martedì 17 marzo 2026

Vangelo del 17 Marzo: la Bibbia 2008 ha Cancellato un versetto intero. Perché?



“ATTENZIONE! CLAMOROSO: nel Vangelo di oggi (17 marzo 2026) la Bibbia CEI 2008 ha cancellato completamente un versetto intero — perché tutti devono conoscere “La Bibbia come Dio comanda” di IB



di Investigatore Biblico 17 marzo 2026

Avevo già trattato questo tema nell’Indizio 217 (Indizio n. 217: “CLAMOROSO! La Bibbia CEI 2008 e la Nuova Vulgata hanno soppresso completamente un versetto del Vangelo di Giovanni. Ma per quanto tempo si dovrà andare avanti con una Bibbia errata e monca? ” di INVESTIGATORE BIBLICO – Investigatore Biblico). Ve lo ripropongo oggi che viene proclamato questo Vangelo. E’ fondamentale leggere il libro “La Bibbia come Dio comanda” per custodire la versione integrale della Sacra Scrittura.

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Nel Vangelo proclamato oggi, martedì 17 marzo 2026, la liturgia ci propone il brano di Giovanni 5,1-16 (Vangelo e parola del giorno 17 marzo 2026 – Vatican News). È una pagina semplice e allo stesso tempo profondamente drammatica: Gesù sale a Gerusalemme e si reca presso la piscina chiamata Betzatà, dove giacciono molti malati, ciechi, zoppi e paralitici. Tra loro c’è un uomo infermo da trentotto anni. Gesù gli rivolge una domanda essenziale: «Vuoi guarire?». Non compie un gesto spettacolare, non ricorre a rituali complessi: gli dice soltanto di alzarsi, prendere la sua barella e camminare. E quell’uomo guarisce. Il miracolo, tuttavia, provoca la reazione ostile delle autorità perché avviene di sabato. Da qui nasce il conflitto che porterà progressivamente alla persecuzione contro Gesù.

Eppure, leggendo attentamente questo stesso brano nella Bibbia CEI 2008(1), ci si accorge di qualcosa che lascia perplessi. Nel racconto manca un versetto che per secoli i cristiani hanno letto senza alcun problema. Il versetto è Giovanni 5,4. Nella Bibbia CEI del 1974 esso recitava: «Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo ad entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto». Lo stesso versetto compare nella Vulgata latina di san Girolamo, che per secoli la Chiesa ha considerato la traduzione di riferimento. E lo si trova in molte altre tradizioni bibliche.

Nella CEI 2008, invece, quel versetto semplicemente non c’è più. Scompare. Non viene tradotto, non viene proclamato nella liturgia, non viene spiegato. È come se non fosse mai esistito.

La domanda nasce spontanea. Perché?

Perché fino a pochi anni fa quel versetto era letto come Parola di Dio e oggi improvvisamente non lo è più? Chi ha deciso che un testo che per secoli ha fatto parte della tradizione cristiana dovesse essere eliminato dal testo corrente? È davvero legittimo trattare così un versetto del Vangelo?

Si dirà che alcuni antichi manoscritti non lo riportano. Ma altri sì. Il Codice Alessandrino, per esempio, lo conserva. La Vulgata di san Girolamo lo riporta chiaramente. E la tradizione liturgica e spirituale della Chiesa lo ha trasmesso senza scandalo per secoli. È dunque legittimo domandarsi se la soluzione scelta – cancellare il versetto dal testo – non sia stata troppo drastica.

Perché quel versetto non è marginale. Spiega il contesto del racconto. Senza di esso, il lettore moderno non capisce facilmente perché tanti malati si trovino presso quella piscina e perché l’uomo paralitico dica a Gesù di non avere nessuno che lo immerga nell’acqua quando questa si agita. Il versetto chiarisce la credenza diffusa: l’acqua veniva agitata e il primo che vi entrava veniva guarito. In quel quadro appare ancora più potente il gesto di Gesù, che guarisce senza bisogno di quell’acqua e senza aspettare il movimento miracoloso.

C’è anche un altro aspetto teologico non secondario. Il versetto parla dell’azione di un angelo inviato da Dio. Non è una stranezza folkloristica: la Scrittura è piena di interventi angelici. Basta pensare al libro di Tobia, dove l’arcangelo Raffaele accompagna e guarisce. La tradizione cristiana ha sempre insegnato che gli angeli sono servitori di Dio e strumenti della sua provvidenza. Eliminare quel versetto significa eliminare anche questo piccolo segno della presenza invisibile di Dio nella storia.

E allora la preoccupazione diventa più ampia. Se oggi si toglie un versetto perché considerato incerto o scomodo, cosa succederà domani? Si cancellerà qualche altro passo? Si ammorbidirà un versetto troppo duro? Si annacquerà una frase che disturba la sensibilità moderna?

Cancella qui, togli là, correggi quell’altro… alla fine cosa resterà della Bibbia?

La Scrittura non è un testo da adattare continuamente ai gusti del momento. È una tradizione ricevuta, custodita, tramandata. Ogni intervento sul testo richiede prudenza, rispetto, e soprattutto la consapevolezza che milioni di credenti hanno ascoltato quelle parole come Parola di Dio.

Per questo casi come quello di Giovanni 5,4 fanno discutere. Non si tratta di una polemica sterile, ma di una domanda seria sulla trasmissione del testo biblico. Come è stato tradotto? Quali criteri sono stati usati? Quali parti sono state omesse o modificate?

Ed è proprio per rispondere a queste domande che diventa importante studiare e approfondire. Il libro La Bibbia come Dio comanda, raccoglie molti casi simili (omissioni, errori, cambiamenti, annacquamenti…) e invita il lettore a confrontare i testi, a verificare e a non fermarsi alla prima versione che trova.

Perché conoscere la Scrittura non significa solo leggerla, ma anche capire come ci è stata trasmessa. E quando si scopre che un versetto del Vangelo è stato improvvisamente tolto dal testo corrente, la domanda resta inevitabile: è davvero questo il modo migliore di custodire la Parola che la Chiesa ha ricevuto?



(1) Anche nell’Edizione della Bibbia Francese (letta nella liturgia) manca Gv 5,4






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