venerdì 10 luglio 2026

Gli esorcisti contro il Reiki. E l’ospedale blocca l’attività



DIDA (Imagoeconomica/Calm Meditation Music)

Succede a Pesaro. «Chi lo pratica si espone all’azione straordinaria del maligno», avvertono. La primaria: «Avevano l’ok dell’azienda. Ma io faccio il medico"


Lotta spirituale


Manuela Antonacci, 10 luglio 2026 

«Chi pratica il Reiki cade nel peccato di superstizione e si espone all’azione straordinaria del maligno»: è ferale e decisa la condanna dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie) che ultimamente ha denunciato l’apertura di uno spazio dedicato non solo alle cure palliative ma anche a non ben precisate “terapie complementari” nel reparto di oncologia degli Ospedali Riuniti Marche Nord di Pesaro. L’intervento critico dell’ Aie è avvenuto attraverso una nota esplicativa che non lascia spazio a dubbi perché definisce il Reiki come “insidioso pericolo”.

Il riferimento, qui è in particolare alla cosiddetta “Stanza del benessere” dell’ospedale di Muraglia, all’interno del reparto oncologico, si praticherebbe la tecnica giapponese denunciata dagli che predica il contenimento del dolore e dello stress attraverso “flussi di energia” che passerebbero attraverso le mani. Questi progetti stanno interessando, ormai, anche altre strutture sanitarie italiane, tra cui l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e l’Ospedale Carlo Poma di Mantova. L’Aie ha richiamato, inoltre, le linee guida pubblicate dalla Commissione per la dottrina della Conferenza episcopale degli Stati Uniti nel 2009, secondo le quali questa pratica non trova fondamento nella scienza, né tantomeno è compatibile con il cristianesimo.

Una sottolineatura doverosa, secondo l’Associazione degli esorcisti, perché riflette il timore per nulla infondato, che questa tecnica possa essere proposta come medicina alternativa, generando nei pazienti drammatiche illusioni, confondendola, cioè, con una vera e propria terapia. Per non parlare, poi, dei danni spirituali della pratica stessa. Infatti, secondo l’Aie, chi si dedica al Reiki «cade nel peccato di superstizione e si espone all’azione straordinaria del maligno». Spiegano gli esorcisti nel loro comunicato: «Il Reiki, nome derivante dalla pronuncia di due caratteri giapponesi che descrivono l’energia in sé, rei (‘l’aldilà’ o ‘spirituale’) e ki (‘energia’ o ‘forza vitale’), altro non è che una tecnica di channeling (o spiritismo) e ricorre alla presunta guarigione per mezzo di tecniche per le quali verrebbe trasmessa l’energia dal Reiki Channelizer (colui che canalizza l’energia Reiki) al Receiver (colui che riceve il trattamento)».

La Chiesa cattolica, infatti, critica il Reiki proprio perché si basa sull’utilizzo e sulla manipolazione di una presunta "energia vitale universale" (il ki), laddove, nel cristianesimo, la guarigione è semplicemente frutto della Grazia che si ottiene attraverso la preghiera e l’umile sottomissione alla volontà divina. Per questo l’associazione ha invitato i cattolici a tenersi ben lontani da tecniche di questo tipo che, peraltro, in alcun modo, possono sostituire la medicina tradizionale.

Ricordiamo che anche nel mondo scientifico c’è chi invita a non osannare troppo queste pratiche. Come Jonathan Jarry, scienziato e divulgatore scientifico canadese dell'Università McGill, che al riguardo ha scritto: «Non ho alcun dubbio che il Reiki e le sue imitazioni possano essere rilassanti e migliorare l'umore. Il pericolo, tuttavia, è che i suoi seguaci non si accontentino sempre di alleviare lo stress […] Mi addolora dover constatare che il Reiki viene offerto in centri medici di prim'ordine […] Se si chiamasse "guarigione Jedi", non sono sicuro che verrebbe preso sul serio». Comunque il richiamo degli esorcisti non ha lasciato indifferente il direttore generale del Muraglia, Alberto Carelli, che avendo anche alle spalle una solida formazione salesiana, non ha lasciato cadere nel vuoto l’appello degli esorcisti.

Per cui è partita una comunicazione dalla Direzione medica di presidio all’attenzione della direttrice dell’Oncologia Rita Chiari. «Pur nel rispetto delle convinzioni personali dei pazienti – si legge – si ritiene opportuno evitare che tale attività (il Reiki, ndr), venga svolta all’interno della nostra azienda. La sua introduzione potrebbe infatti esporre l’azienda a contestazioni di carattere etico e istituzionale». Ciò è bastato per bloccare l'attività. Ma la direttrice del reparto Rita Chiari, per tutta risposta ha replicato: «I sanitari, medici, infermieri e gli oss non hanno niente a che vedere con l’attività svolta dalle associazioni, siano clown dottori o operatori di ’et therapy. I pazienti prenotano queste prestazioni che l’associazione fornisce ai propri associati direttamente con l’associazione. I sanitari, i medici, gli infermieri e Oss non hanno niente a che vedere con questa attività. Io – ha concluso – faccio il medico».

Se guardiamo alla vicenda di Pesaro con gli occhi della fede e non solo con gli occhi del mondo, possiamo ben capire la preoccupazione degli esorcisti. In un’epoca del tutto e subito, di guru che predicano guarigioni fai da te e immediate, l’Aie ci ricorda che il mondo spirituale non è affatto un campo neutro ma è un campo di battaglia in cui si combattono bene e male e il bottino è l’anima. Per questo certi moniti non vanno tacciati di oscurantismo, anzi, sono l’occasione preziosa per esercitare spirito critico e discernimento che in un mondo confuso e allo sbando come il nostro, sono più necessari che mai. 

(Fonte foto: Imagoeconomica/Calm Meditation Music - screenshot YouTube)





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