09 Febbraio 2026 - 10:35

Antonino Zichichi (1929-2026) - Imagoeconomica
Scienza e fede
Instancabile e coraggioso, aveva 96 anni. Lascia una importante testimonianza anche per i credenti
Giuliano Guzzo, 09 Febbraio 2026
«La scienza ci insegna che il tempo non è soltanto ciò che scorre: è la dimensione che rende possibile il cambiamento. Ogni secondo che lasciamo alle nostre spalle porta con sé una domanda nuova, una sfida da affrontare, un frammento di verità da cercare». Scriveva così, riflettendo ancora su nuove sfide «da affrontare», in suo post su Facebook del 31 dicembre scorso, Antonino Zichichi, il grande fisico scomparso oggi all’età di 96 anni. Specializzato in fisica delle particelle, contribuì a fondare i laboratori del Gran Sasso e ci lascia ora un’eredità importante…anche sotto il profilo della fede, essendo stato un sincero amico del Timone nonché un instancabile apologeta.
Celebre, a proposito del suo impegno a difesa della fede cristiana, il suo libro Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, del quale condividiamo qui un estratto: «Non esiste alcun teorema di matematica che neghi l'esistenza di Dio. Né esiste alcuna scoperta scientifica che neghi Dio. Pertanto, attraverso l'uso più rigoroso della Ragione, e lavorando nell'ipotesi che non esista il Trascendente, si arriva a un risultato chiarissimo: né la Logica Matematica né la Scienza permettono di concludere che Dio non esiste. Non è quindi corretto dire che l’Ateismo ha come fondamento le grandi conquiste della Logica Matematica e della Scienza» (Il Saggiatore, Milano 1999, p.156).
Parole - queste come molte altre che Antonino Zichichi ha scritto e detto in una vita spesa non solo, come si vede, per la scienza, ma anche per difendere le ragioni della fede – che non saranno piaciute, c’è da scommettere, ai paladini del laicismo e anche a diversi suoi colleghi. E però da credente, quindi da uomo libero, Zichichi non si faceva intimorire, quando si trattava di criticare miti e deviazioni della cultura dominante e del nostro tempo quali l’evoluzionismo darwiniano, la superstizione o certi eccessi dell’ambientalismo. Per questo - benché ci abbia lasciato davvero molti scritti sui quali riflettere e continuare studiare -, non c’è dubbio che questo grande uomo mancherà non solo al mondo della scienza, ma anche a tutti noi, che abbiamo la grazia di credere «in Colui che ha fatto il mondo».
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