi frutti dalla preparazione alla Comunione e dal rendimento di grazie dopo la Comunione. Quanto alla preparazione, è certo che i santi traevano grande profitto dalle loro comunioni, solo perché erano attenti a prepararsi bene a ricevere la santa Eucaristia. È facile allora comprendere perché tante anime rimangono soggette alle stesse imperfezioni, dopo tutte le loro comunioni.

Gesù una volta disse a Santa Matilde: "Quando ti comunichi, desidera tutto l'amore che qualunque anima abbia mai avuto per me, e io accetterò il tuo amore in proporzione al fervore con cui lo desideri".
La preghiera che facciamo dopo la Comunione è la più gradita a Dio e la più vantaggiosa per noi. Dopo la comunione l'anima deve impegnarsi negli affetti e nelle suppliche. Gli affetti dovrebbero consistere non solo in atti di ringraziamento, ma anche in atti di umiltà, di amore e di oblazione di noi stessi a Dio. Umiliamoci allora il più possibile alla vista di un Dio fatto nostro cibo dopo che lo avevamo offeso.
Il tempo dopo la comunione è un tempo in cui possiamo acquisire tesori di grazie divine.
Ora che mi possiedi in te, chiedimi delle grazie: sono sceso dal cielo apposta per dispensartele; chiedi quello che desideri e lo otterrai.

Oh quante grazie perdono coloro che dopo la comunione dedicano poco tempo alla preghiera!
Rivolgiamoci anche noi al Padre Eterno e, tenendo presente la promessa di Gesù Cristo: “In verità, in verità vi dico: se chiederete qualcosa al Padre nel nome mio, egli ve lo darà” (Gv. xvi, 23). ) diciamogli: Dio mio, per amore di questo tuo Figlio, che ho nel cuore, dammi il tuo amore; rendimi tutto tuo.



Fonte web: Sacro Cuore Ecclesiastico di Gesù





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