sabato 14 febbraio 2026

Nessuno può servire a due padroni






Il caso Epstein: mondialismo e satanismo



Di Vittorio Leo, 13 feb 2026

Da quanto emerge in questi giorni, dopo la pubblicazione dei cosiddetti Epstein files, diffusi il 30 gennaio scorso dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, sembrerebbe delinearsi un quadro molto inquietante. In realtà, all’appello mancano molti dei video che a detta del Procuratore generale Todd Blanche rappresentano la prova schiacciante delle depravazioni operate da personaggi chiave del potere americano. Pur restando ancora da chiarire le dinamiche che legano determinate élite globali, viene in luce un universo oscuro fatto di depravazioni e satanismo, un disegno più profondo e “occulto”.

Gli incontri di estrema perversità fa pensare a veri e propri riti iniziatici volti a vincolare profondamente i partecipanti, secondo modalità che ricordano da vicino quelle di alcuni circoli esoterici.

Già Leone XIII, con l’Enciclica Humanum Genus, con la quale condannava la massoneria, metteva in guardia dal pericolo delle società segrete: “Da sì celere e tremenda propagazione ne sono seguiti a danno della Chiesa, della potestà civile, della pubblica salute, quei rovinosi effetti, che i Nostri Antecessori gran tempo innanzi avevano preveduti. Imperocché siamo ormai giunti a tale estremo da dover tremare pei le future sorti non già della Chiesa, edificata su fondamento non possibile ad abbattersi da forza umana, ma di quegli Stati, dove la setta di cui parliamo o le altre affini a quella e sue ministre e satelliti, possono tanto. Per queste ragioni, appena eletti a governare la Chiesa, vedemmo e sentimmo vivamente nell’animo la necessità di opporCi, quanto fosse possibile, con la Nostra autorità a male si grande”.

Leone XIII metteva in evidenza dinamiche interne ai rapporti massonici che risultano di sorprendente attualità, poiché riaffiorano anche nei resoconti odierni: “Or bene questo continuo infingersi, e voler rimanere nascosto: questo legar tenacemente gli uomini, come vili mancipii, all’altrui volontà per uno scopo da essi mal conosciuto: e abusarne come di ciechi strumenti ad ogni impresa, per malvagia che sia: armarne la destra micidiale, procacciando al delitto la impunità, sono eccessi che ripugnano altamente alla natura. La ragione adunque evidentemente condanna le sètte Massoniche e le convince nemiche della giustizia e della naturale onestà”.

Dietro il mondo di Epstein c’èrano certamente i ricatti, le coperture, gli scandali, volti a legare uomini di potere “all’altrui volontà”. Ma emerge anche una certa continuità con gli ideali e con le ritualità proprie della massoneria.

Tutto ciò costituisce più di un semplice indizio a sostegno della tesi secondo cui esisterebbero ancora oggi potenti e ramificate forze di orientamento massonico e mondialista, le quali — svincolate da ogni freno morale e da qualsiasi principio religioso — porterebbero avanti un progetto di destrutturazione della vecchia civiltà di matrice cristiana e della sovranità degli Stati, il tutto giustificato in nome di un presunto progresso tecnocratico e di un libertarismo senza limiti. Queste forze, in un certo senso, rappresentano “l’avanguardia” del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale.

Sul punto, il Cardinale Joseph Ratzinger nella prefazione del 1997 al libro Nuovo Disordine Mondiale di Mons. Michel Schooyans, rifletteva come “Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo”.

Risulta difficile smentire che Joffrey Epstein fosse in qualche modo implicato in certi giri. Non stupisce, quindi, che nei suoi registri compaiano nomi di dinastie influenti come ad esempio i Rothschild, i Clinton e i Bush, figure che in più occasioni hanno evocato pubblicamente la nascita di un “Nuovo Ordine Mondiale”.

Dalle carte esce fuori anche l’immagine di Epstein come uomo chiave del Mossad e sostenitore del sionismo; lui stesso non esitava a chiamare goyim — un termine ebraico usato in modo dispregiativo con il significato di “bestiame” — tutti coloro che non facevano parte del circolo ashkenazita.

In sostanza, siamo di fronte alla stessa cerchia che da decenni promuove l’avvento di un nuovo ordine contrapposto a quello tradizionale: un progetto di natura rivoluzionaria che mira, come detto, a destrutturare l’antropologia umana e cristiana, anche attraverso la lenta ma costante diffusione di “tendenze sregolate”.

Al riguardo, il Professore Corrêa de Oliveira parlava di agenti che guidano il processo rivoluzionario, inteso come “lo sviluppo, per tappe, di alcune tendenze sregolate dell’uomo occidentale e cristiano, e degli errori nati da esse” (Cfr. Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Controrivoluzione, Ed. Sugarco).

Infine, dai documenti pubblicati emerge chiaramente quale fosse il tipo di potere ricercato da certi ambienti: non un potere qualunque, ma quello che si richiama al “padrone del mondo”, o, se si preferisce, al “padre della menzogna”.

Questo aspetto sfugge evidentemente alla maggior parte dei cronisti, che spesso non dispongono nemmeno degli strumenti concettuali necessari per comprendere la natura di questo potere.

Al contrario, chi negli ultimi anni ha alzato la voce contro il relativismo e la deriva morale dell’Occidente, schierandosi in difesa dei principi non negoziabili, non si meraviglia affatto di cosa siano capaci di fare i promotori dell’agenda mondialista.

È pertanto nostro dovere denunciare questo male, ricordando che solo “la Verità rende liberi” (Gv 8,32) e che “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona” (Mt 6,24).

Perché, come ci ricorda un ammonimento profetico di Fulton J. Sheen, “Il più grande disastro che può accadere all’uomo o a una nazione non è fare il male; è negare che il male esista chiamandolo con il nome di progresso“.




(Immagine Di Europeana su Unsplash)



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