Pubblicato 14 marzo 2026
Dom Prosper Guéranger, circa 150 anni fa, individuò profeticamente le radici del modernismo, definito da San Pio X come la “cloaca di tutte le eresie”. Secondo Guéranger, la crisi della Chiesa non scaturisce da improvvise negazioni dogmatiche, ma ha origine quando i cattolici iniziano a pensare e giudicare secondo i criteri del mondo. Questo processo di “corrosione mentale” porta a marginalizzare il soprannaturale, riducendo la fede a una mera esperienza soggettiva o a un sentimento.
Il modernista agisce come un “filosofo” che, pur praticando in privato, prescinde dalla Rivelazione nella vita pubblica, adottando linguaggi ambigui e omissioni sistematiche per non scontentare la mentalità dominante... In questo modo, la figura di Cristo viene ridotta a un semplice maestro di morale o filantropo, oscurando la sua divinità e regalità sociale. La lezione di Guéranger è un monito attuale: per superare la confusione, i fedeli devono recuperare il coraggio di una fede integrale, tornando a giudicare la realtà alla luce della Chiesa e non viceversa.

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