
Il caso di Noelia, disabile che ha ottenuto l'eutanasia, ha sconvolto la Spagna. Intervista a Polonia Castellanos dell'Associazione Avvocati cristiani, a fianco dei genitori nella battaglia legale: «Abbiamo chiesto un trattamento sanitario, che il governo concede anche ai terroristi, ma ha preferito ucciderla. Anche per ragioni economiche: la madre ci ha riferito che i suoi organi ormai erano impegnati per il trapianto».
Intervista / POLONIA CASTELLANOS
Andrea Zambrano, 28-03-2026
«Quello spagnolo è un governo illegittimo, che copre i suoi scandali di corruzione uccidendo i suoi cittadini e ingannandoli con leggi come questa sull’eutanasia. E lasciando che dietro le pratiche di eutanasia si nasconda il serio rischio di un profitto per il trapianto di organi».
Accanto ai genitori di Noelia Castillo Ramos, la venticinquenne paralizzata e affetta da disturbo psichiatrico che ha chiesto e ottenuto l’eutanasia dopo una battaglia legale che in queste ore sta infiammando la Spagna, c’è l’associazione Avvocati cristiani.
Polonia Castellanos (nella foto in basso) è la presidente dell’associazione che è stata a fianco del padre e della madre della giovane per cercare di strapparla dalle fauci della morte, avvenuta giovedì 26 marzo in ospedale a Barcellona. La Nuova Bussola Quotidiana l’ha intervistata.
Avvocato, Noelia è morta, che cosa provate di fronte a questa tragedia?
Profondo dolore, abbiamo cercato con la sua famiglia di salvarla in una battaglia legale durata due anni. Fa soffrire pensare che si poteva salvare, ma proviamo anche una profonda pena perché lo Stato l’ha abbandonata. E paura perché tutte le famiglie che hanno malati mentali si possono trovare nella stessa condizione. È terribile pensare che una persona con infermità mentale possa subire questo trattamento.

Su che cosa si è basata la vostra battaglia legale?
Abbiamo chiesto che venisse fatto un trattamento medico. Bisogna sapere che in passato lo Stato ha obbligato ad un trattamento sanitario un assassino e terrorista che aveva ucciso 25 persone. È una pena che il governo spagnolo tratti meglio un terrorista che una ragazza di 25 anni che aveva un disturbo mentale.
Perché il padre di Noelia si è affidato a voi Avvocati cristiani?
Il padre ci ha cercati perché recentemente abbiamo seguito altri casi di eutanasia, che si sono risolti positivamente. Casi di persone con depressione, che avevano ottenuto di accedere al programma di eutanasia, ma siamo riusciti a fermarli e alla fine si sono convinti a vivere favorendo un trattamento sanitario. Sfortunatamente con Noelia non ci siamo riusciti.
Che cosa vi ha chiesto il padre?
Il padre voleva che lo aiutassimo a salvare sua figlia. Perché capiva, come lo capiamo tutti, che una ragazza con una infermità mentale del 74% non poteva decidere su una cosa così importante come la sua vita.
Avete avuto occasione di parlare con Noelia in questi mesi?
Noi, nell’ultimo mese, abbiamo parlato soprattutto con la famiglia, il padre, la madre e la sorella, che erano tutti contro la sua eutanasia.
È vero che negli ultimi giorni Noelia si sarebbe convinta a rinunciare all’eutanasia, ma l’ospedale l’ha dissuasa per convincerla a morire?
È un particolare che ci ha riferito la madre, cioè che quando abbiamo intentato le misure cautelari dall’ospedale le hanno detto che ormai tutti gli organi erano impegnati.
Impegnati per che cosa?
Per il trapianto. Ma al di là di questa informazione mi preme dire una cosa.
Che cosa?
Abbiamo insistito nel denunciare il conflitto di interessi di persone che decidono l’eutanasia e che allo stesso tempo trattano i trapianti e guadagnano con essi.
Può spiegarci meglio?
Abbiamo scoperto che persone che sono direttamente interessate a decidere sull’eutanasia, allo stesso tempo sono nella commissione del trapianto di organi. Riteniamo che sia un conflitto di interessi e che se fai parte di una commissione che decide sull’eutanasia non puoi occuparti di trapianti.
La madre ha anche detto che molte persone si sono offerte di aiutare Noelia a vivere, c’è stata una grande catena di solidarietà. Solo lo Stato è stato sordo a queste richieste. Perché?
È sorprendente la generosità di molti cittadini di tutto il mondo, che hanno provato ad aiutare Noelia incoraggiandola, pregando per lei e proponendo di aiutarla economicamente; le hanno offerto denaro per aiutarla a pagare l’affitto dell’appartamento ad avere una macchina. Ma lo Stato sotto la cui autorità era Noelia, ha preferito ucciderla perché era più conveniente economicamente.
Il caso di Noelia ha suscitato una forte polarizzazione in tutta l’opinione pubblica spagnola tanto che diverse persone inizialmente favorevoli all’eutanasia hanno cambiato idea…
È proprio così. Hanno capito che l’eutanasia è un inganno. Quando nel 2021 è stata introdotta per legge l’eutanasia in Spagna, il governo Sanchez disse che era una legge molto garantista. Ci venne detto che era per casi molto estremi, ma è con il caso di Noelia che i cittadini hanno visto che ci stavano ingannando, che l’eutanasia è pensata per le persone più indifese e più deboli.
Perché?
Il caso di Noelia non rientrava in nessuno dei casi previsti dalla legge perché siamo di fronte a una persona con una infermità mentale che aveva tutta la vita davanti, perché non aveva sofferenze degenerative. Così è fuori dalla legge: è stata uccisa. E la legge è un inganno.
Che opinione ha delle politiche del Governo sull’eutanasia dopo questa tragedia?
Le politiche eutanasiche del governo spagnolo sono le politiche di un governo tremendamente corrotto, che preferisce risparmiare sui cittadini per continuare a finanziare la prostituzione, continuare a versare denaro ai propri familiari e pagare viaggi di lusso ai propri ministri. Mi sembra che sia un governo illegittimo che abbandona i suoi cittadini per usare il denaro destinandolo ai suoi scandali di corruzione.
E la Chiesa? Che ruolo ha giocato in questa partita?
La Conferenza Episcopale Spagnola effettivamente ha emesso un comunicato per cercare di invitare a trovare un’altra strada che non fosse l’eutanasia.
Alla luce della fortissima reazione emotiva della gente, che cosa si può fare ora concretamente?
In Spagna stiamo cominciando a mobilitarci e quello che dobbiamo fare con questa legge omicida, questa legge criminale, è abrogarla e assicurare che a ogni persona che chiede l’eutanasia prima venga data una cura. In un secolo come il nostro che è così avanti in medicina non possiamo consentire di sopprimere la vita di una persona quando ci sono le cure. E si può salvare.
La vostra lotta è senza sosta. Oggi (ieri ndr.) lei è stata in tribunale a Madrid per difendere i sacerdoti. C’è un rischio di persecuzione dei cattolici in Spagna?
Sì, oggi abbiamo avuto un giudizio contro un politico di ultrasinistra (Pablo Echenique Robba, già deputato di Podemos ndr.) che ha attaccato su X i sacerdoti dicendo che tutti i sacerdoti sono pedofili e che andrebbero deportati. È quello a cui siamo ormai abituati perché con questo governo abbiamo visto come uccide i suoi cittadini. Attaccare i cattolici è un’occasione per sviare sugli scandali di corruzione. È evidente che i cattolici in Spagna siano molto perseguitati.
Nessun commento:
Posta un commento